Autore Topic: Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?  (Letto 3300 volte)

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Offline StratocasterDG

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73!
Stavo ragionando riguardo alla messa a terra per la RF della stazione radio (rtx e accessori, palo antenna e cavo) dove ogni manuale, comprese le istruzioni di installazione delle antenne, suggerisce di mettere a terra (per la RF, quindi non la classica messa a terra per l'alimentazione 220V) di fatto ogni componente (la presa GND per intenderci). Dato che non va utilizzata la messa a terra dell'impianto elettrico, ovvero non si deve connettere al filo giallo/verde della presa, ogni manuale sottintende l'uso di una puntazza dedicata per tutto ciò che concerne la stazione. Mettere una puntazza nel terreno non è così difficile, ma averne due nella stessa "area" e lasciarle non collegate (cioè non in equipotenziale) aumenta il rischio di danni in caso di caduta di fulmine nelle vicinanze per via del differenziale di passo che si viene a creare tra le due aste, con conseguente passaggio di corrente e danni alle varie apparecchiature in casa. Nel mio caso però collegare una eventuale nuova puntazza all'esistente è problematico in quanto si dovrebbero rompere diversi metri di marciapiede per interrare poi la treccia e ripristinare il tutto. Ecco che stavo pensando: e se collegassi la piastra equipotenziale (dove sono collegate le GND RF) alla stessa puntazza dell'impianto elettrico utilizzando un cavo dedicato? Dovrei soddisfare sia il requisito di "non collegamento" all'impianto elettrico, sia di mettere ad un potenziale zero per la RF.
È un ragionamento corretto?
Per il palo dell'antenna farei la stessa cosa, cioè cavo dedicato che va alla stessa e unica puntazza, questo però si che lo farei passare all'esterno dell'edificio, per non far passare dentro casa delle possibili tensioni elevate.
Che ne dite, ho scritto fesserie?
Grazie, ciao!


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Francesco - IU2IJZ


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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #1 il: 05 Agosto 2017, 15:41:55 »
73 a tutti, è giusto, è così che si deve fare, il cavo collegato al palo d'antenna se lo posizioni esterno diretto ai dispersori limita per quanto possibile che un fulmine diretto viaggia dentro casa,  per la massa degli apparati collegati in modo equipotenziale evitando loop di massa riduce eventuali problemi di rumore raccolto dalla massa terra e quindi portare il cavo della stazione radio diretto ai dispersori, comunque per le normative sugli impianti elettrici  basta collegare alla massa terra dell'impianto elettrico tutti i manufatti metallici (ringhiere, pali d'antenna ecc...) e elettrodomestici dotati di spina tripolare, dove la spina è bipolare non c'è l'obbligo di collegarci la massa terra e sicuramente il mobile sarà plastico senza parti metalliche, tornando al discorso rf non ci sono normative diverse da rispettare ma se vuoi che la radio non raccoglie rumore dall'impianto elettrico la massa terra dovrebbe essere collegata a stella e quindi avere in comune all'impianto elettrico solo i dispersori, tutto questo non è comunque e non c'entra nulla con un sistema di protezione per i fulmini che sarà prima calcolato e dimensionato di conseguenza se l'abitazione non è "autoprotetta" di suo, il buon senso oltre al rispetto delle normative sugli impianti elettrici  è sufficiente se non abiti in cima alla montagna o in zone dove statisticamente cadono fulimini...
a propisto è notizia di oggi per un fulmine sono morte 60 pecore al pascolo http://www.bergamotv.it/bgtv/bergamo-tg/in-alpeggio-a-24-anni-60-pecore-folgorate-da-un-fu/EBD_937819/ , è già successo più volte giusto per dire che i fulmini quando cadono fanno disastri ma di certo l'antenna sul tetto di casa non attira i fulmini più di quando l'antenna non c'era mentre una pianta in cima alla montagna è ben più a rischio...

Offline StratocasterDG

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Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #2 il: 05 Agosto 2017, 19:29:12 »
73 r5000, assolutamente, questo non l'ho pensato per farlo funzionare da sistema parafulmine (che ha bisogno di altri sistemi progettati ad hoc) ma solo per ridurre il più possibile rumori da interferenze di corrente alla parte rf e per evitare danni certi in caso di fulmini che cadono in area per via appunto del differenziale di passo, quello che poi ha folgorato le povere pecore, senza diventare matto a mettere un altro dispersore e usare l'unico che ha la casa. Poi se il fulmine decide di prendere l'antenna li non ci sono santi: l'unica è scollegare il coassiale dalla stazione e lasciarlo all'esterno della casa.
Sulla massa a terra di alimentazione, se (come ho in mente) usassi dei rtx veicolari l'unico apparato che l'avrebbe sarebbe l'alimentatore. Ma qui sono a posto, l'impianto è a norma e tutte le prese sono ora tripolari. Bene, grazie della conferma. Ora non mi resta che vedere il passaggio nel muro vicino al dispersore e vedere quale sezione più grande possibile si riesce a mettere.


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« Ultima modifica: 05 Agosto 2017, 19:31:14 da StratocasterDG (IU2IJZ) »
Francesco - IU2IJZ


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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #3 il: 05 Agosto 2017, 21:02:01 »
73 r5000, assolutamente, questo non l'ho pensato per farlo funzionare da sistema parafulmine (che ha bisogno di altri sistemi progettati ad hoc) ma solo per ridurre il più possibile rumori da interferenze di corrente alla parte rf e per evitare danni certi in caso di fulmini che cadono in area per via appunto del differenziale di passo, quello che poi ha folgorato le povere pecore, senza diventare matto a mettere un altro dispersore e usare l'unico che ha la casa. Poi se il fulmine decide di prendere l'antenna li non ci sono santi: l'unica è scollegare il coassiale dalla stazione e lasciarlo all'esterno della casa.
Sulla massa a terra di alimentazione, se (come ho in mente) usassi dei rtx veicolari l'unico apparato che l'avrebbe sarebbe l'alimentatore. Ma qui sono a posto, l'impianto è a norma e tutte le prese sono ora tripolari. Bene, grazie della conferma. Ora non mi resta che vedere il passaggio nel muro vicino al dispersore e vedere quale sezione più grande possibile si riesce a mettere.


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73 a tutti, concordo, cominciare con qualcosa di semplice e poi aggiungere bande e relativi accorgimenti, se il terrazzo è comodo piano piano sviluppi tutto il sistema, comincia con il risolvere i collari isolanti e il piano riflettente, tutto il resto viene dopo, volendo già ora hai il cavo che và alla mantova che è lungo abbastanza per avere il 1\4 d'onda in 40 mt ma ti serve il piano di massa e già così puoi provare...

Offline IU2IDU

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Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #4 il: 09 Agosto 2017, 01:09:14 »
Se non cadiamo sul solito vetusto discorso riguardante i fulmini (e quindi OT) questa sarà una discussione interessantissima che seguirò molto volentieri!
La messa a terra RF secondo me è fondamentale per la qualità della modulazione in uscita e per una ulteriore pulizia del segnale in ricezione, purtroppo però per essere efficiente il cavo non deve essere più lungo di 4 metri (altrimenti la RF torna indietro ed è come non avere niente).
Per chi abita ai piani alti c'è il sintonizzatore di RF GROUND MFJ-931, il quale però andrebbe utilizzato sempre come accordatore di messa a terra RF e non buttando il filo per terra (alternativa suggerita nel manuale per chi proprio non può piantare la punta nel terreno).
Se qualcuno vuole evitare il discorso parafulmini basta che il cavo verdegiallo sia dotato di morsetto terminale, così da staccare il percorso di messa a terra dal retro dell'MFJ-931 durante i temporali.
Alcuni radioamatore che conosco si trovano bene con questo sistema, premesso che va bene per gestire potenze entro i 300W e non oltre...

73 buona notte a tutti
« Ultima modifica: 09 Agosto 2017, 01:13:18 da IU2IDU »
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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #5 il: 09 Agosto 2017, 01:42:40 »
Se non cadiamo sul solito vetusto discorso riguardante i fulmini (e quindi OT) questa sarà una discussione interessantissima che seguirò molto volentieri!
La messa a terra RF secondo me è fondamentale per la qualità della modulazione in uscita e per una ulteriore pulizia del segnale in ricezione, purtroppo però per essere efficiente il cavo non deve essere più lungo di 4 metri (altrimenti la RF torna indietro ed è come non avere niente).
Per chi abita ai piani alti c'è il sintonizzatore di RF GROUND MFJ-931, il quale però andrebbe utilizzato sempre come accordatore di messa a terra RF e non buttando il filo per terra (alternativa suggerita nel manuale per chi proprio non può piantare la punta nel terreno).
Se qualcuno vuole evitare il discorso parafulmini basta che il cavo verdegiallo sia dotato di morsetto terminale, così da staccare il percorso di messa a terra dal retro dell'MFJ-931 durante i temporali.
Alcuni radioamatore che conosco si trovano bene con questo sistema, premesso che va bene per gestire potenze entro i 300W e non oltre...

73 buona notte a tutti
73 a tutti, ok per attenuare il rumore in ricezione ma in trasmissione se l'antenna ha già un suo piano di massa o meglio è bilanciata (dipolo ecc...) la massa terra collegata o meno al palo e in stazione non modifica  nulla, se succede vuol dire che l'antenna usa anche la massa terra per mancanza di radiali (e siamo in presenza di corrente di modo comune sul cavo...) e questo risolve ma non è la soluzione migliore, cioè si dovrebbe evitare che l'antenna ha bisogno della massa terra per funzionare ad esempio utilizzando radiali e balun chocke anche con il dipolo e poi l'antenna risulterà a massa terra per la statica e per le normative sugli impianti elettrici, per il discorso fulimini staccare la massa terra pensando di ridurre il rischio è un'azzardo pericoloso perchè se il fulmine decide di cadere vicino o sull'antenna i danni saranno maggiori rispetto all'avere collegato il cavo di massa terra, è una convinzione dura a morire ma per il fulmine staccare la massa terra e allontanarla di 1 mt è nulla dopo aver fatto qualche km tra nuvola e terra... riguardo all'uso della massa terra virtuale ok per risolvere problemi tipo il pizzico quando si tocca il microfono o lo chassis in trasmissione, migliora certamente la situazione in presenza di correnti di modo comune e quando per ovvie ragioni il cavo della massa terra è lungo e diventa parte integrante del sistema d'antenna, avere la stazione radio in soffitta e un'ottima massa terra è difficile ma non impossibile, se il cavo della massa terra  viaggia all'esterno della casa il percorso sarà sempre più corto (e sicuro) rispetto al far passare il cavo nelle canaline dell'impianto elettrico che comunque c'è e và usato se non è possibile passare in facciata, comunque alla fine ognuno adatta al meglio la propia situazione, c'è anche chi non mette a massa terra nulla, contento lui contenti tutti, il rischio di prendersi un fulmine è molto basso se la casa è autoprotetta per la sua altezza e forma indipendentemente dalla massa terra...

Offline IU2IDU

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Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #6 il: 09 Agosto 2017, 08:30:35 »
per il discorso fulimini staccare la massa terra pensando di ridurre il rischio è un'azzardo pericoloso perchè se il fulmine decide di cadere vicino o sull'antenna i danni saranno maggiori rispetto all'avere collegato il cavo di massa terra, è una convinzione dura a morire ma per il fulmine staccare la massa terra e allontanarla di 1 mt è nulla dopo aver fatto qualche km tra nuvola e terra...

Ed immancabilmente è arrivato....non ci ha messo molto tempo.
Però ci sta perché il concetto di "messa a terra" richiama anche l'argomento fulminazione! Toccatevi le castagne (oppure il seno sinistro se siete YL)! H-I
Per i fulmini è molto meglio avere un LIGHTNING PROTECTOR sotto il palo dell'antenna con messa a terra dedicata, in modo che se proprio devo essere colpito il mio nemico non entra neanche in casa (a "sfogarsi" come dicono in tanti). Staccare la messa a terra ed i connettori di antenna dalla radio può essere utile se il fulmine decide di colpire la casa del vicino o l'albero in mezzo al campo: questo farà la differenza tra un ricevitore bruciato dopo il temporale ed uno ancora funzionante. Qui però entriamo nella zona minata delle correnti di pensiero, mentre la discussione è un dato di fatto poco opinabile.
Come l'autore del topic, anche io parlavo di messa a terra RF; quoto nel dire che se la differenza dopo l'installazione della RF GND è abissale allora c'è un problema in trasmissione, ma il mio intervento va riposto nel cassetto delle finezze. Però quanti di noi hanno messo una ferrite vicino al microfono per evitare piccoli ronzii, a quanti è capitato di vedere il mouse del computer che va a rilento si tanto in tanto? La RF da evitare è quella che causa piccoli inconvenienti, non grandi disturbi (per questa evenienza causa e soluzione sono ben diverse).
Sono sicuramente fortunati gli operatori che hanno la stazione al piano terra vicino ai muri perimetrali, non è il mio caso purtroppo. Aggiungo anche che per smaltire eventuale RF in eccesso bisogna avere una barra equipotenziale a cui collegare tutti i GND degli apparati, evitando il collegamento detto "a margherita" che vanifica ogni tentativo di avere una corretta messa a terra RF.
Ciao buon mercoledi a tutto il forum....io ho detto la mia opinione, però sono felice di leggere come prosegue la discussione perché l'argomento è interessantissimo!

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« Ultima modifica: 09 Agosto 2017, 08:33:47 da IU2IDU »
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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #7 il: 09 Agosto 2017, 08:58:37 »
Ciao, IU2IDU...R5000.
Eppure c'è qualche già manutentore di ponti O.M. che toglie tutte le masse e terre varie...al secolo IW2CYE...come scrive su altro forum.
Da quel punto non ha mai più avuto nessun problema, dice...magari toglie più strade di passaggio, non saprei...

Per tè, IDU, potresti chiedere a qualche ditta civile, installatori di antenne presso qualche comando compagnia dell'arma, sono antenne e sistemi di TLC che devono funzionare H24 in ogni stagione, magari ti danno delle dritte.

73'.

Offline IU2IDU

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #8 il: 09 Agosto 2017, 12:13:52 »
Ciao, IU2IDU...R5000.
Eppure c'è qualche già manutentore di ponti O.M. che toglie tutte le masse e terre varie...al secolo IW2CYE...come scrive su altro forum.
Da quel punto non ha mai più avuto nessun problema, dice...magari toglie più strade di passaggio, non saprei...


Se in stazione tutto funziona bene non c'è bisogno di cambiare niente, ma quando cominci a mettere potenza in antenna molto facilmente si sente quel ronzio tipico della RF. Niente che dia fastidio dal punto di vista dell'ascoltatore, però si cerca sempre di avere una modulazione pulita e questo accorgimento "potrebbe" essere un aiuto. Virgolettiamo POTREBBE perché le nostre stazioni sono tutte diverse e quello che va bene a Tizio può non andare altrettanto bene da Caio, io riferisco semplicemente alcune impressioni dirette che ho raccolto qui in zona da parte di radioamatore che sembrano essere soddisfatti del risultato.
Ciao a tutti, buon pranzo.

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #9 il: 09 Agosto 2017, 12:25:02 »
Giustissimo caro amico, con la SIGNORA RF è tutto un mistero...
Guarda, con gli anni vedrai anche un effetto strano, mi è successo, tieni tutto in un modo di collocazione, radio qui, amplificatore là, alimentatori di lì.

Tutto OK.
Un giorno decidi di cambiare aspetto della stazione, riformuli i luoghi di collocazione...
Che succede ?
Ronzii e fischi e rf da qualche parte, come se ci fosse stata un'ambientazione elettrica di tutto che si è scombussolata...

Ricordo che anni fa nelle istruzioni dei TV, c'era scritto che dopo l'acquisto, si doveva accendere il televisore dopo 1 giorno intero dalla collocazione prevista.
Per ambientarsi... :candela: in difetto di questo poteva sfalsarsi in qualche cosa, solitamente i colori.

Strano, non saprei non costruisco TV.
73'.

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #10 il: 09 Agosto 2017, 13:48:42 »
Un giorno decidi di cambiare aspetto della stazione, riformuli i luoghi di collocazione...
Che succede ?
Ronzii e fischi e rf da qualche parte, come se ci fosse stata un'ambientazione elettrica di tutto che si è scombussolata...

Per questo prima ho scritto che quando va tutto bene bisogna incrociare le dita e non toccare niente.
Uno dei momenti più "dolorosi" del nostro hobby si verifica quando hai appena acquistato un accessorio pensando di migliorare e ti rendi conto che andava tutto meglio prima.............mamma mia che brutti minuti! H-I

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IU2IDU operatore GIULIO
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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #11 il: 09 Agosto 2017, 19:12:54 »
73 a tutti, sul discorso scollegare la massa terra e non aver più problemi  di fulmini  sarà vero (non metto in dubbio quanto scrive IW2CYE) MA come è fatto l'impianto di protezione in quel ripetitore? è dimensionato correttamente ecc...?  la differenza tra le normative di protezione per la fulminazione diretta e gli impianti elettrici civili è ben diversa, idem per le scuole, caserme e altri edifici che non sono abitazioni civili, una stazione radioamatoriale non ha i requisiti di una scuola o caserma ecc... a meno che venga installata in una scuola o in cima alla montagna come un ripetitore broadcasting, quindi non allontaniamoci troppo dal topic e concentriamoci sulla stazione radioamatoriale "standard" cioè nella casa dove abita il radioamatore che la utilizza e quindi si presume in un centro abitato dove ci saranno altre case, una chiesa e relativo campanile ecc...  in questa situazione il rischio di fulminazione diretta è basso, si dice che l'autoprotezione dello stabile non rende necessario nessun impianto adeguato alla fulminazione diretta,  anche montando una verticale con il suo palo o traliccio se l'altezza non è molto alta il calcolo (io semplifico ma c'è l'ingegnere che calcola tutto per valutare il rischio e porre rimedio se  necessario  e le autorità che chiedono le certificazioni) nella stragrande maggioranza dei casi risulta che un'antenna sopra la casa non aumenta il rischio di fulminazione e quindi non servono  rimedi appositi, poi se su una casa di 10 mt ci metto un traliccio di 30 mt  e sopra l'antenna è ovvio che cambia e và adeguato l'impianto ma se sopra la casa ci metto in tutto 10 mt di antenna il rischio di fulminazione non aumenta e basta solo il buon senso di portare la massa terra all'esterno della casa per limitare i danni con un'eventuale fulmine che propio per il calcolo precedente non ha probabilità maggiori di scaricarsi sull'antenna, poi che si sconnettono da tutto le radio per evitare danni aiuta ma al palo e quindi l'antenna è meglio dare una via preferenziale in caso di scarica, ricordo che i fulmini fanno quello che vogliono, colpiscono alberi, fienili, e perfino il mare dove non esiste un filo di rame quindi non è che perchè c'è l'antenna e il cavo il fulmine passa da lì, poi che ci sia anche chi scollega tutto da massa terra e gli và bene ok, giustamente ognuno è libero di sbagliare e farsi male se vuole così ma non deve essere a parer mio d'esempio perchè  può costar caro, riguardo ai tv ad esempio ho un pò di esperienza a riguardo e dico spesso di scollegare tutto prima dei tempolari ecc... ma è capitato che alcuni tv funzionanti perfettamente prima non vanno più dopo un temporale ( nemmeno tanto forte...) memoria corrotta sostituita e i tv  funzionano regolarmente, probabilmente la scintilla nel ricollegare il tv lo guasta, il fulmine non c'entra nulla ma fallo capire al cliente che ha la sua idea e non la cambia, "forse" prima di dare la colpa al fulmine dovrebbe dar colpa all'impianto d'antenna che per colpa di qualche antennista convinto che attira i fulmini  non collega a massa terra la distribuzione e il palo d'antenna nonostante le normative e succedono questi guasti, è solo uno dei tanti esempi che mi fanno dire che è meglio avere tutto collegato alla massa terra in modo equipotenziale propio per evitare guasti, poi c'è chi scollega tutto da massa terra e gli và bene... comunque tornando al discorso rf quando il cavo di massa terra è molto lungo può diventare risonante e creare problemi come ritorni rf ma solo nel caso l'antenna "usa " come radiatore anche quel cavo, la soluzione è da trovare in posto  modificando la lunghezza del cavo, una ferrite ad esempio aumenta l'induttanza del cavo quanto basta e quindi allunga elettricamente il cavo della massa terra portandolo fuori risonanza, in caso di fulminazione sarà come prima ma in quella banda dove c'era il ritorno rf si risolve, altro sistema per portare fuori risonanza il cavo della massa terra è usare un cavo coassiale vecchio al posto del cavo giallo verde tradizionale, ora non li quì ma in alcuni libri per le bande basse (arrl?) c'era propio l'esempio per far diventare risonante il cavo di massa terra dal traliccio ai dispersori e ottenere un'antenna discreta per le bande basse dove non c'è abbastanza altezza, un pò come l'uso della terra virtuale postata da IU2IDU che di fatto fà lo stesso lavoro in modo comodo ...

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #12 il: 09 Agosto 2017, 19:26:09 »
Giustissimo caro amico, con la SIGNORA RF è tutto un mistero...
Guarda, con gli anni vedrai anche un effetto strano, mi è successo, tieni tutto in un modo di collocazione, radio qui, amplificatore là, alimentatori di lì.

Tutto OK.
Un giorno decidi di cambiare aspetto della stazione, riformuli i luoghi di collocazione...
Che succede ?
Ronzii e fischi e rf da qualche parte, come se ci fosse stata un'ambientazione elettrica di tutto che si è scombussolata...

Ricordo che anni fa nelle istruzioni dei TV, c'era scritto che dopo l'acquisto, si doveva accendere il televisore dopo 1 giorno intero dalla collocazione prevista.
Per ambientarsi... :candela: in difetto di questo poteva sfalsarsi in qualche cosa, solitamente i colori.

Strano, non saprei non costruisco TV.
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73 a tutti, quando succede questo è quasi sempre colpa della resistenza di contatto tra i connettori, sviti e avviti  e il movimento distribuisce l'ossido su tutto il filetto e aumenta la resistenza di pochi milliohm che sono però sufficienti a creare problemi di rumore, interferenze, tvi ecc... e ricollegando più volte tutto controllando meglio li ripulisci e torna a funzionare tutto senza difetti strani, a occhio sembrano sempre puliti ma se provi con un milliohmetro spesso non è così, per questo preferisco i connettori N e sma rispetto ai pl e bnc, se li sviti spesso no problem, se li lasci lì anni poi quando li tocchi devi ripulirli per bene... sul discorso ambientare i tv prima di accenderli è solo una questione di far asciugare la condensa che si forma tra un'ambiente freddo (fuori) e riscaldato, metti che il tv veniva (e viene tutt'ora...) stoccato in magazzini freddi quando lo porti a casa è buona cosa aspettare del tempo (un'ora, non un giorno...)  prima di accenderlo, ora il problema è minore perchè non c'è alta tensione ma con i vecchi tvc se li accendevi umidi l'alta tensione friggeva non poco...


Offline IU2IDU

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« Risposta #13 il: 09 Agosto 2017, 21:18:22 »
Come auspicavo.....questo tread è fantastico!
Vi leggo con piacere, buona serata a tutti!

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #14 il: 10 Agosto 2017, 00:49:40 »
Come auspicavo.....questo tread è fantastico!
Vi leggo con piacere, buona serata a tutti!

73
73 a tutti, intanto che recupero i libri che dicevo quì https://helpdesk.flexradio.com/hc/en-us/articles/204779159-Grounding-Systems-in-the-Ham-Shack-Paradigms-Facts-and-Fallacies   https://translate.google.com/translate?sl=en&tl=it&js=y&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&u=https%3A%2F%2Fhelpdesk.flexradio.com%2Fhc%2Fen-us%2Farticles%2F204779159-Grounding-Systems-in-the-Ham-Shack-Paradigms-Facts-and-Fallacies&edit-text=&act=url la fig.7 mostra quello che dicevo a proposito del cavo coassiale usato come cavo di massa terra tra antenna e dispersori, la traduzione è aprossimata ma si capisce bene "il senso del discorso ", non è l'unica soluzione ma una percorribile per ottimizzare l'impianto d'antenna dove la lunghezza del cavo di massa terra è controproducente, c'è pure la tabella con le misure che sicuramente creano problemi di questo tipo e quindi sono da evitare se si può...
« Ultima modifica: 10 Agosto 2017, 00:51:50 da r5000 »


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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #15 il: 10 Agosto 2017, 06:54:33 »
Ciao R5000,
in anni di letture, notato che le scuole di pensiero viste sono migliaia... cq
Da teoria di libri, ci sono indirizzi, di studio peritali anche; poi sul campo noto che ogni soggetto anche professionista del settore fa una cosa, l'altro stessi studi ne fa altra.

Penso che la basicità dei testi, legittimi in quanto basati su prove e calcoli vari e storicità, non sono da considerarsi assoluti.
Una fulminazione naturale ha degli imprevisti sviluppi sempre, nascono dal momento e luogo e condizione, ambiente imperante, sicuro.

Per le antenne, dei comuni tendono a far fare ad esempio una parabola (antenna attiva) a fabbricato, cercando di far togliere quelle individuali, in quanto da qualche tecnico installatore ritenute favorevoli alla fulminazione rispetto alle antenne passive.

Grande verità del tuo scritto si pone sulle ossidazioni evidenti o no, di fatti anche per il TVI, basta un filo di 1 mm di ruggine et voilà il TVI è servito a volte.
C'è uno scombinamento elettrico apportato sicuro.

Una mia opinione sui connettori, fatte salve le caratteristiche elettriche di maggior pregio degli N, io preferisco i PL tradizionali.
Sai xchè ?
Ho notato che su installazioni decennali ed oltre, dove un connettore viene avvitato una tantum a lungo tempo, la solidità ci sta, ma avvita e svita anche 1 volta al mese, o in temporali, o cambia location radio, la componentistica del pezzo si sfalsa, troppi pezzi, si allargano, si strappano, aumentano gli spazi tra loro, il PL è fatto da ghiera e centrale, MOLTO PIU' SOLIDO da maneggiare sovente.

Non impelaghiamoci in misure elettriche, db, perdite e caratteristiche da laboratorio, grafici, iperbole e sinusoidi per la strada non mi servono, andiamo al pratico giornaliero...una cosa è un connettore fatto da 2 pezzi, altro un connettore fatto se va bene da 4/5 pezzi pressati assieme.

L'ingegneristica anche ottica è chiara su debolezza costruttiva di assemblaggio, anche fatto perfetto in origine.

Cmq, ti faccio una osservazione, ti apprezzo molto per quel che vale la mia opinione, spieghi, aiuti, con modestia e con normale dialettica, semplice, senza ergerti a professore.
BRAVO.



Offline r5000

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Re:Messa a terra per RF delle apparecchiature in stazione: e se...?
« Risposta #16 il: 10 Agosto 2017, 18:41:49 »
Ciao R5000,
in anni di letture, notato che le scuole di pensiero viste sono migliaia... cq
Da teoria di libri, ci sono indirizzi, di studio peritali anche; poi sul campo noto che ogni soggetto anche professionista del settore fa una cosa, l'altro stessi studi ne fa altra.

Penso che la basicità dei testi, legittimi in quanto basati su prove e calcoli vari e storicità, non sono da considerarsi assoluti.
Una fulminazione naturale ha degli imprevisti sviluppi sempre, nascono dal momento e luogo e condizione, ambiente imperante, sicuro.

Per le antenne, dei comuni tendono a far fare ad esempio una parabola (antenna attiva) a fabbricato, cercando di far togliere quelle individuali, in quanto da qualche tecnico installatore ritenute favorevoli alla fulminazione rispetto alle antenne passive.

Grande verità del tuo scritto si pone sulle ossidazioni evidenti o no, di fatti anche per il TVI, basta un filo di 1 mm di ruggine et voilà il TVI è servito a volte.
C'è uno scombinamento elettrico apportato sicuro.

Una mia opinione sui connettori, fatte salve le caratteristiche elettriche di maggior pregio degli N, io preferisco i PL tradizionali.
Sai xchè ?
Ho notato che su installazioni decennali ed oltre, dove un connettore viene avvitato una tantum a lungo tempo, la solidità ci sta, ma avvita e svita anche 1 volta al mese, o in temporali, o cambia location radio, la componentistica del pezzo si sfalsa, troppi pezzi, si allargano, si strappano, aumentano gli spazi tra loro, il PL è fatto da ghiera e centrale, MOLTO PIU' SOLIDO da maneggiare sovente.

Non impelaghiamoci in misure elettriche, db, perdite e caratteristiche da laboratorio, grafici, iperbole e sinusoidi per la strada non mi servono, andiamo al pratico giornaliero...una cosa è un connettore fatto da 2 pezzi, altro un connettore fatto se va bene da 4/5 pezzi pressati assieme.

L'ingegneristica anche ottica è chiara su debolezza costruttiva di assemblaggio, anche fatto perfetto in origine.

Cmq, ti faccio una osservazione, ti apprezzo molto per quel che vale la mia opinione, spieghi, aiuti, con modestia e con normale dialettica, semplice, senza ergerti a professore.
BRAVO.



73 a tutti, vado un pò OT... il pl meccanicamente sembra più robusto ma basta la misura ohmica e vedi che  un buon contatto elettrico ( che non sarà mai zero ma qualche milliohm sicuro...) non è propio scontato e  se fai la stessa misura sul connettore N sarà migliore per il semplice motivo che non è solo la ghiera filettata a condurre ma il bicchiere interno, poi  sul dover montare più pezzi al posto di uno per avere il connettore montato correttamente può non piacere ma fatta l'abitudine sicuramente il connettore N è ben più solido e affidabile alle vibrazioni ecc... anche se il centrale è più sottile del connettore pl, entra in gioco il tipo di materiale utilizzato, nel pl di solito è ottone nickelato e solo in rari casi argentato, nel connettore N lo spillo è solitamente  in rame berilio o altre leghe con miglior conducibilità dell'ottone e ben maggiore del nickel che ha lo scopo di ridurre l'ossido e migliorare il contatto anche dopo molte manipolazioni, poi ovviamente ogni connettore ha un suo numero di inserzioni garantite dal produttore e puoi trovare  un pl con maggior numero di inserzioni rispetto all'N o all'sma  ma bisogna fare una distinzione corretta in funzione della frequenza di lavoro, nel pl i cicli sono garantiti a 300 mhz, con l'N o l'sma a seconda del tipo può essere certificato da 3ghz ma anche a 25 ghz, in questo caso quando scrivono che l'sma garantisce 500 cicli vuol dire che saranno 500 a 26ghz, 5000 a 3ghz e molto di più a 300 mhz quindi se vedi 10000 cicli per  il pl e solo 500 per l'sma è relativo alla frequenza di lavoro...
ps: in pratica se usi il semplice multimetro nemmeno vedi le differenze, ne serve uno che misura i milliohm, cioè 0.001 ohm e a quel punto puoi vedere le differenze tra i connettori e come sono intestati, diventa visibile il meccanismo a cui facevi riferimento (problemi nuovi quando si cambia \ collega qualcosa di nuovo in stazione) e se è vero che al radioamatore medio può funzionare tutto senza nemmeno saper misurare gli ohm con il tester figuriamoci con un multimetro da banco apposito, però quando ci sono problemi di natura elettrica esiste sempre un metodo di misura  in grado di spiegarlo e si capisce come funziona e se c'è un problema...
tornando quasi in topic spesso la convizione personale prevale sulla teoria studiata a scuola ( in particolare scuola professionale) e in giro si vedono i risultati, quando devo intervenire in un'impiato d'antenna e apro le scatole di derivazione uso i guanti (come  fosse un quadro elettrico...) , senza si prendono certe pizzicate che metà basta... le normative dicono che tutti i componenti dell'impianto d'antenna devono essere collegati alla massa terra, non a caso nei partitori ci mettono una vite dove collegare la massa terra ma non tutti gli installatori sono della stessa idea e io devo mettere i guanti anche quando ci sono 35°...
tornando in topic stò cercando nell'archivio il libro per la massa terra, non l'ho ancora trovato ma c'è di sicuro...