Autore Topic: palo antenna condominio necessità di certificato rilasciato da professionista?  (Letto 3096 volte)

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Offline pesciolino73

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quesito: ho un palo zincato che sbuca di circa 4 metri sopra le tegole del tetto condominiale
il lavoro come molti di noi fanno è stato fatto con l 'aiuto   di amici radioamatore
Mi chiedo se necessita di un "certificato" rilasciato da un antennista  professionista che ne certifichi la conformità....
Aggiungo  che il palo non è stato messo a massa.
Qualcuno sa dirmi se è obbligatorio mettere la terra?(non l ho messa proprio per evitare che la mia antenna diventi un parafulmine).
Se l impianto radio di un radioamatore è per definizione "sperimentale" mi chiedo: ha senso quanto detto sopra?


Offline rider

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-- Sulla certificazione la risposta e' che in realta' sotto mi pare i 12 metri non serve ai fini legali, ma puo' essere richiesta ai fini assicurativi.  Se possibile meglio riempirsi la bocca d'acqua.....

-- MESSA A TERRA (non massa).
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+--- Boh?  Ai fini delle prestazioni radio, dipende dalle frequenze operative, ma io umilmente suggerirei di iniziare a non mettere a terra il palo, anzi di tenere il tutto piu isolato possibile (perche' finisce che hai rientri da inverter dei climatizzatori ed altri elettrodomestici con filtri riferiti a terra/N)

PERO' se sei isolato, in campagna tipo, io sinceramente, SE POSSIBILE, farei raggiungere le discese d'antenna sotto il suolo, e lascerei flottanti i connettori quando non usi i giochi, cosi' il sistema non e' collegato a terra "elettricamente" ma "attraverso" gli isolatori dei coassiali (la cui rigidita' dielettrica e' totalmente ridicola quando si parla di un fulmine)

La microfonia ai piu esperti...
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Offline pesciolino73

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grazie Rider. dunque secondo te sotto i 12 non serve nessuna certificazione.
la messa a terra non l ho fatta appunto per non far diventare la mia antenna un parafulmine... mi chiedevo però se ai fini legali è obbligatoria...


Offline rider

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grazie Rider. dunque secondo te sotto i 12 non serve nessuna certificazione.
++ per un HAM no, se nessuno posta il diritto, ricordami anche in pvt di farlo, c guardo io, aspetto che magari qualcuno ha gia' le carte sottomano..

Citazione
la messa a terra non l ho fatta appunto per non far diventare la mia antenna un parafulmine... mi chiedevo però se ai fini legali è obbligatoria...

+++ Giusto, stessa cosa che farei io. Se fossi in citta' non mi preoccuperei comunque, se fossi isolatissimo non credo che metterei MAI una punta alta neanche 8 metri sul tetto, costruirei un traliccio a parte, collegato a terra mediante uno scaricatore a sfere, oppure semplicemente farei percorrere alle discese un percorso sotterraneo VICINO ad una linea che porti alla puntazza di terra..

++ Per un HAM non lo so, per tutti gli altri casi e' richiesta che io sappia, non so nel caso (molto raro) vi sia gia' un parafulmine - che va installato solo in alcune aree geografiche...
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Offline pesciolino73

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faccio copia incolla da un articolo:
"La messa a terra non serve solo per i dispositivi elettrici ma anche per le parti metalliche esterne della casa che potrebbero essere colpite da un fulmine e scaricare sulle vostre abitazioni alte tensioni.

Anche per queste, infatti, è necessario il collegamento con il cavo di terra."

ne deduco che anche il mio palo zincato dovrebbe averla giusto?
mettiamo il caso che un fulmine colpisca la mia antenna:
1) con presa di terra il fulmine disperde l'energia a terra
2) senza presa di terra  ,dunque isolato,( carbonizza la mia antenna comunque) ma poi che fa? va a giro per la soffitta finchè non trova dove scaricare?
leggete quest articolo.
Antenne, parafulmini, impianto di terra, ecc.
[ In pratica | La legge 46/90 | Il regolamento di attuazione
della Legge 46/90 | Il fax dell'Ing Avanzi del 9/9/1994 | Nota del Ministero Industria, Commercio e Artigianato ]
Per la nuova normativa 46/90 e 447/91, il Dicastero della industria con nota del 7/5/94 ha ritenuto che l'attivita' radioamatoriale, possa considerarsi esente da quanto previsto dalla legge in questione, a patto che sia garantita la reale applicazione della norma CEI-81/1 per la protezione di strutture contro i fulmini.

La messa a terra delle antenne e' obbligatoria solo quando lo stabile che la ospita deve essere protetto contro le scariche atmosferiche.

Per stabilire se l'edificio in questione debba essere protetto, la Norma CEI-81/1 che regola la materia introduce il concetto di rischio accettabile, e' stato modificato il paragrafo 4.1.04 relativo alla protezione contro i fulmini che commenta:

L'installazione su un edificio di un sistema di antenne ne aumenta il probabile numero di fulminazioni dirette.
Il calcolo probabile del numero di fulmini Nf. che interessa l'edificio in presenza di un sistema di antenne, va effettuato come indicato nell' appendice B della norma C.E.I. 81-1, assumendo quale valore di hv (altezza dell'edificio) l'altezza sul suolo della sommita' del sistema di antenne.
In sostanza la legge si richiama alle norma sopracitata che stabilisce mediante un complesso algoritmo, se un edificio debba, per legge, essere munito di apposito impianto di protezione da fulmini. L'algoritmo in questione tiene conto della quota media del terreno sul quale e' costruito l'edificio, la sua dimensione, la superfice angolare dei fabbricati vicini, la tipologia dell' edificio in relazione al suo impiego, al numero di fulmini per Km quadrato della zona ecc. Per la norma in questione se il risultato del sopracitato algoritmo e' positivo, il fabbricato deve essere protetto da apposito impianto; se negativo puo' non essere protetto. In sostanza la nuova legislazione vede l'argomento sotto un punto di vista totalmente diverso dal precedente e cioe': L'impianto di protezione da fulmini diventa obbligatorio quando il calcolo delle probabilita' effettuate con i parametri sopracitati, supera la soglia del rischio accettabile per l'edificio interessato. Con il superamento di tale soglia si devono adottare sia per l'edificio che per gli impianti di antenne, tutte le prescrizioni previste dalla relativa norma.

Pertanto ai nostri fini possiamo dividere in due categorie gli edifici di civile abitazione:

edifici che necessitano di impianto di protezione da fulmini;
edifici che non necessitano di tale impianto di protezione.
Per gli edifici di tipo 1) non resta altro da fare che collegare i sostegni delle antenne alla calata che va al dispersore.

Per gli edifici di tipo 2), occorre evidenziare che la norma 12-15 var.1, del 1990 al punto 4.11.04 'Protezione contro i fulmini', sostituisce l'analogo punto della 12-15 del 1997, rendendo attiva la nuova normativa, ma non sostituisce i punti 4.1.05 'Impianti di terra' e 4.1.06 'Connessione a terra dell' impianto', della vecchia normativa del 1977. Il che tradotto vale: l'impianto di antenna puo' non essere progettato e dimensionato per condurre a terra eventuali scariche atmosferiche; il piantone centrale di sostegno delle antenne puo' non essere (ovvero, meglio che non sia) collegato direttamente a terra.

Ricordiamoci pero', che lo stesso e' sempre comunque collegato alla terra via calze di schermo dei cavi coassiali che, attraverso la massa delle apparecchiature, raggiunge il conduttore di protezione (Cavo giallo/verde) dell'impianto generale di terra dell'edificio; da qui' la necessita' di scollegare le discese durante i temporali per non attirarsi grossi guai.

Occorre inoltre fare attenzione, che il nuovo impianto di antenna a causa della sua altezza non faccia ricollocare l'edificio ospitante nella categoria di quelli da proteggere, nel qual caso bisogna provvedere per tutto l'edificio e che la struttura del nuovo impianto non vada ad "incappare" in qualche legge locale sull' edilizia.

Riferimenti:

Norma C.E.I. 12-15 ed. febbraio 1977 'Impianti centralizzati di antenna'. (capitolo 4. ed appendici).
Norma C.E.I. 12-15 var 1 ed. settembre 1990 fascicolo n. 432).
Norma C.E.I. 81-1 ed. dicembre 1990 'Protezione contro i fulmini'.
Nel caso che l'edificio non debba essere protetto e si voglia tuttavia mettere a massa le antenne, la calata ed il relativo dispersore dovranno essere dimensionati e collocati secondo la norma citata e pertanto si dovra' necessariamente accordarsi con l'amministratore dello stabile . Esistono ditte in grado di installare antenne per radioamatori; i rivenditori di nostre apparecchiature saranno certamente in grado di indirizzare verso validi professionisti abilitati.
« Ultima modifica: 21 Dicembre 2017, 20:18:35 da pesciolino73 »


Offline FoxG7

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Se l impianto radio di un radioamatore è per definizione "sperimentale" mi chiedo: ha senso quanto detto sopra?

Ciao carissimo.....domanda spontanea...ma ti hanno fatto osservazione all'interno del condominio oppure è giusto una tua curiosità??

Giusto per prenderla un po' larga.....un impianto di antenna installato da un radioamatore patentato  può essere mantenuto sulla copertura condominiale in quanto il radioamatore sotto la sua responsabilità fa da "garante" (la legge presume che abbia le conoscenze tecniche per farlo correttamente) e non è necessaria la dichiarazione di conformità rilasciata da un istallatore qualificato.......comunque una bella assicurazione sull'antenna sarebbe sempre bene averla...non si sa mai

Riguardo al collegamento a terra del palo antenne (anche TV ) benchè in linea generale le norme CEI in materia prescriverebbero di collegarlo, vedo che ci son diverse correnti di pensiero fra gli installatori e molti rilasciano la dichiarazione di conformità dell'impianto anche senza aver collegato il palo tv a alla linea terra dell'edificio

Riguardo al rischio fulminazioni...altro capitolo a parte......per quanto ne so la legge non impone di collegare a terra il palo e portarlo ad una terra dedicata (non quella del'edificio ove son attaccarti gli elettodomestici per capirsi), bensì prevede che l'edificio debba essere dotato di una efficace (e dedicata) protezione antifulmine SE la sagoma stessa dell'edificio, il fattore forma e suo posizionamento, porta ad un rischio non trascurabile (rif . norme CEI), negli altri casi non è necessaria e se una eventuale antenna NON va ad alterare in modo significativo tale rischio, la situazione non cambia

Questo rischio andrebbe calcolato tramite alcuni software specifici, ma per esperienza ti posso dire che di norma un palo di 4-5 metri non fa cambiare tale condizione, a meno che l'edificio sia già ad una soglia limite.......difficile per un edificio standard e posto in agglomerati urbani

Quello che il radioamatore (patentato) e neppure l'installatore può fare.....è giustificare l'installazione del palo se questo comporta la realizzazione di una struttura EXTRA in copertura (un plinto in CA, pilastro in acciaio, etc) ...qua si va nel campo dell'edilizia e per realizzare il tutto sarebbe necessario presentare pratica presso l'amministrazione comunale con assistenza di un tecnico e se il palo è di dimensioni importanti (non 4-5 metri) sarebbe opportuno effettuare anche la pratica al genio civile per quanto riguarda la verifica delle sollecitazioni trasmesse alla struttura dell'edificio ospitante.......insomma il tutto si fa decisamente più complesso

Tralascio volutamente questioni legale alla paesaggistica ed eventuali altri vincoli.....












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Offline pesciolino73

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Ciao carissimo.....domanda spontanea...ma ti hanno fatto osservazione all'interno del condominio oppure è giusto una tua curiosità??
solo curiosità. ho la fissa di essere al 100% in regola su tutto HI :mrgreen:


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.....solo curiosità. ho la fissa di essere al 100% in regola su tutto HI :mrgreen:

Ah ok...allora meglio.....diciamo che se un giorno dovessi prenderti una verticale di 13 metri messa su un palo di 6.....beh....una verifica sul rischio fulminazioni la farei fare :grin: :mrgreen:
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Offline pesciolino73

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si ok G. ma se un domani sale l'amministratore (che si è alzato storto ) va in soffitta e vede il mio palo zincato fasciato al pilastro  e mi chiede : dov'è la terra? dov'è la "certificazione" che dice che è a norma e bla bla bla....?
 io cosa gli dico ?
che sono radioamatore dunque certifico tutto io?


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si ok G. ma se un domani sale l'amministratore (che si è alzato storto ) va in soffitta e vede il mio palo zincato fasciato al pilastro  e mi chiede : dov'è la terra? dov'è la "certificazione" che dice che è a norma e bla bla bla....?
 io cosa gli dico ?
che sono radioamatore dunque certifico tutto io?

Eh si...secondo la legge il radioamatore ha potere di auto-certificare i proprio sistemi (per proprio uso si intende...), quindi carte alla mano non dovresti aver problemi di nessun tipo.  Io ti consiglio comunque di farti una assicurazione specifica in tema "danni provocati dalla antenne"......per poche decine di euro annui si dorme più tranquilli.....e l'amministratore sarebbe senza dubbio più contento :grin:

 
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Offline pesciolino73

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Già fatta.!!Hi

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73 a tutti, come avete già scritto esistono "scuole di pensiero" del tutto opposte anche se la legge è chiara e dice che il palo d'antenna e tutto quanto di metallico (ringhiere, canali,ecc... che può essere causa di folgorazione và collegato alla massa terra dell'impianto elettrico, serve per l'eventuale guasto di un'elettrodomestico (tv con l'impianto d'antenna tv o rtx con le nostre antenne ecc...) e con l'interruttore differenziale che stacca corrente in caso di dispersione all'impianto elettrico con tutti i suoi elettrodomestici e tutto quanto può venire a contatto è sicuro e protetto per la normativa sugli impianti elettrici, non collegare la massa terra all'impianto d'antenna è vietato ma tornando alla scuola di pensiero c'è chi monta e certifica l'impianto a norma MA volutamente non collega la massa terra all'impianto perchè è convinto che attira i fulmini... purtroppo poi quando si guastano i tv per colpa della tensione presente nelle prese tv non collegate a massa terra è dura farlo capire al cliente che paga lui la colpa dell'antennista... ormai quando apro le scatole di derivazione dell'impianto d'antenna uso sempre i guanti perchè sono stanco di prendere scosse a gratis... comunque tornando al palo d'antenna DEVE essere collegato alla massa terra e quindi a norma per l'impianto elettrico se la lunghezza del palo con l'antenna sopra non modifica l'autoprotezione dell'edificio per le scariche da fulmine, di regola non cambia mai con pali e antenne sotto i 6 mt, quando il palo o l'antenna  fà superare qualche metro o è situato in zone ad alto rischio và ricalcolato l'impianto e adeguato al nuovo fattore di rischio, direi che in un centro abitato su un condomino 10 mt di altezza in più non cambia il fattore di rischio mentre in cima alla montagna o in pianura dove non ci sono altre costruzioni e statisticamente cadono  fulmini è sicuro che bisogna adeguare l'impianto che vuol dire fare una gabbia di Faraday, dispersori adeguati ecc...  poi nel tuo condomino se il palo d'antenna tv non è collegato alla massa terra dell'impianto elettrico o magari nemmeno c'è la massa terra condominiale  perchè molto vecchia o non a norma o non vuoi collegare la massa terra per paura dei fulmini fai come vuoi, un fulmine che scarica in antenna è molto raro, ne cadono molti di più dove nemmeno esiste un cavo elettrico ma la convinzione che le antenne attirano i fulmini è dura a morire...

Offline pesciolino73

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Grazie r 5000. Il mio palo si alza di circa 4 metri sulla cui cima d' montata un fornita. Per tua esperienza personale la metteresti la terra? ( tenuto conto che quando il coassiale e ' inserito  nel rtx  la calza fa da terra giusto?)

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Offline pesciolino73

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Scusa il t 9 fa le bizze: Il palo si alza per 4 metri  sulla cui cima è  montata una cornuta

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Gabry66

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Buongiorno a tutti,
come avevo tentato di spiegare molto tempo fa, e contrariamente a quanto sostenuto da molti, le antenne di radioamatore non possono essere montate da questi, e se lo fà lo fà a suo completo rischio ( vedi al minuto 14:40 ).
Una precisazione a quanto esposto da IK2PII in merito a impianti esistenti senza certificazione: possono essere certificati a posteriori non con una DICO ( dichiarazione di conformità ) ma con una DIRI ( dichiarazione di rispondenza ).
E adesso, dopo aver rilanciato il sasso, aspetto che la tempesta si scateni.


Offline rider

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Pesciolino vorrei fare qualche precisazione su quanto ho suggerito:

** SE decidi di lasciare l'impianto di antenna "isolato" **

Allora deve essere "ISOLATO" TUTTO.
=== Sarebbe una vera stupidata che l'antenna fosse messa a terra attraverso radio e alimentatore, questa e' la peggior situazione, cosi' se viene giu' si rischia un'incendio!

Io suggerivo appunto di:

- lasciare __tutto__ "isolato"
- far giungere la discesa coassiale sotto terra PRIMA che al giocattolo (cosa non di certo tanto semplice in un condominio), meglio se in prossimita' di una linea di messa a terra vicina alla puntazza.
- alternativamente installare un piccolo scaricatore a sfere vicine, tra calza del coax e linea di terra (verso la puntazza dell'impianto), curando che la capacita' sia piu bassa possibile, e magari lasciando tra terra e sfera un'induttanza su ferrite, realizzata con cavi di sezione generosa, per tentare di tener lontani i disturbi di cui ti parlavo che imperversano solitamente sulle terre...
-- per gli impianti monobanda ad onde lunghe si puo' anche mettere l'eventuale polo caldo a terra attraverso un'induttanza, cosa che per un ham non mi pare una bella idea per niente...

PUOI ANCHE
provare!  Se vedi che il mettere TUTTO a terra, chassis degli apparati, palo ecc non crea nessun tipo di disturbo alle prestazioni radio, puoi anche fare cosi', questione di compromessi, anzi facci sapere se fai di queste prove.

AD OGNI MODO
se viene giu' sull'antenna o sul tetto, 99% addio agli apparati collegati...

Chiaramente la cosa piu meravigliosa sarebbe,
tenere TUTTI gli apparati in soffitta appena sotto il palo, alimentati a doppia conversione, con una discesa in fibra ottica (dati + telecontrollo), e addio ad ogni casino e pericolo, pero' non credo sia molto "ham"...  Nei condomini adesso si fa cosi' anche per le antenne TV, per evitare le scossette che diceva r5000..


Ad avviso mio (e credo di tutta la comunita' scientifica...) anche se e' VERO che statisticamente i fulmini non cadono sulle antenne o sui pali, e' VERISSIMO che le scariche gia' che decidono di scendere dal cielo, se possono seguono la strada piu "immediata" e sue immediate vicinanze....  diciamo che se ci fosse un temporale e fossi su una collina fradicia non me ne starei con un ombrello appuntito sulla sua cima, ecco   ;-)
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Offline rider

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.. le antenne di radioamatore non possono essere montate da questi, e se lo fà lo fà a suo completo rischio ( vedi al minuto 14:40 ).
E adesso, dopo aver rilanciato il sasso, aspetto che la tempesta si scateni.

Ah, nessuna tempesta.  Infatti la questione e' di:

- ASSICURAZIONI
- DIRITTI ALLA RIVALSA da parte di queste

E su questo mi pare giusto, se viene giu' un mast su una strada chi dovrebbe risponderne se non chi l'ha installato?
;-)
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Ma allora per essere in regola mi devo far rilasciare una diri per essere veramente a posto?
Per rispondere a Rider: la mia antenna d' isolata... ma quando faccio radio per forza di cose è  collegata a terra! Hi

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Gabry66

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Riguardo alla protezione alle scariche atmosferiche e alla messa a terra dei pali delle antenne;
secondo la vecchia norma CEI 81-1 art. G.3.4 ( procedura semplificata) nel caso in cui l'installazione dell'antenna non rientrava più nella struttura autoprotetta ( struttura con antenna non autoprotetta) bastava collegare l'antenna a terra e installare un LPS interno in equipotenzialità di efficienza.
Nella nuova norma CEI 81-10 non esiste più la procedura di calcolo semplificata per cui se una volta installata l'antenna il rischio di fulminazione supera quello ammesso dalla norma occorre proteggere contro i fulmini tutta la struttura, che non si limita al solo captatore, alle discese e all'impianto disperdente ma a tutte le masse metalliche che possono venire a contatto con le persone.
Per quanto concerne la messa a terra del palo dell'antenna la materia è ancora molto controversa poichè è raccomandata dalle norme CEI 12-43 e CEI 100-26 mentre non è richiesta dalla norma CEI 81-1 e dalla guida CEI 100-7.
Personalmente, suffragato da numerose letture e incontri tecnici, evito di collegare la messa a terra dei pali d'antenna, a meno che non sia certo che nell'edificio siano presenti tutti i collegamenti equipotenziali.
(cit. TuttoNormel)


Offline FoxG7

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Beh beh beh.....insomma qua ognuno dice la propria...in altro forum di settore leggevo che il radiamatore patentato ha il potere di autocertificare il montaggio delle proprie antenne (sotto la propria responsabilità) e documenti alla mano impuntarsi di fronte ad un amministratore di condominio che chiede l'impossibile per "pararsi" e far rispettare secondo lui e secondo le norme CEI (alcune) le modalità corrette di installazione di un traliìccio e relativa antenna che sta sopra....

In più ha l'autorizzazione ad andare ad operare sulla propria copertura per modificare le antenne in copertura in virtù della licenza che permette la sperimentazione.....magari facendosi aiutare pure da un altro collega perchè da soli non la si ci fa.......

In base a quello riportato nel filmato su You tube  (dall'autorevole intervento dell' ARI di Milano) che trattava a livello tematico della messa a terra dei sistemi di antenna (poi sfociato in altre questioni) pare che possa venire a mancare TUTTO  questo.......quindi.......alla fin fine i radioamatori patentati sono messi nè più nè meno ai pari di un CB.sta o di un pmr.ista che monta una antenna esterna.....stesse responsabilità e stessi limiti nel montaggio delle proprie antenne ???

Mettiamoci anche l'aggravante che magari l'assicurazione non paga  neppure la resp civile perchè il montaggio non è stato fatto da personale qualificato (se poi SE è qualificato veramente è altro punto dolente) ???

A me sembra pura follia........ok fare le cose con buon senso se senza farsi male (la sicurezza operativa prima di tutto), ma se uno DEVE sottostare a tutte queste normative ed in  più entrare totalmente sotto "l'omprellone" del D.lgs 81/2008 e smi (testo unico sulla sicurezza) nessuno potrà fare più nulla  ed il discorso della sperimentazione dove va a finire ??   Ogni volta che modifico un dipolo o cambio balun devo far ricertificare tutto da un professionista abilitato ......che neppure sta cos'è sto un balun ???






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Offline rider

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In base a quello riportato nel filmato su You tube  (dall'autorevole intervento dell' ARI di Milano) che trattava a livello tematico della messa a terra dei sistemi di antenna (poi sfociato in altre questioni) pare che possa venire a mancare TUTTO  questo.......quindi.......alla fin fine i radioamatori patentati sono messi nè più nè meno ai pari di un CB.sta o di un pmr.ista che monta una antenna esterna.....stesse responsabilità e stessi limiti nel montaggio delle proprie antenne ???

A me sembra pura follia........ok fare le cose con buon senso se senza farsi male (la sicurezza operativa prima di tutto), ma se uno DEVE sottostare a tutte queste normative ed in  più entrare totalmente sotto "l'omprellone" del D.lgs 81/2008 e smi (testo unico sulla sicurezza) nessuno potrà fare più nulla  ed il discorso della sperimentazione dove va a finire ??   Ogni volta che modifico un dipolo o cambio balun devo far ricertificare tutto da un professionista abilitato ......che neppure sta cos'è sto un balun ???


Ma scusami Fox, come tutti sapete io sono CONTRARIO a tante patenti, all'ottanta percento dei certificati (che purtroppo devo pagare indirettamente anche io per lavorare), al 50% delle normative, eccetera eccetera.

Quello che non capisco e' cosa ci sia di strano a dire che se un soggetto fa un lavoro e lo certifica, che sia radioamatore, o un installatore autorizzato, poi risponda in caso di incidente (non solo riguardante i fulmini).

E' normale, e NON E' VERO che le assicurazioni non facciano le polizze ai radioamatori, agli installatori stessi, ai proprietari e in certi casi anche a quelli che qualcuno chiama pirati.

Avallando il solito meccanismo dell'io sono qualificato e certificato ed attestato a fare blabla, e' perfettamente lineare aspettarsi che se uno ha in mano un titolo che lo autorizza a sperimentare, ma GIUSTAMENTE e COMPRENSIBILMENTE, non certifica in nessun modo la sua competenza in fatto di edilizia, impiantistica, antiinfortunistica eccetera, poi non possa aspettarsi che ALCUNE (solo alcune) compagnie di assicurazione non chiedano qualche garanzia in piu.

Un radioamatore e' autorizzato dallo stato e quello che vuoi, e potrebbe anche essere un tecnico civile eccellente e tutto, ma per una compagnia di assicurazione, in merito alle problematiche in discussione, e' alla pari di un cbista, un pmrista o un altro tipo di radio-appassionato.

Fa parte tutto della stessa logica, divisiva, solitamente dannosa e oltremodo costosa, amica esclusivamente della BUROCRAZIA e del modo "occidentale" di far girare quattrini senza produrre nulla... :)

*** SOLUZIONE ***

1- trovare compagnia che ti assicuri senza particolari diritti di rivalsa appartamento/stabile e pertinenze
2- far fare un certificato di installazione per 80 euro al primo "installatore" a mo' di lerua merle'n e via, poi cambiate i balun, allungate, accorciate e ripiegate e dormite bene ;-)


P.s. Questa settimana ero in uno di quei classici esempi (collaudo navale per successiva spedizione scientifica) dove se noi o chi prima di noi avessimo rispettato TUTTE le normative previste non si sarebbe fatto nulla di nulla, per impossibilita' materiale, non soltanto economica.

P.p.s. se e' per quello per andare su un tetto ormai ci vogliono un paio di certificati, imbragatura, cavo di ritenuta per l'imbragatura, .... ahahah non vorrete mica fare la figura dei "pirati" ^_^

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Offline FoxG7

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Quello che non capisco e' cosa ci sia di strano a dire che se un soggetto fa un lavoro e lo certifica, che sia radioamatore, o un installatore autorizzato, poi risponda in caso di incidente (non solo riguardante i fulmini)


Ciao Rider...ma io non sono contrario a dire che uno non debba esser responsabile di quel che certifica, dico solo che fino ad ora PAREVA che un radioamatore patentato avesse l'opportunità di realizzarsi in proprio qualsiasi cosa (antenne, tralicci, messe a terra etc etc etc) e TUTTI (comprese le compagnie assicurative ed amm condominio) riconoscessero tale opportunità ed accettassero di buon grado fornendo copertura assicurativa efficace..... a meno che non fossero stati compiuti errori indicibili......

Adesso a sentire queste documenti...non ne son più tanto sicuro, quello è il discorso....mi pare che il tutto voglia togliere al radioamatore la possibilità di sperimentare e realizzarsi in proprio le cose necessarie alla propria attività, tutto qua !!!

Riguardo al discorso che facevi di far fare una certificazione al primo che capita e POI modificare l'impianto....sai benissimo che non si potrebbe fare, in quanto è come l'impianto elettrico di cantiere  realizzato da un professionista con rilascio di certificazione di conformità:  nelle "condizioni" ci sta chiaramente scritto che NON deve essere modificato altrimenti perde la propria validità...e se la ditta edile come (quasi) sempre va a modificarlo per esigenze lavorative e poi uno ci rimane "attaccato" lasciandoci la pelle.....vai a spiegare al giudice che non ci sono i soldi per far modificare e ricertificare per 3-4 volte un impianto sullo stesso cantiere 8O :P :P :P

In prima linea ci va di mezzo la vittima, ma probabilmente in questo caso l'installatore è l'unico che non verrebbe condannato........ma....tornando al discorso radio.....il povero radioamatore ignaro di tutto, magari si..... :-\ :P

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Offline FoxG7

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P.p.s. se e' per quello per andare su un tetto ormai ci vogliono un paio di certificati, imbragatura, cavo di ritenuta per l'imbragatura, .... ahahah non vorrete mica fare la figura dei "pirati" ^_^

Questo è un altro aspetto molto discusso negli ultimi tempi.......la gente non esperta in materia fa tutto semplice....ma semplice non è....te lo posso dire io che so di quel che parlo :-\ :P
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Offline HAWK

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« Risposta #23 il: 23 Dicembre 2017, 07:44:07 »
Datosi il caso che sono amministratore condominiale da 20 anni, più assicurato da anni con IK2SAI, Italiana gruppo Reale...il quale nero su bianco certifica con la sua compagnia che il Radioamatore si autocertifica gli impianti, Radioamatori patentati, si dia il caso che organizzo corsi di sicurezza per il lavoro a vari livelli, sia di basso che medio che alto rischio, sia per lavori normali che per sicurezze armate anche in ambiti aeroportuali con l' ENAC...
Omissis altro...

Il mio parere, non consiglio, siete tutti esseri pensanti ed intelligenti, è di fare 3 step per stare tranquilli.

Il primo è farsi un corso di lavoro in quota, ponendo a proprie spese, ove non ci fosse, sul tetto del condominio, qualche punto di aggancio della linea salvavita, assicurarsi con una compagnia che riconosce la autodeterminazione del Radioamatore, fornire l'amministratore di copie del tutto, assicurazione, attestato lavoro in quota, l'autocertificazione probata dalla assicurazione di impianto a norma...

In antitesi la discussione diventa kilometrica non arrivando ad una conclusione finale.
« Ultima modifica: 23 Dicembre 2017, 07:46:40 da IZ1PNY »

Offline pesciolino73

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Penso che la risposta di iz1pny sia quella  conclusiva

".il quale nero su bianco certifica con la sua compagnia che il Radioamatore si autocertifica gli impianti, ".......

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