Autore Topic: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF  (Letto 18835 volte)

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Questo topic è stato aperto per tecnici ed appassionati di autocostruzione di finali audio HI-FI e di finali lineari RF ad alto livello. Possibili argomenti:
1) Classi di funzionamento.
2) Watt RMS, di picco, musicali.
3) La decadenza armonica.
4) Distorsione armonica.
5) Configurazioni circuitali.
6) Stadi di alimentazione.
7) Elettroacustica.
8 ) Stadi RF valvolari e transistorizzati.
9) Sezioni ∏ e loro perdite.
10) Potenza max RF ottenibile dalle valvole più comuni.
11) Indicatori di livello valvolari.
12) Tecniche serigrafiche.
13) Tecniche costruttive dei contenitori.
14) ......






Due compagni di lavoro inseparabili:
Hartley electromotives LTD. CT436 Oscilloscopio due canali verticali veri valvolare misure sino a 8KV.....

Multimetro da banco Digitale Fluke 8120A Serie 60427 NIXIE.....
Si parte!!
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Giovanni.


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #1 il: 26 Novembre 2008, 23:36:37 »
73 a tutti che dire... spettacolare quell'oscilloscopio ... però  secondo me qui non basta la sezione autocostruzione,almeno
una decina di punti sono da informazioni tecnice e opignoni,comunque io sposto in autocostruzioni,poi vediamo...

Offline luciano da bisaccia

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #2 il: 27 Novembre 2008, 07:11:43 »
Finalmente si parla anche di HI-FI, ops. scusate di BF
Chi viene a trovarmi mi fa onore
Chi non ci viene mi fa piacere !!


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #3 il: 27 Novembre 2008, 09:45:46 »
Buongiorno a tutti!! Grazie R5000 per i complimenti e per aver spostato il tutto in autocostruzione,grazie anche a tutti gli amici che scriveranno e risponderanno in questa sezione, cercherò di dare spiegazioni chiare ed alla portata di tutti, cercando di rendere il meno ampolloso possibile tutto ciò che descrivo. Salute e prosperità a tutti, il lavoro mi chiama debbo andare preparerò qualche riga e la porterò su Rogerk. Ciao!!
Giovanni.

Offline PAPERO ( THE DUCK )

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #4 il: 27 Novembre 2008, 09:53:28 »
mi raccomando sopratutto di rimanere come discorsosu  amplificatori lineari rf.....e poi anche bf ( hi.fi)
RTX : FT 890 AT , FT 990 AT , FT 7800 , FT 8800, G7 , WOUXUN KVD1, JACKSON + ECO MASTER PLUS , MB 40
ANTENNA : MANTOVA 5 , X50N , DIPOLO CUSCRUFT D4d
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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #5 il: 27 Novembre 2008, 19:42:41 »
Buongiorno a tutti!!
Classe A  pregi e difetti:
Dipendente dalla polarizzazione che viene imposta al dispositivo in uso ad esempio; in una valvola si definisce polarizzata in classe A quando metà della corrente di alimentazione scorre nell’anodo del tubo, imponendo, tale parametro tramite un’apposita tensione negativa di griglia, quindi la corrente verrà “modulata” dal segnale BF ed è per tale scopo che dovremo applicare una tensione BF che non sia d’ampiezza tale da creare distorsione. Fermo restando che la tensione BF sia  giustamente dosata in ingresso magari controreazionando negativamente ad anello il sistema  per evitare distorsioni in uscita ovvero tosature della sinusoide applicata all’ingresso, dovremo pure fare i conti con la corrente costante che scorre nel TRd’uscita ed il segnale che si richiude ai capi del trasformatore di uscita magnetizzando il trasformatore stesso portandolo alla saturazione, infatti si avvolgono dei trasformatori con grossi nuclei fatti di materiali speciali tipo permalloy oppure silicio a grani orientati trasformatori con presa intermedia sul primario detti anche trasformatori ultralineari, i quali vengono utilizzati su circuitazioni dove la "qualità" della distorsione deve essere  migliorata.  Questi tipi di materiale e accorgimenti fanno anche  in modo che i cicli di isteresi (effetto in senso opposto) siano i più controllati possibile  il tutto per evitare che la magnetizzazione imposta dalla natura della configurazione sia il meno nociva possibile in termini sonori, quindi non è così facile come sembra definire un Single-ended la perfezione o il massimo in fatto di distorsione e semplicità, considerando pure il fatto che questi assorbe in modo rigoroso nei confronti della resa effettiva dello stesso, 35% max 40% di resa nei confronti dell’assorbimento efficace. Es; Una EL34 configurata in classe A con 10Watt di uscita circa alimentata con una tensione anodica di 300Volt circa e 80 Ma di corrente assorbita + i filamenti abbiamo 300x0.08=24Watt  + 2x6 =12Watt totale 34Watt, impedenza interna del tubo ed il TR di uscita si mangiano parecchia potenza bisogna fare i conti anche con le capacità parassita intrinseche al TR stesso (affatto trascurabili) che come tali non servono a nulla quindi ulteriori perdite a carico del sistema di potenza.
( Esiste un'altra configurazione in classe A allo stato solido composta da due transistor bipolari chiamata classe A a carico attivo ed è single-ended , ma di questo parlerò la prossima volta, cercando di convertire gli schemi elettrici  in formato  JOINT PEG GROUP) Ciao A TUTTI.
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Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #6 il: 30 Novembre 2008, 18:41:41 »
Salve a tutti!! Questo schema è un classico Single-ended classe A da una decina di Watt con valvola triodo preamplificatrice e controreazionato ad anello vedi nfb (Simulato con Spice). Prossimamente presenterò un preampli microfonico a transistior a basso rumore con ampia banda passante e possibilità di limitare la bande passante stessa applicando dei componenti,classe A HI-Fi il quale si interfaccia perfettamente con  ricetrasmettittori di varie marche. Ciaoo. 

Giovanni.


Offline r5000

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #7 il: 01 Dicembre 2008, 00:07:31 »
Salve a tutti!! Questo schema è un classico Single-ended classe A da una decina di Watt con valvola triodo preamplificatrice e controreazionato ad anello vedi nfb (Simulato con Spice). Prossimamente presenterò un preampli microfonico a transistior a basso rumore con ampia banda passante e possibilità di limitare la bande passante stessa applicando dei componenti,classe A HI-Fi il quale si interfaccia perfettamente con  ricetrasmettittori di varie marche. Ciaoo. 


73 a tutti presumo che nfb stà per controreazione negativa o negative feed beak e questo è il classico sistema usato con ampli valvolari ma sulla resistenza r2 non si usa mettere un condensatore elettrolitico?

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #8 il: 01 Dicembre 2008, 02:57:41 »
Ciao a tutti. Ciao R5000, si si usa mettere un condensatore elettrolitico per fare in modo che la tensione sul katodo sia abbastanza stabile (non stabilizzata) azione; omettendo volontariamente il condensatore sul katodo si ha uno sbilanciamento a favore della terza armonica, infatti se si utilizza un pentodo all'ingresso con un pentodo in uscita si dovrebbe avere uno sbilanciamento armonico a favore della terza armonica invece il risultato è uno sbilanciamento a favore della seconda quindi il condensatore deve essere presente altrimenti udremo un suono non molto gradevole specialmente sulle frequenze medio alte(la seconda armonica sbilanciata si fa sentire), mentre che in questo caso essendo stato omesso volontariamente visto il triodo presente in ingresso ed il pentodo in uscita abbiamo un bilanciamento armonico equo cioè la seconda più presente nel triodo d'ingresso controbilancia la terza più presente nel pentodo finale in uscita che a sua volta non avendo il condensatore sul katodo tende ad un leggero incremento della terza il decadimento armonico risultante è pressochè ottimo, tenendo presente che il simulatore SPICE nelle prove ha rilevato quanto detto, a parte le prove del simulatore ci sono anche quelle oscilloscopiche quindi i conti tornano, potrebbe sembrare una banalità ma un ampli esclusivamente costituito da triodi non suona come dicono in modo eccelso ma è prevalente di seconda armonica e quindi non equo nel decadimento armonico in questo caso il condensatore nel katodo del tubo finale migliora il decadimento, comunque il sistema classico è quello di applicare appunto come detto da R5000 il condensatore sul katodo del pentodo finale che trovandosi appunto nella resistenza katodica inserisce una sorta di controreazione locale ed influisce sulla polarizzazzione  quindi cambia leggermente i parametri del punto di lavoro del tubo tenendo la tensione abbastanza stabile e lasciando il guadagno pressochè invariato, mentre che se applichiamo questo condensatore al tubo preamplificatore d'ingresso avremo un aumento di guadagno che per niente desiderabile se poi lo si deve ridurre con una forte controreazione. Non dimenticando che una valvola a katodo comune inverte di fase il segnale mandatogli all'ingresso vi è altro da dire sulle varie configurazioni circuitali tali e tante che occorre molto tempo per spiegarle non tralasciando tutto quello che i grandi dell'alta fedeltà hanno insegnato e quindi nel rispetto di quello che è già stato inventato e comprovato da parecchio tempo. Ciao a tutti, saluti al caro R5000 sempre attento ed appassionato encomiabile!!
« Ultima modifica: 09 Dicembre 2008, 23:53:54 da undo »
Giovanni.


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #9 il: 08 Dicembre 2008, 00:34:07 »
Salute e vita a tutti!! Apro una breve parentesi dedicata alle valvole dove affronterò un problema semplice:
Il problema delle capacità parassita intrinseche legate a singoli tubi (specialmente nella valvole tutto vetro)o a gruppi di valvole finali usate in RF  è molto sentito nei triodi, invece nei pentodi collegati a pseudotriodo è meno sentito ma pur sempre presente come un cane da guardia. Computo Miller:

Dal nome di chi ha fatto la scoperta, l’effetto Miller è legato alle capacità parassita interne di un tubo presenti soprattutto tra anodo e griglia controllo e che in alta frequenza può portare ad una significativa riduzione del guadagno. Il problema della presenza di più capacità intrinseche nel caso di gruppi di valvole siano esse collegate in parallelo o in serie non è affatto trascurabile, questo si affianca di pari passo alla potenza ottenibile con comportamento generale dei tubi condizionato da questo effetto,  MILLER:
Se una valvola in una sezione finale RF viene affiancata ad un'altra collegata in parallelo la coppia non sarà mai perfettamente identica vediamo il  perché:
Non esiste un tubo perfetto, ed uno confrontato con un altro saranno meccanicamente diversi e di conseguenza anche elettricamente, viste le capacità interelettrodiche fattore questo che è determinato dalla distanza degli elettrodi stessi, che allo stesso tempo determinano il fattore di guadagno o pendenza per volt compreso il fattore dell’impedenza interna, ma il guadagno in una serie di tubi non sarebbe un problema se si potesse sommare 10+20=30 invece il risultato può paradossalmente diventare 20-10=10 perche? Mettiamo di averci fatto costruire due tubi da un bravo fabbricante di valvole selezionando i materiali e facendo in modo che questi siano il più possibile identici tra loro ed averli collegati in parallelo configurati in classe AB1 in uno stadio finale RF e le previsioni teoriche della resa in potenza erano di circa di 700 Watt da due EL519, invece il risultato finale è di 580Watt!! Che cosa è successo? Ammettendo di aver creato i circuiti del ∏ di ingresso e di uscita in modo eccelso e che il finale sia monobanda, che l’alimentazione abbia un ripple irrisorio, grande capacità di erogare corrente da parte dell’alimentatore, carico d’uscita perfetto, non trovando spiegazioni della perdita rilevata in pratica stiamo sicuramente andando contro un muro di gomma. E si!! Una delle due valvole si comporta come una batteria scarica e cioè non si somma con l’altra ma sottrae potenza sbilanciando il carico  dell’altro tubo di conseguenza la potenza RF non viene erogata tutta è si ha oltretutto un arrossamento delle placche in tempi molto brevi e diversi da un tubo all’altro. Quando i tubi iniziano a riscaldare cambia il valore delle capacità parassita interne e pertanto non si confronteranno di pari passo uno con l’altro in quanto tale fenomeno non avviene in modo lineare facendo assumere a ciascuno dei due tubi un comportamento diverso a seconda del suo vuoto interno e distanza degli elettrodi che come abbiamo detto differenze minime si fanno assai notare, quindi mai perfetti seppure uguali. Il tubo prevalente in potenza vede il carico ottimale se questi e direttamente interfacciato con il circuito di accordo d’uscita e quindi anche con il carico, se invece è accoppiato con un altro tubo in parallelo vede nel percorso prima del circuito d’accordo un carico difficile da digerire in quanto la sua impedenza interna che è determinante nei confronti del carico “adattato” che dovrebbe mettere il tubo in grado di erogare la sua massima potenza viene compromessa da tale situazione appunto sbilanciando il carico senza poter essere corretto dal circuito di accordo,  cioè creando terreno fertile per le perdite di potenza. In passato si è cercato di “drenare” parola in gergo che significa scaricare in questo caso cosa? Collegando tra placca e Catodo di ciascun tubo una piccola capacità tipo 2 o 3 pF di valore diverso in base alle differenze di ogni tubo per fare in modo che questa correggesse parzialmente questo scompenso sul carico neutralizzando le capacita parassita intrinseche (interne) di ciascuno dei tubi in modo diverso facendo vedere un carico più ottimale nell’anello del sistema , soluzione che non da l’elisir di tutti i mali ma funziona. Molte volte non occorre neutralizzare un tandem di pentodi vista la presenza della griglia schermo, la quale riduce a circa un decimo di Picofard le capacita parassita più importanti. Visti questi problemi non si discute l’accuratezza  dell’assemblaggio e la bontà dei materiali utilizzati per la costruzione dei tubi ai fini di un ottimo risultato. Le valvole tutto vetro se sono sapute ben interfacciare rendono bene in potenza, anche una sola valvola dove sarebbe padrona a tutto campo del carico e delle correnti e tensioni gestibili sputa fuori un bel po’ di potenza  se tutto fatto a puntino, es:
La EL519 può gestire delle forti correnti e tensioni anodiche molto alte  i dati parlano chiaro, le EL519 sono dei veri e propri pentodi robusti, il contro e che sono pur sempre  valvole degli stadi di deflessione TV e quindi non molto indicate per la RF, non possono ottemperare a lunghi passaggi specialmente in AM, mentre che in banda si comportano egregiamente vista la loro capacità impulsiva sono capaci di raggiungere potenze che può lasciare di stucco anche i più esperti. Ciao A TUTTI.


Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #10 il: 08 Dicembre 2008, 01:17:49 »
73 a tutti perfetta spiegazione ,l'effetto Miller è propio la causa della bassa resa negli amplificatori con i tubi in parallelo... ora però serve uno schema che fà vedere la neutralizzazione,che, negli ampli cb non esiste...e  o una configurazione alternativa per ridurre l'effetto miller... a me viene in mente il circuito cascode,però non mi sembra fattibile con i tubi di potenza,l'ho fatto con i preampli ma non penso sia questa la strada per abbattere le capacità dei tubi  dei lineari...


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #11 il: 08 Dicembre 2008, 01:53:12 »
Ciao a tutti!! Ciao R5000, ne il cascode ne il totem pole proprio come hai detto sono la strada della soluzione vincente, circuiti che traparentesi in BF presentano una complessità particolare quindi di non breve descrizione non adatti in questo caso, ho degli schemi e delle simulazioni, in pratica ho già costruito degli ampli lineari con dispositivi di neutralizzazione, da poter presentare per la pratica visiva ma non li ho in sede,quando ho un pò di tempo debbo tirare fuori qualcuno degli schemi che ho da poter far luce sulle potenze ottenute voglio comunque far notare anche il discorso del ∏ specialmente quello di uscita dove personalmente dopo aver costruito l'induttanza d'accordo in un modo particolare ho visto con gli strumenti e con i miei occhi qualcosa a riguardo delle perdite di potenza (parecchia potenza)che cercherò di descrivere e di spiegare allegando anche delle foto. Arrisentirci a tutti per oggi basta. Buona immacolata a tutti.
Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #12 il: 08 Dicembre 2008, 02:00:33 »
73 a tutti giusto,il circuito cascode è solitamente usato in preamplificatori o preselettori vhf e oltre dove le capacità sono significative, non nei preampli audio,dove conta sì il guadagno uniforme ma non di certo  il valore delle  capacità parassite di pochi pf  che solo in radiofrequenza sono significativi...


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #13 il: 08 Dicembre 2008, 02:56:30 »
Ciao a tutti!! Giusto per rispondere ad R5000 allego un  particolare cascode con uscita ad inseguitore Katodico, che come detto in bf generalmente non viene mai usato, questi è stato progettatto e realizzato personalmente, funziona egregiamente, ma quale era lo scopo principale? Era quello di portare alle stelle il guadagno visto che doveva preamplificare testine per giradischi di tipo a bobina mobile e a magnete mobile, quindi ogni minimo dettaglio poteva inficiare il risultato, messo a punto e perfettamente funzionante, come detto allego lo schema nel quale si può notare il regolatore dei bassi e degli alti, ma mancano le parti di commutazione delle sorgenti ed altro.Mi fermo qua e adesso buonanotte a tutti. BYE BYE

Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #14 il: 12 Dicembre 2008, 18:51:28 »
Salve a tutti!! Questo schema è di un amplificatore valvolare molto particolare al quale prima di realizzarlo ho fatto parecchie simulazioni, tutto corrisponde alla realtà, non è molto complesso, questa configurazione elimina dal percorso del suono dei condensatori è si ottengono dei risultati interessanti. BYE BYE. 

Giovanni.


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #15 il: 23 Dicembre 2008, 10:43:56 »
Salve a tutti!!
Il preamplificatore che vi descriverò può essere utilizzato nella maggior parte dei ricetrasmettitori in commercio. Questo preampli come potete vedere dallo schema elettrico è stato realizzato il più semplicemente possibile, è composto da due transistor che dal percorso del segnale  sono stati eliminati  i condensatori di accoppiamento e quindi risultano accoppiati in corrente continua. Per quanto riguarda lo stadio di ingresso costituito da T1 è un transistor NPN siglato 2N2222 il quale lo ho voluto configurare ad emmitter comune, T2 2N1893 si trova nello stadio di uscita sempre configurato ad emitter comune, soluzione adottata da fare in modo che l’impedenza di uscita del circuito sia abbastanza bassa da poter essere interfacciata con qualsiasi RTX  si parla di circa 170Ohm, mentre che l’impedenza d’ingresso avrà un valore attorno ai 2kOhm. Il fatto di aver collegato questi due transistor in corrente continua è servito per determinare una stabilità dell’ampli il quale si regola in base alle variazioni di segnale ed anche alla temperatura, la resistenza di retroazione denominata R4 lavora in CC in uscita dall’emitter di T2 verso la base del primo transistor T1, quindi se aumenta la corrente che fluisce sull’emettitore del primo transistor immediatamente si avrebbe una diversa polarizzazione di base di T2 cioè diminuirebbe facendo fluire meno corrente nel suo emettitore automaticamente la tensione positiva che T2 riporta verso la base di T1 risulta ridotta, sempre in modo automatico la corrente di T1 diminuirebbe livellando l’aumento iniziale con conseguente stabilità generale. Ricordandoci sempre che una porzione del segnale BF viene riportato sempre da T2 verso T1 determinando la controreazione negativa in alternata (Correnti ad audiofrequenza) la quale determina il guadagno e lo stabilizza. Questo preampli può arrivare ad una tensione d’uscita di 2 o 3 volt con bassa distorsione, una cosa fondamentale da rispettare sono i due transistor che anche se possono essere sostituiti da due comuni NPN non si avranno le stesse prestazioni a livello di rumore e spurie questo per averlo personalmente constatato dopo aver progettato e realizzato un analizzatore di rumore per transistor bjt in quanto ero stufo di imbattermi in transistor rumorosi anche della stessa marca e sigla ma con rumore esagerato, selezionando opportunamente i due transistor ho ottenuto un preampli semplice e con una soglia di rumore irrisoria (Il rumore si manifesta sotto forma di fruscio) la simulazione e la realizzazione pratica e le varie prove hanno dato esiti ottimi, la risposta presenta un estensione da circa 15hz fino ad arrivare ai 300kHz circa senza alterazioni quindi piatta. Consiglio di alimentare questo preampli con un piccolo alimentatore stabilizzato facendo attenzione ai collegamenti di massa(Loop di massa o anelli ) verso il ricetrasmettitore, chiunque volesse può inoltre sostituire i condensatori elettrolitici di uscita con condensatori di più affidabilità e qualità (Tipo tantalio etc…) l’alimentazione può essere variata da un minimo di 9 Volt fino ad un massimo di 18 Volt. Il layout è visto dalla parte inferiore quindi è pronto per essere utilizzato senza bisogno di eseguire alcun mirror all’immagine dovete solo adattare la dimensione all’originale che è attualmente 51mm di larghezza e 55mm di altezza, è presente uno schema di montaggio pratico, ed uno schema elettrico con relative simulazioni. Il guadagno può essere variato sostituendo anche con dei trimmer R4 ED R3 e regolando anche a proprio piacere senza eccedere nel guadagno,dopo che effettuerò le varie simulazioni vedrò di creare apposita tabella. Salute e vita a tutti. (Chi vuole lo può alloggiare dentro un contenitore schermato collegando la massa ad un solo punto dello schermo)








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« Risposta #16 il: 23 Dicembre 2008, 19:45:33 »
73 a tutti questo preampli  è hifi e per un uso radioamatoriale penso si può "declassare"  mettendo transistor più tradizionali  e anche stringere la banda passante visto che alla fine al modulatore arrivano al massimo 3-4khz ?  avere un preampli che non distorce e ha una banda passante molto elevata serve per evitare le intermodulazioni che poi si ripercuotono anche in pochi khz ma così mi sembra adatto all'ascolto di un cd o per musica da studio , si può stringere la banda in modo musicale? conviene fare un filtro passa basso o controllare in modo diverso la controreazione mettendo in parallelo per esempio un condensatore alla resistenza da 100kohm (r4) o eliminando c1 e c3 lasciando l'elettrolitico che di suo è già un bassa basso? di solito c'è poi dei piccoli condensatori di fuga tra l'ingresso e massa per attenuare i rientri rf,ma questo poi dipende da altri fattori  tipo se è sufficentemente schermato ecc...  altra domanda (sono molto curioso...) hai parlato di analizzatore di rumore,ora  io ho sempre misurato il rumore con un generatore  di rumore rf ma a livello audio c'è qualcosa di semplice (o poco complicato) per vedere la differenza di rumore tra transistor o componenti uguali?


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« Risposta #17 il: 23 Dicembre 2008, 22:04:22 »
Ciao a tutti!! Ciao R5000, il preampli che offre parecchie prestazioni a livello sonoro, è stato montato così come è adesso in un HF dando risultati ottimi, indubbiamente le sue prestazioni anche se eccelse possono essere modificate come appunto ai detto agendo sulla controreazione per determinare la banda passante, facendo naturalmente attenzione alle rotazioni di fase cosa non semplice, comunque ho lasciato spazio alla sperimentazione e all'ingegno degli amici del forum, che se lo realizzeranno avranno certo delle soddisfazioni a prescindere da tutte le manipolazioni che gli si possono fare e questi lo permette perchè è bello robusto e permette anche inversioni di polarità a lungo termine. Comunque ognuno lo potrà adattare facilmente alle proprie esigenze anche fugando la RF con appositi condensatori che comunque non ho mai applicato visto il risultato efficace e senza disturbi esterni. Per quanto riguarda lo strumento per ascoltare il rumore è poterlo rilevare strumentalmente, vedrò di postare  qualche cosa di concreto ed efficace ma semplice nella realizzazzione. Caro R5000 ti saluto con un BUON NATALE a te e i tuoi cari, tanti AUGURI a tutti gli Amici del forum belle feste belle donne e buon vino. BYE BYE 
« Ultima modifica: 23 Dicembre 2008, 22:23:14 da undo »
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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #18 il: 23 Dicembre 2008, 22:23:49 »
73 a tutti auguri anche a te,ho visto che hai spostato la risposta e chiuso il topic, lo cancello io,mentre per il circuito  non è certamente un problema mettere un'preampli hifi con un ricetrasmettitore,ma visto che così è fin troppo hifi utilizzando transistor più comuni e stringendolo di banda passante resta buono e riproducibile per tutti,però  giustamente dici che fare la controreazione non è così semplice e quindi è sufficente lasciare gli elettrolitici senza i due condensatori (c1 e c3) in modo da diminuire la banda passante ma lasciare semplice (e riproducibile) il circuito? poi,se per esempio si usa i bc237 o bc548 che sono molto più facili da comprare (tenendo conto che il rumore di fondo sarà ben diverso...) per la polarizzazione serve cambiare qualcosa? sò che con i transistor collegati in continua la differenza di guadagno cambia sensibilmente il punto di lavoro,non per niente nei circuiti consumer difficilmente si vedono accoppiamenti in continua,propio per le grosse tolleranze dei componenti economici,però questo mi sembra ben polarizzato e forse sopporta anche le differenze tra transistor diversi,però la mia è una supposizione,non  l'ho ancora provato...


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #19 il: 24 Dicembre 2008, 00:11:28 »
Salve a tutti!! Ciao R5000, grazie per la tua disponibilità e serietà nel rispondermi, è interessante quello che hai scritto, a conferma della versatilità del preampli, in quanto al rumore generato da diversi tipi di transistor questo è sicuro quindi non ci si può sotrarre a tale inconveniente, del resto tolleranze e possibilità sono calcolate sopra ad un buon 50% la correnti statiche e dinamiche dei vari tipi di transistor sono ben tollerate da questa configurazione a discapito della qualità raggiunta che si manifesta con alterazioni della timbrica, il rumore sub-ordina l'equilibrio armonico sporcandolo, vero è che una frequenza non può essere variata con il rumore ma subisce uno squilibrio armonico che si riversa nella timbrica rendendola; nasina,ovattata,cupa,stridula,a tratti bassa a tratti alta con conseguente IMD fuori fattore e con THD estremo al punto di rendere sgradevole l'ascolto di tale suono, perciò consoglio un transistor a basso rumore che comunque di facile reperibilità. Più in là osserverò qualche SMD da poter utilizzare come preampli e poi ne progetterò un circuito sempre BF così capiremo se è vero che i vari Chips in commercio potranno soppiantare i cari vecchi componenti come Valvole e transistor (Io non ci credo). Saluti ancora a tutti Buon Natale ancora e divertitevi tanto. BYE BYE
Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #20 il: 09 Maggio 2009, 15:57:34 »
Salve!!


   Circuito Eco


Ho visto nel forum l’interesse spettacolare che additta i circuiti eco o schede eco, visto che l’amico Gian Carlo ha tirato fuori l’HT8970 ho deciso di postare uno degli schemi che utilizza questo integrato che in questa sede sarà utilizzato per modificare la voce umana aggiungendo dell’eco e regolando gli appositi potenziometri si possono ottenere dei MIX di effetti reverbero etc… Non so se ho fatto cosa gradita a postare uno dei miei progetti, il tutto è stato realizzato in parecchi esemplari e montato su vari finali etc… ed è anni che funziona in modo perfetto. L’unica cosa che vi chiedo rivolto a chi lo realizzerà e che dovete seguire alla lettera come costruire e collegare il circuito stampato, non esiste niente di particolare o complesso per fare il tutto, sono quattro cose messe in croce. Premetto che questo schema elettrico e circuito stampato lo ho messo a disposizione solo per gli amici di rogerk e quindi qualunque furbacchione tenti di riprodurre il mio lavoro per scopi commerciali non sarà gradito e quindi potrebbe essere perseguito penalmente. In questo schema manca un preamplificatore d’ingresso ed un filtro passa basso d’uscita, ho lasciato a libero arbitrio la scelta di un microfono amplificato, comunque montato in un ricetrasmettitore funziona bene anche senza, per quanto riguarda il filtro passa basso, non ho potuto postare un modulo dei miei benché efficace nel funzionamento ma complesso nella realizzazione, comunque ho ottimizzato al massimo il taglio dell’alta frequenza di lavoro generata dal vco interno dell’HT la quale la si riscontra in parte all’uscita BF, facendo in modo che questo residuo di alta frequenza sia attenuato il più possibile scegliendo appunto una rete RC d’uscita consona al caso in questione. Comunque bisogna tassativamente applicare un relays in miniatura da fare in modo che l’uscita del modulo eco sia scollegata fisicamente dal circuito BF quando si sgancia la portante dell’RTX, visto e considerato quanto detto per quanto riguarda la frequenza generata dal VCO, il residuo del VCO dell’HT quando l’apparato sarà in trasmissione verrà smorzato al massimo e quindi non farà rilievo, se il modulo sarà costruito bene, anche perché un RTX CB ha una banda passante BF microfonica molto stretta ed io ho fatto in modo che questo impulso disturbatore sia tagliato il più possibile fuori da tale Range di riproduzione. Comunque nulla vieta di crearsi dei filtri passa basso personalizzati e postarli in ROGERK (Non devo fare tutto io!? E!!) Non cercate di modificare lo schema in alcun modo, non funziona!! Il circuito stampato è stato realizzato in parecchi esemplari non ne va male manco uno. Questo integrato può svolgere parecchie funzioni oltre la funzione di generatore eco, è un integrato sviluppato per uso TV è ad alta fedeltà ed ha un ottima riproduzione sonora degli effetti che vi assicuro sono spettacolari ES: Voce tipo Visitors etc... Il circuito stampato è monofaccia, ma la parte superiore dove sono montati i componenti è schermata dallo strato di rame che è presente in una scheda in vetronite ramata doppia faccia, quindi utilizzeremo una scheda ramata doppia faccia, la parte inferiore di questa verrà utilizzata per l’incisione delle piste di collegamento del circuito mentre la parte superiore (avendo cura di rivestirla con vernice protettiva se verrà immersa nell’acido per la realizzazione) verrà utilizzata come schermo, questo lato della scheda verrà collegato in un solo punto al lato inferiore del negativo, e questo andrà fatto esattamente sul collegamento del potenziometro che regola la velocità, semplicemente saldando il pin passante del negativo di questo potenziometro e quindi collegando lo schermo superiore del modulo con il negativo del circuito stampato. Non credo abbiate difficoltà a forare la vetronite e a svasare accuratamente i fori della parte superiore con una punta di trapano adeguata usandola con le mani da fare in modo che il foro dove  alloggia ogni reoforo sia svasato a tal punto che i componenti non tocchino con i reofori allo schermo. Chi vuole potrà racchiuderlo dentro un piccolo schermo ricordando di collegare il negativo di ritorno del microfono dell’RTX (Non quello dello Chassis!!) ad un solo punto del modulo e lo stesso vale per lo schermo il quale non dovrà essere tassativamente appoggiato allo chassis per nessuna ragione, creando dei supporti ad L isolanti. Personalmente ho applicato dei potenziometri esterni all’RTX per poter regolare gli effetti, messi di lato all’apparato quasi a filo di telaio proprio dove sono i fori filettatti sulla destra, quelli  per il fissaggio della staffetta microfonica. Per quanto riguarda il Relays ho utilizzato un relays in miniatura con bobina a 12V. Doppio scambio Collegando il negativo di questa bobina allo stesso punto del negativo del modulo. BYE (Bastaaaaaaaaaa!!) Scherzo








« Ultima modifica: 10 Maggio 2009, 15:26:22 da undo »
Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #21 il: 10 Maggio 2009, 13:02:44 »
Salve!! Dimenticavo gli IC HT8970 sono in commercio BYE BYE
                                                          :miiii:
Giovanni.

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #22 il: 10 Maggio 2009, 15:05:45 »
Salve a tutti!! Due parole sui cavi di BF ed anche sui cavi di alimentazione dalla rete corredati di spina e JAK da inserire sui finali  BF di potenza preamplificatori etc…
                              Cavi e problemi.

Oramai stufo di sentire robe del 700 (Settecento) voglio fare due precisazioni a proposito di questi cavi; Cavo BF; Bastaaaaa!! Con il fatto che un cavo bf che costa 200€ al metro migliora  migliora notevolmente il suono, panzane!! Naturalmente un commerciante vi dirà sempre; il cavo bf morbido è il migliore ha più calza è più schermato dell’RG58 comprate ciò che vi dico io guardate qua ce ne sono bobine da 100MT ve lo vendo anche a poco 0,80€ al metro ma al primo strattone è strappato(E altrimenti come lo vende tutto ai malcapitati?)  L’RG58 costa poco ed è il miglior cavo in assoluto se utilizzato in BF non è bello e flessibile ma è robusto, se collegato ad una chitarra elettrica dove i segnali sono veramente flebili non crea microfonicità cioè in parole povere è l’unico che se viene percosso nella sua lunghezza non riporta alcun rumore verso l’ingresso del preamplificatore di cui sono dotati gli amplificatori per chitarra, MENTRE che  altri tipi di cavo BF blasonati se sono appena percossi nella loro lunghezza generano un rumore che viene amplificato dal sensibilissimo preamplificatore a corredo di ogni finale per chitarra sia esso a valvole o a transistor. Alla luce di prove eseguite in laboratorio collegando alcuni tipi di cavo BF ho solo riscontrato una leggera attenuazione del segnale iniettato da parte di un generatore BF e rilevato con oscilloscopio analizzatore e quant’altro, quindi; il segnale BF non viene alterato in modo armonico e cioè cambiandone il decadimento, oppure modificandone le tonalità ma viene semplicemente attenuato in modo irrisorio a seconda del tipo di cavo BF ma  quelli con terminazioni d’oro e rame ultrapuro vanno bene a fare pallottole d’argento per ammazzare i vampiri. Utilizzate L’RG58 che va benissimo, e quando un preampli o una sorgente sonora è distorta non vi è alcun cavo che possa migliorare tale problema PUNTO E CHIUSO.
Per quanto riguarda il cavo di alimentazione dalla rete elettrica si racconta addirittura che cappuccetto rosso mette portante agli aerei della NATO. Ma come è possibile affermare storielle del tipo: L’isolamento in teflon apporta alla corrente della rete una pulizia che si riscontra nell’alimentazione e quindi si sente all’uscita del finale quindi comprate il nostro cavo ed avrete il vostro ampli con una marcia in più, balle!! Se la rete elettrica è sporca di disturbi elettrici statici (continui) o dinamici (impulsivi) il conduttore che viene collegato tra apparato e rete elettrica più è ottimo è più riporta tali disturbi proprio perché il rame che lo compone è puro ed i contatti sono placcati pesantemente in platino o oro quindi, buonanotte, acquistandolo un cavo simile sganciate solo duecento e più euro al primo raccontafandoniealmassimo che passa va bene un cavo per personal computer che è a norme ed è pure robusto ed i conduttori hanno un ottima sezione PUNTO E CHIUSO.
Per i cavi di potenza il discorso cambia, li addirittura confermano che è inutile utilizzare doppino di sezione di 4mm se non è marcato vucunmechetefrego e costa 200€ al metro BALLETTONI BALLANTINES!! Se una sezione finale è distorta o ha un decadimento armonico scorretto BUONANOTTE!! Il finale non suonerà mai bene neanche utilizzando un cavo da diecimilaeuro al metro, quindi utilizzate un buon doppino di buona sezione e che non costi più di 1,50€ al metro PUNTO E CHIUSO.   :mrgreen:               
            :grin:                        :miiii:   
« Ultima modifica: 10 Maggio 2009, 15:14:24 da undo »
Giovanni.


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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #23 il: 10 Maggio 2009, 16:33:55 »
73 a tutti bello l'eco e sopratutto la basetta doppia faccia con  schermo annesso,concordo in tutto,serve un relè per interrompere l'uscita bf,si potrebbe usare lo stesso relè della scheda beep e o pilotare un relè aggiunto con la stessa,per i cavi hai perfettamente ragione,non servono esoterici,ma devono essere però di buona qualità,cioè in rame e non in ferro ricoperto come pultroppo capita di vedere calamita alla mano con cavi tv molto economici che spesso poi fanno difetti assurdi...

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Re: Tecnica degli amplificatori HI-FI audio ed amplificatori lineari RF
« Risposta #24 il: 11 Maggio 2009, 16:35:23 »
Ciao R5000!! Come al solito ti accorgi sempre dei miei lavori, GRAZIE per gli apprezzamenti, speriamo sia di gradimento agli amici del forum, li ho visti in picchiata verso queste schede eco ed ho pensato di pubblicare uno dei miei progetti, ammesso e concesso che gli amici del forum prendano in considerazione il piccolo modulo eco, sarò curioso di vedere le loro realizzazzioni sempre che qualcuno ne abbia voglia di mettersi all'opera, adesso li sto vedendo accelerati contro il software di simulazione dei circuiti elettronici e progettazione di traccia su circuito stampato, hanno una foga da ciclisti veterani mi piace il loro spirito di realizzazzione virtuale ora vedremo quello materiale, sono veramente contento di comunicare con voi tutti, per quanto riguarda i cavi; AIUTO!! Non me ne parlare meglio evitare polemiche che quando riguardano e toccano il lato del mio lavoro preferisco sotterrare il discorso oppure disotterrare l'ascia di guerra ammazzacommercianti!! BYE                                             :miiii: 
Giovanni.