Autore Topic: Quale rapporto con i pirati  (Letto 2874 volte)

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #50 il: 29 Luglio 2019, 18:06:51 »
salve yeti, purtroppo il paragone è a doppio taglio: fatti i dovuti distinguo, Raoul Chiesa e Kevin Mitnik, solo per fare due nomi notissimi, hanno compiuti notevoli azioni illegali, la loro parziale giustificazione è che non avevano scopi di lucro.
 

ivo.nastasi

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #51 il: 29 Luglio 2019, 19:20:21 »
Citazione
Ora, può sembrare una generalizzazione magari non pertinente, ma sia la radiotecnica che l'informatica sono ambiti particolari in cui l'autoistruzione gioca un ruolo importante e quindi esiste un un numero di persone appassionate (amatori) molto elevato in rapporto al numero di professionisti. Chi vuole comunicare a voce compera un telefono , non certo una radio, così come chi vuole scrivere una lettera usa il famoso sistema operativo a pagamento (finestre) e il notissimo software di videoscrittura (parola). Chi vuole provare a capire come funzionano le comunicazioni compera o costruisce una stazione radio, così come chi vuole avere il controllo sul proprio PC utilizza Linux e altri software per scrivere... ed il bello è questo! Che esista ancora la possibilità di giocare, anche con le cose più complesse, però sempre con lo stesso spirito e la stessa capacità di stupirsi che hanno i bimbi quando giocano…

Fosse tutto così semplice…

Purtroppo,

- C'è chi non capisce niente, e impara ad usare "finestre", magari con il rischio di fare più danno a se stesso che agli altri perché non conosce la differenza tra il comando DIR e il comando FORMAT C:\

- C'è chi è curioso e, dopo aver capito i comandi IPCONFIG e NETSTAT su "finestre" decide di andare su linux per approfondire le sue conoscenze

- C'è chi, approfondite queste conoscenze, decide di andare via rete sui computer altrui per studio (hacker etico) o per far danno (cracker)…

C'è anche da dire che, fortunatamente (magari sbaglio e nel caso, chiedo scusa) chi viene a fare danno in frequenza, al limite scassa i maroni, ma difficilmente entra in un sistema facendo danni e mettendo in crisi sistemi interi come chi decide di forzare un firewall o incasinare un database…

Offline Pieschy

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #52 il: 30 Luglio 2019, 11:34:01 »
Fosse tutto così semplice…

Purtroppo,

- C'è chi non capisce niente, e impara ad usare "finestre", magari con il rischio di fare più danno a se stesso che agli altri perché non conosce la differenza tra il comando DIR e il comando FORMAT C:\

- C'è chi è curioso e, dopo aver capito i comandi IPCONFIG e NETSTAT su "finestre" decide di andare su linux per approfondire le sue conoscenze

- C'è chi, approfondite queste conoscenze, decide di andare via rete sui computer altrui per studio (hacker etico) o per far danno (cracker)…

C'è anche da dire che, fortunatamente (magari sbaglio e nel caso, chiedo scusa) chi viene a fare danno in frequenza, al limite scassa i maroni, ma difficilmente entra in un sistema facendo danni e mettendo in crisi sistemi interi come chi decide di forzare un firewall o incasinare un database…

Ciao caro solo qualche piccola riflessione.
Sul punto 1 generalmente l'utente di "finestre" che non è informaticamente preparato utilizza semplicemente la GUI e non apre la finestra del dos quindi dubito che provi a scrivere dir o format :-)
Punto due concordo ma nutro qualche perplessità. Non perchè sono un'informatico da un ventennio ma una cosa è ipconfig/ifcoonfig e netstat una cosa è configurare un server unix (linux) con una serie di servizi. Se non hai una preparazione di base e pregressa esperienza da autodidatta fai ben poco. Anzi più che di base direi preparazione avanzata. Io stesso ammetto che anche con ventennale esperienza ci ho messo mesi a tirar su il mio server linux. Nel mio caso proveniendo da "finestre" e da 10 annni dalla "mela" mi è bastato cercare qualcosa in rete, qualche comando,script però se non sai cosa sia un web server,dns,nat,port forwording,sql,php,routing voglio dire i concetti di queste parole, chiamiamolo il "principio di funzionamento" dubito che un laureato in lettere e filosofia (esempio) vada oltre l'installazione di un sistema linux.

Sul punto tre dissento, violare una rete altrui non ha mai nulla di etico o didattico e purtroppo raramente è fatto a fini benevoli. Come a dire "ma si ti entro in casa ma non rubo niente" embè? Sempre vietato e reato è. Poi se hai determinate conoscenze puoi ricreare a casa qualsiasi scenario informatico per sperimentare senza il bisogno di frugare in tasche altrui :-)

Sul punto 4 (quindi pirati) direi "NI" in che senso? Una cosa è quello che si memorizza il ponte X e comincia a rompere, si quello è noioso come le zanzare, ma alla fine oltre a ronzare non arreca danno, diverso se totalmente ignorante di radio si mette a trasmettere consciamente od inconsciamente su frequenze dedicate a servizi particolori/importanti. Generalmente questa ultima categoria lo fa consciamente e quindi può essere paragonata all'hacker informatico "malevolo" :-)

73,
Pietro.
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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #53 il: 30 Luglio 2019, 12:11:29 »
...poi esistono quelli che han fatto il "pirata" fino a ieri,poi per "Grazia Ricevuta" han ottenuto la patente e ora fan gli sceriffi moralisti...[emoji6]

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #54 il: 30 Luglio 2019, 12:41:26 »
...poi esistono quelli che han fatto il "pirata" fino a ieri,poi per "Grazia Ricevuta" han ottenuto la patente e ora fan gli sceriffi moralisti...[emoji6]

inviato SM-J600FN using rogerKapp mobile
e sono i peggiori.. come quelli che fino a 2 giorni fa fumavano 2 pacchetti di sigarette al giorno e adesso se uno fuma all'aperto ti dicono "scusa non puoi spegnere che mi da fastidio" [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]
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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #55 il: 30 Luglio 2019, 12:46:57 »
e sono i peggiori.. come quelli che fino a 2 giorni fa fumavano 2 pacchetti di sigarette al giorno e adesso se uno fuma all'aperto ti dicono "scusa non puoi spegnere che mi da fastidio" [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]

dai, sono più comprensibili: smettere di fumare, di bere o di mangiare alcuni cibi comporta degli effetti collaterali importanti sia fisicamente che psicologicamente

invece quello degli autonominati sceriffi è noto come "zelo dei conversi"

ivo.nastasi

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #56 il: 30 Luglio 2019, 12:48:31 »

Punto due concordo ma nutro qualche perplessità. Non perchè sono un'informatico da un ventennio ma una cosa è ipconfig/ifcoonfig e netstat una cosa è configurare un server unix (linux) con una serie di servizi. Se non hai una preparazione di base e pregressa esperienza da autodidatta fai ben poco. Anzi più che di base direi preparazione avanzata. Io stesso ammetto che anche con ventennale esperienza ci ho messo mesi a tirar su il mio server linux. Nel mio caso proveniendo da "finestre" e da 10 annni dalla "mela" mi è bastato cercare qualcosa in rete, qualche comando,script però se non sai cosa sia un web server,dns,nat,port forwording,sql,php,routing voglio dire i concetti di queste parole, chiamiamolo il "principio di funzionamento" dubito che un laureato in lettere e filosofia (esempio) vada oltre l'installazione di un sistema linux.


Naturalmente, su tutto il discorso ho cercato di semplificare al massimo… Sia per quanto riguarda i comandi DIR e FORMAT, sia per quanto riguarda i comandi IPCONFIG e NETSTAT

Quello che mi fa sorridere (verso me stesso, non verso le tue conoscenze informatiche) è che malgrado io sia in possesso di due certificazioni SUN (il vecchio Solaris/UNIX), certe volte di fronte a Linux mi viene voglia di tirare un'ascia anti incendio in mezzo al monitor…  [emoji28]


Sul punto tre dissento, violare una rete altrui non ha mai nulla di etico o didattico e purtroppo raramente è fatto a fini benevoli. Come a dire "ma si ti entro in casa ma non rubo niente" embè? Sempre vietato e reato è. Poi se hai determinate conoscenze puoi ricreare a casa qualsiasi scenario informatico per sperimentare senza il bisogno di frugare in tasche altrui :-)


Capita (sempre molto più di rado) che "intrusi" facciano le loro sortite solamente per evidenziare le falle di sicurezza all'interno dei vari sistemi.

C'è chi ne ha fatto un lavoro (per esempio, un caro amico che oggi ha un ruolo manageriale nell'IT di una società petrolifera di livello internazionale)


Sul punto 4 (quindi pirati) direi "NI" in che senso? Una cosa è quello che si memorizza il ponte X e comincia a rompere, si quello è noioso come le zanzare, ma alla fine oltre a ronzare non arreca danno, diverso se totalmente ignorante di radio si mette a trasmettere consciamente od inconsciamente su frequenze dedicate a servizi particolori/importanti. Generalmente questa ultima categoria lo fa consciamente e quindi può essere paragonata all'hacker informatico "malevolo" :-)


E come darti torto

73,
Pietro.

Contraccambio calorosamente

ivo.nastasi

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #57 il: 30 Luglio 2019, 12:49:05 »
e sono i peggiori.. come quelli che fino a 2 giorni fa fumavano 2 pacchetti di sigarette al giorno e adesso se uno fuma all'aperto ti dicono "scusa non puoi spegnere che mi da fastidio" [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]  [emoji13]

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #58 il: 30 Luglio 2019, 13:03:31 »
Ciao a tutti.

Quoto sia Tuscania che Lake.
E sono così vuoti nelle sinapsi che non pensano di essere riconoscibili dalla voce, nomi usati anche nella post legalità concessa per beneficio sociale, datosi che dalla zona IS0 alla zona 8, ne conosco parecchi, i quali hanno avuto datosi una ignoranza al 1000x100 su argomenti tecnici; la patente.

Una nota per IVO, a ragion veduta e direttamente per usi di radio professionali, posso dirti che NON ESISTE  nessun danno prodotto alla pari di un hacker, su linea, ad usare una frequenza non consentita.

Quanto una emissione non dovuta anche legale, a volte copre una tx più bassa di segnale che potrebbe contenere una richiesta di supporto a vario titolo.
Figuriamoci una tx illegale con modi e potenza e tipologia non dovuta...e durata…

Sulla 45, una frequenza dove i C.B. si sentono Radioamatori e i Radioamatori tornano  a fare i C.B. (effimeramente), in LSB c'è l' E.I. sulla USB c'è la navigazione aerea e nella parte oltre 6635...USB ci sono anche i Canadair...oltre che aeroporti internazionali in ascolto e in operazione.
Oltre le frequenze alte in USB/HF, dove si ascoltano aerei e aeroporti internazionali e meteo messaggi per loro.

Possiamo dire in buona fede, allora sono ignoranti sull'uso delle radio, in mala fede, allora è atto delinquenziale, volontario...cmq la sostanza non cambia, si possono produrre danni gravi.

73'.


ivo.nastasi

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #59 il: 30 Luglio 2019, 13:19:55 »
Ciao a tutti.

Quoto sia Tuscania che Lake.
E sono così vuoti nelle sinapsi che non pensano di essere riconoscibili dalla voce, nomi usati anche nella post legalità concessa per beneficio sociale, datosi che dalla zona IS0 alla zona 8, ne conosco parecchi, i quali hanno avuto datosi una ignoranza al 1000x100 su argomenti tecnici; la patente.

Una nota per IVO, a ragion veduta e direttamente per usi di radio professionali, posso dirti che NON ESISTE  nessun danno prodotto alla pari di un hacker, su linea, ad usare una frequenza non consentita.

Quanto una emissione non dovuta anche legale, a volte copre una tx più bassa di segnale che potrebbe contenere una richiesta di supporto a vario titolo.
Figuriamoci una tx illegale con modi e potenza e tipologia non dovuta...e durata…

Sulla 45, una frequenza dove i C.B. si sentono Radioamatori e i Radioamatori tornano  a fare i C.B. (effimeramente), in LSB c'è l' E.I. sulla USB c'è la navigazione aerea e nella parte oltre 6635...USB ci sono anche i Canadair...oltre che aeroporti internazionali in ascolto e in operazione.
Oltre le frequenze alte in USB/HF, dove si ascoltano aerei e aeroporti internazionali e meteo messaggi per loro.

Possiamo dire in buona fede, allora sono ignoranti sull'uso delle radio, in mala fede, allora è atto delinquenziale, volontario...cmq la sostanza non cambia, si possono produrre danni gravi.

73'.

Beh, sicuramente c'è una grossa differenza se mandi un rutto sul RU2 intromettendoti in una ruota già presente o se ti metti a fare il c@xxxne sulla frequenza dell'eliambulanza durante un intervento…

Ma questo è un altro discorso…
(che comunque rientra tra i casi di amputazione del famoso ditino…)

Offline Pieschy

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #60 il: 30 Luglio 2019, 13:35:19 »
@Ivo si condivido differenza dal rutto e disturbare servizi essenziali li zaaac non del dito ma dell'intera manina :-P
La IT comprendo al cento per cento anche io (e non certificazioni) nel passare dal raspbian jessie all'ultima versione problemi immondi, ho provato anche from scratch ma problemi e troppi pacchetti,servizi,dipendenze. Ammetto non ci sono riuscito, troppo lavoro difficile per cosa? Alla fine gira un sito wordpress, ok l'ultimo o.s. è un pochino più veloce ma visto che non sono una hosting company (malgrado gli accessi non siano pochissimi) mi son detto "ma chi te lo fà fare?" Vecchio detto squadra vincente non si cambia, ho ripreso ultimo backup ed amen, almeno funziona....anche perchè a livello tecnico o meglio di sperimentazione non è che cambi nulla da una release di raspbian ad un'altra. Amen. Arreso, no giusta comparazione fra benefici/sforzi. Tutto sommato se una cosa funziona....le banche ancora hanno AS400 e Cobol e mica lo cambiano :-)
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ivo.nastasi

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #61 il: 30 Luglio 2019, 13:38:10 »
@Ivo si condivido differenza dal rutto e disturbare servizi essenziali li zaaac non del dito ma dell'intera manina :-P
La IT comprendo al cento per cento anche io (e non certificazioni) nel passare dal raspbian jessie all'ultima versione problemi immondi, ho provato anche from scratch ma problemi e troppi pacchetti,servizi,dipendenze. Ammetto non ci sono riuscito, troppo lavoro difficile per cosa? Alla fine gira un sito wordpress, ok l'ultimo o.s. è un pochino più veloce ma visto che non sono una hosting company (malgrado gli accessi non siano pochissimi) mi son detto "ma chi te lo fà fare?" Vecchio detto squadra vincente non si cambia, ho ripreso ultimo backup ed amen, almeno funziona....anche perchè a livello tecnico o meglio di sperimentazione non è che cambi nulla da una release di raspbian ad un'altra. Amen. Arreso, no giusta comparazione fra benefici/sforzi. Tutto sommato se una cosa funziona....le banche ancora hanno AS400 e Cobol e mica lo cambiano :-)

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Offline yeti

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #62 il: 30 Luglio 2019, 17:01:32 »
73 a tutti...
bene, vedo che sono riuscito a fare discutere. Preciso che il paragone è fra gli hacker ( Mitnick e Chiesa agirono in periodi in cui c'era una "vacatio legis", oggi sarebbero dei cracker ) intesi come sviluppatori ( Linus Torsvald è senza dubbio un hacker) e quelli che fanno danni e vedono la potenzialità di "weaponizing" delle scoperte altrui. Il pirata radio che trasla roba sulle frequenze in uso ai servizi o usa scientemente per fare danno le frequenze aeronautiche provoca potenzialmente un danno grave ed è un cracker mentre chi cerca di inventarsi nuovi modi di emissione o apparati più efficienti è un hacker.
Hacker non è un termine dispregiativo.
Molti giovani arrivano alla radio attraverso le Maker Fair o gli hackmeeting , che sono dei raduni di hacker... ( https://hackmeeting.org/hackit16/images/photos/IMG_0574.jpg ), anche all'estero: https://wiki.london.hackspace.org.uk/view/Projects guardate la lista dei progetti!
Ripeto l'osservazione: sono ambiti amatoriali ma in cui numericamente gli amatori sono significativi rispetto ai professionisti, spesso tanto da mescolarsi, vedi marconisti navali con nominativo HAM e informatici al soldo delle case produttrici che contribuiscono a progetti open source.
Chi è a Milano può provare ad andare a
https://www.museoscienza.org/tinkering-zone/maker-space.asp per farsi un'idea o cercare un fablab nel resto d'Italia per capire le potenzialità.
Questi spazi forniscono la preparazione per l'uso delle macchine, l'uso stesso delle macchine ed un supporto agli hobbisti. Un poco come le sezioni ARI per i radioamatori.
Per questo dico che ci sono più punti di contatto che differenze e che una grossa parte del nostro futuro come radioamatori potrebbe provenire da qui.
Con buona pace dei pirati, che non sono hacker.

Just my 2 cents.

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #63 il: 30 Luglio 2019, 17:34:49 »
Conosco abbastanza quel mondo e la sua etica, ci sono molti punti di contatto ma anche grandi differenze.
Il primo hackmeeting si fece nel 1998 al CPA FI-Sud, dubito che ci sia qualcosa di analogo in ambito radiantistico che abbia le stesse origini.
Il "pirata" che infastidisce non è la stessa cosa del cracker: del cracker, se è capace, te ne accorgi solo dopo che il danno è fatto

Offline Pieschy

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Re:Quale rapporto con i pirati
« Risposta #64 il: 31 Luglio 2019, 07:49:55 »
Beh in effetti, rispondendo d'impulso ho fatto un paragone (hacker/pirata in radio) che non ha troppo senso ed inoltre lato IT anche li sono stato impulsivo.
Ci sono molti hacker (IT) che aiutano anzi sia aziende che governi a scoprire falle di sicurezza sia lato sistemi operativi sia lato reti. Molti di loro infatti (a meno che non abbiano commesso reati gravi) gli viene commutata la pena a costo di lavorare per la cia,fbi,etc. :-)))
Lato radio di equivalente c'è nulla perchè sulle bande radioamatoriali al massimo parlano senza nominativo o disturbano con portanti ed altro. Per il resto possono fare gli stupidi translando una frequenza X su Y? Hackerare cosa? Semmai disturbare o interferire su frequenze speciali quello si ma non è hackerare o crackare ma altra cosa molto grave potenzialmente pericolosa ma è appunto disturbo perchè non stai di tuo tecnicamente facendo nulla se non quanto detto sopra.
Fra l'altro ormai i servizi essenziali sono tutti in tecnologia digitale, il pirata radio, per come lo conosciamo, è un rompiscatole che si aspetta attenzioni non va col baofeng sui ponti di servizio in digitale solo per interferire perchè la cosa non gli da soddisfazione visto che sente solo un flusso digitale (tetra,dmr,etc.) ma anche e se in digitale interferirebbe, per fare un'esempio, sul ponte dei C.C. non avrebbe hackerato nulla, ma solo rischia di beccarsi denuncia per interferenza/interruzione di pubblico servizio ma sono cose diverse dalla violazione di reti/sistemi.
Comunque e fortunatamente, con sempre meno operatori attivi e con il fatto che ormai in molti utilizziamo sistemi digitali (dmr,dstar,c4fm) il fenomeno rispetto a qualche anno fa è notevolmente diminuito. I ponti analogici sono quasi praticamente vuoti quindi il "pirata" non sentendo nessuno non si diverte, i sistemi digitali hanno un livello superiore di sicurezza per il quale un id o il seriale della radio può venire bannato se qualcuno è palesemente scorretto o non autorizzato. Insomma anche nel nostro ambito il pirata disturbatore sta sparendo.
Per il resto e per concludere ognuno di noi sa come ci si comporta, se (mi ripeto) iu2xxx si comporta bene a me che sia più o meno in regola non importa ne sono tenuto a saperlo, lo fa a suo rischio e pericolo.
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