Autore Topic: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?  (Letto 7458 volte)

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1ET030

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #25 il: 02 Ottobre 2007, 17:15:41 »
emmm....
mi sembra il topic dei metri di cavo, ogni tanto salta fuori  :grin: :grin:

allora, il radioascolto in bande radioamatoriali è libero (art.43 dpr 447 del 2001)
essendo libero, è decaduto anche quel regio decreto che ne imponeva la segretazione.

Diventare swl è comunque sempre possibile, perchè è l'unico modo per ottenere l'indicativo e potersi eventualmente associare all'ari, e partecipare ai contest nei quali anche gli swl posso far parte. (art.9 dm 11/02/2003)

La marca da bollo vigente da applicare sulla domanda da swl è 14,62€

Offline Derrick

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #26 il: 02 Ottobre 2007, 17:49:09 »
Personalmente quando vado in giro con il mio Icom E-90 evito di tenere memorizzare frequenze "strane" e il consiglio spassionato è quello di fare altrettanto.
Tuttavia, visto che di acqua sotto i ponti ne è passata rispetto agli anni '60 e che oggi tutti gli utilizzatori definiamoli "professionali"  :mrgreen: hanno a disposizione apparati radio criptati, in caso di emergenza (ergo... vi pescano mentre ascoltate cose strane)  il buon Nembo vi difenderà (gratuitamente? :grin:) con ottime possibilità di vittoria anche grazie a questa sentenza del 2003, se non erro, che secondo un noto ex PM fa giurisprudenza... se Nembo conferma.
E' vero però che i giornalisti erano stati comunque rinviati a giudizio.... se non siete soliti ricevere avvisi di garanzia a casa, meglio evitare  :mrgreen:

AGI
USARONO SCANNER, ASSOLTI TRE GIORNALISTI LECCHESI
(AGI) - Lecco, 9 nov. - Usare uno "scanner" per l'ascolto in chiaro
delle conversazioni delle Forze dell'ordine non costituisce reato.
In sintesi la sentenza emessa oggi alle 12.30 dal Tribunale di lecco
che ha assolto tre giornalisti lecchesi finiti a processo per essere
intervenuti sul luogo di una operazione dei carabinieri di Merate
dopo aver ascoltato le conversazioni attraverso una ricetrasmittente
in libera vendita nei negozi. Sotto inchiesta erano finiti il
direttore del quotidiano telematico "Merateonline", Claudio
Brambilla, e i giornalisti Daniele De Salvo e Fabrizio Alfano.
Secondo il Tribunale di lecco il "fatto non costituisce reato". Una
sentenza molto attesa nel mondo del giornalismo italiano perche'
costituira' un importante precedente. La camera di consiglio e'
durata circa un'ora. Difesi dall'avvocato Antonio Di Pietro (Ex Pm
di mani Pulite) e da maria Grazia Corti di lecco, erano accusati
dalla Procura di Lecco di aver violato gli articoli 617, 617 bis e
623 bis del codice penale. La vicenda aveva preso l'avvio dalla
perquisizione della redazione avvenuta il 1 agosto 2002 e richiesta
dall'allora capitano dei carabinieri Domenico di Stravola e concessa
dal Sostituto di turno Valeria Bove, ora in forza ad altra Procura.
La perquisizione, ad opera di sette militari, era stata preceduta
dal fermo dei giornalisti De Salvo e Alfano a Merate al culmine di
quella che il dibattimento in aula "ha dimostrato essere stata una
vera e propria trappola realizzata ad arte", come la definisce
Brambilla. Il Pubblico Ministero, Paolo Del Grosso, pur avendo
ribadito l'esistenza del reato ai sensi dell'art. 623 bis ha dato la
sensazione di non esserne del tutto convinto quando ha chiesto al
Giudice di valutare l'eventuale riqualificazione del capo di
imputazione originario sostituendolo o affiancandolo con l'ipotesi
delittuosa di cui all'articolo 18 del Regio Decreto 8 febbraio 1923
n.1067, Del Grosso ha concluso la sua requisitoria chiedendo la
condanna di Brambilla e De Salvo a 1 anno e tre mesi e di Alfano a
sei mesi. In subordine, ai sensi del RD del 1923 i primi due a otto
mesi e Alfano a sei. I difensori hanno parlato per un'ora e mezza
per chiedere l'assoluzione dei loro assistiti. Sul fronte del
diritto i legali hanno prospettato con esempio di controvertibile
chiarezza la differenza che il codice pone tra la tutela del segreto
delle comunicazioni private interpersonali per loro natura
inaccessibili, se non con la violenza di un comportamento
fraudolento, e il libero ascolto di comunicazioni diffuse via radio
in chiaro, ovvero non protette perche' non valutate meritevole di
riservatezza
. Antonio Di Pietro ha rimarcato che la sentenza,
qualunque ne fosse stato il contenuto, avrebbe costituito
giurisprudenza perche' interessa tutto il mondo del giornalismo
italiano. Maria Grazia Corti ha citato e chiesto l'inserimento nel
fascicolo di una pronuncia della Corte di Giustizia Europea in tema
di diritto di riservatezza alle fonti di informazioni e di divieto
di perquisizione delle redazioni dei giornali. "La pronuncia di
assoluzione, avvenuta con la formula piena – ribadisce Claudio
Brambilla – rende giustizia ai colleghi del loro comportamento. E'
motivo di orgoglio per tutta la redazione vedere riconosciuta la
trasparenza del lavoro svolto e la legittimita' degli strumenti di
lavoro. Gli scanner ci saranno restituiti in men che non si dica.
Chi non ha mai cessato di usarli, a Merate come altrove, continui a
farlo senza timore alcuno". A favore degli imputati era intervenuto
anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti ricordando che "da
decenni nelle redazioni dove si segue la cronaca nera si usano gli
scanner".


MERATEONLINE ASSOLTA CON FORMULA PIENA
GLI SCANNER DISSEQUESTRATI E RESTITUITI
ASCOLTO LIBERO DELLE COMUNICAZIONI RADIO

La sentenza pronunciata alle 12.30 dal giudice Maria Cristina Sarli.
Il Pubblico Ministero Del Grosso aveva chiesto la condanna per
Brambilla e De Salvo
a un anno e tre mesi e a sei mesi per Alfano

"In nome del popolo italiano, visti i capi di imputazione, questo
tribunale assolve Claudio Brambilla, Daniele De Salvo e Fabrizio
Alfano perché il fatto non costituisce reato. Dispone il termine di
trenta giorni per il dissequestro e la restituzione delle
apparecchiature". La sentenza è stata pronunciata alle 12.30 in
punto, a distanza di un'ora esatta dalla conclusione del processo
penale che ha visto sul banco degli imputati il direttore
responsabile di Merateoline Claudio Brambilla e i giornalisti
Daniele De Salvo e Fabrizio Alfano, accusati di avere violato gli
articoli 617, 617 bis e 623 bis del codice penale per avere
ascoltato le comunicazioni radiotelefoniche intercorse in chiaro tra
la centrale dei carabinieri di Merate e le radiomobili.
La vicenda aveva preso l'avvio dalla perquisizione della redazione
avvenuta il 1 agosto 2002 e richiesta dall'allora capitano dei CC
Domenico di Stravola alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Lecco e immediatamente concessa dal sostituto di turno
Valeria Bove, sulla base di un capo di imputazione corretto tre
giorni dopo perchè improprio. La perquisizione della redazione ad
opera di sette militari era stata preceduta dal fermo dei colleghi
De Salvo e Alfano in via della Ca' Rossa al culmine di quella che il
dibattimento in aula ha dimostrato essere stata una vera e propria
trappola realizzata ad arte.
L'udienza iniziata alle 9.20 ha visto l'escussione di Gianpiero
Allievi, titolare della Esse 3 di Dolzago, il perito incaricato di
verificare e descrivere le caratteristiche degli scanner sequestrati
al giornalisti. Dalle domande rivolte dal Pm Paolo Del Grosso e
dagli avvocati della difesa Maria Grazia Corti e Antonio Di Pietro è
emerso che gli apparecchi non risultavano in alcun modo manipolati e
che per configurazione originaria erano predisposti per l'ascolto in
chiaro delle comunicazioni radio. A precisa domanda il perito ha
confermato l'impossibilità di decriptare eventuali messaggi in
codice. Poi la parola è passata al Pubblico Ministero il quale, pur
avendo ribadito a suo giudizio l'esistenza del reato ai sensi
dell'art. 623 bis ha dato la sensazione di non esserne del tutto
convinto quando ha chiesto al giudice di valutare l'eventuale
riqualificazione del capo di imputazione originario sostituendolo o
affiancandolo con l'ipotesi delittuosa di cui all'articolo 18 del
Regio Decreto 8 febbraio 1923 n.1067, forse sottovalutando che
un'ipotesi delittuosa esclude l'altra proprio perchè riflettente
fattispecie diverse da quelle per le quali era stato disposto il
rinvio a giudizio dei tre giornalisti.
Paolo Del Grosso ha concluso la sua arringa chiedendo la condanna di
Brambilla e De Salvo a 1 anno e tre mesi e di Alfano a sei mesi. In
subordine, ai sensi del RD del 1923 i primi due a otto mesi e Alfano
a sei.
Del Collegio di Difesa il primo a prendere la parola è stato Antonio
di Pietro cui ha fatto seguito Maria Grazia Corti. Complessivamente
novanta minuti di arringa con la quale i due legali hanno affrontato
e dipanato ogni aspetto di diritto e di merito del caso e smontato
le argomentazioni dell'accusa. I due legali, ciascuno partendo da
presupposti diversi e complementari, hanno avuto parole durissime
nei confronti di due appartenenti all'arma dei carabinieri, il
capitano Domenico Di Stravola e il maresciallo Fabrizio Antonelli –
oggi non più in forza al Comando di Merate e nei confronti dei quali
risulterebbero in corso procedimenti disciplinari – definendo il
loro comportamento nella sostanza indegno del nome e della storia
dell'Arma. Sul fronte del diritto i legali hanno prospettato con
esempio di incontrovertibile chiarezza la differenza che il codice
pone tra la tutela del segreto delle comunicazioni private
interpersonali per loro natura inaccessibili se non con la violenza
di un comportamento fraudolento e il libero ascolto di comunicazioni
diffuse via radio in chiaro, ovvero non protette perché non valutate
meritevole di riservatezza.
Il giudice ha ascoltato con molta attenzione gli interventi di Pm e
difesa. Antonio Di Pietro ha rimarcato che la sentenza, qualunque ne
fosse stato il contenuto, avrebbe costituito giurisprudenza perché
interessante tutto il mondo del giornalismo italiano. Maria Grazia
Corti ha citato e chiesto l'inserimento nel fascicolo di una
pronuncia della Corte di Giustizia Europea in tema di diritto di
riservatezza alle fonti di informazioni e di divieto di
perquisizione delle redazioni dei giornali.
La pronuncia di assoluzione avvenuta con la formula piena rende
giustizia ai colleghi del loro comportamento. E' motivo di orgoglio
per tutta la redazione vedere riconosciuta la trasparenza del lavoro
svolto e la legittimità degli strumenti di lavoro. Gli scanner ci
saranno restituiti in men che non si dica. Chi non ha mai cessato di
usarli, a Merate come altrove, continui a farlo senza timore alcuno.
Le motivazioni della sentenza che saranno depositate a breve sono
certo che saranno circostanziate ed esaustive. Voglio sperare che il
Pm valuti opportuno rinunciare all' appello. Non vi sono motivi di
ordine pubblico che inducono al contrario. Per noi la sgradevole e
per molti aspetti penosa vicenda, finisce qui. Chi l'ha voluta è
approdato ad altri lidi. Chi l'ha subita oggi, senza enfasi, incassa
il riconoscimento del proprio corretto agire. Finiamola qui. Il
Tribunale si è pronunciato. Assolti con formula piena. Sigilliamolo
per sempre questo nauseante Vaso di Pandora.


Ciao!

Offline fabiocb

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #27 il: 02 Ottobre 2007, 17:55:02 »
mamma mia sei  un grande!!!

Offline Nembo

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #28 il: 02 Ottobre 2007, 18:18:32 »
Personalmente quando vado in giro con il mio Icom E-90 evito di tenere memorizzare frequenze "strane" e il consiglio spassionato è quello di fare altrettanto.
Tuttavia, visto che di acqua sotto i ponti ne è passata rispetto agli anni '60 e che oggi tutti gli utilizzatori definiamoli "professionali"  :mrgreen: hanno a disposizione apparati radio criptati, in caso di emergenza (ergo... vi pescano mentre ascoltate cose strane)  il buon Nembo vi difenderà (gratuitamente? :grin:) con ottime possibilità di vittoria anche grazie a questa sentenza del 2003, se non erro, che secondo un noto ex PM fa giurisprudenza... se Nembo conferma.
E' vero però che i giornalisti erano stati comunque rinviati a giudizio.... se non siete soliti ricevere avvisi di garanzia a casa, meglio evitare  :mrgreen:
... omissis...

 :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
L' ottimo Derrik non considera che i pescati erano giornalisti, con tutto quel che ne consegue ( detto fuori dai denti: libero accesso in Procura e libero ficcanasamento su fascicoli inaccessibili anche agli avvocati; se pescati a fare qualcosa, libero vittimismo in nome della libertà di stampa; mai una smentita  e mai con caratteri uguali alla notiziona in prima pagina e via discorrendo, insomma parliamo di una casta... ).
E' pacifico che il radioascolto è libero nelle bande radiamatoriali ( oltre alla norma citata da Claudio ET030 vi è il più recente art. 134 lett. 4 D. Legisl. 259\03 ), un po' meno sulle altre frequenze.
Mi spiego.
Siccome la legge è fatta male, nell' all. 26 al D. Legisl. 259\03, all' art 12 lett. 8 è fatto divieto ai radioamatori di "intercettare trasmissioni che non hanno titolo a ricevere e comunque di divulgarne il contenuto".
Poiche' il SWL ufficiale ha un nominativo ministeriale la norma potrebbe essere applicabile anche a costoro. Dico potrebbe perchè, per quanto sotto, c' è spazio per discutere...
Per i liberi ascoltoni nulla è previsto, dato che ogni comportamento punibile deve essere espressamente previsto dalla legge ( principio di legalità: nullum crimen sine lege ).
Il che non esclude che qualche zelante dia un' occhiata allo scanner ed alle memorie e se su queste vi è una frequenza "proibita" aspettatevi sequestro ed indagine. Salvo poi uscirne assolti in un secondo momento, dopo spese e processo.
Ne vale la pena?
« Ultima modifica: 02 Ottobre 2007, 18:20:41 da Nembo »
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Offline Derrick

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #29 il: 02 Ottobre 2007, 18:49:42 »
Carissimo Nembo,
sfondi una porta aperta... i piagnistei dei giornalisti arrivano in alto, quelli delle persone comuni molto meno  :mrgreen:

Il mio consiglio è sempre quello di evitare di dover arrivare al punto di doversi difendere, perché comunque sono rogne (anche se hai ragione e hai un amico avvocato  :mrgreen:), in tutti i casi. E' un po' come in alcune città del nord dove una volta (sempre meno spesso) quando qualcuno aveva ragione in auto (tipo stop, semaforo ecc.) ti veniva addosso per principio.... sicuramente non conviene, poi ognuno fa quel che ritiene opportuno.

Ciao!


Offline Nembo

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #30 il: 02 Ottobre 2007, 18:55:15 »
 :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Appunto ... poi che gusto c' è sentire le modulazioni professionali altrui...
Beati i tempi in cui con gli scanner si sentivano telefonate di corna e bicorna, litigate, triangoli e chi più ne ha ne metta.... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Offline PAPERO ( THE DUCK )

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #31 il: 02 Ottobre 2007, 19:16:14 »
ahaaaaaa bei tempi......mi ero comprato l'inverter 144 a 900 per sentire i cellulari che figata
ma adesso e' possibile sentire i cordless?
ci sono frequenze dove si puo sentire qualcosa?
RTX : FT 890 AT , FT 990 AT , FT 7800 , FT 8800, G7 , WOUXUN KVD1, JACKSON + ECO MASTER PLUS , MB 40
ANTENNA : MANTOVA 5 , X50N , DIPOLO CUSCRUFT D4d
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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #32 il: 02 Ottobre 2007, 21:31:18 »
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Appunto ... poi che gusto c' è sentire le modulazioni professionali altrui...
Beati i tempi in cui con gli scanner si sentivano telefonate di corna e bicorna, litigate, triangoli e chi più ne ha ne metta.... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
73 a tutti posso dirti che le trasmissioni più comiche le sento in radio... e non sulle frequenze permesse, ovvio che vige il discorso segretezza e che è comunque illegale,ma se vuoi sapere cose di prima mano o farti quattro risate è meglio della televisione...

Offline Nembo

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #33 il: 03 Ottobre 2007, 11:37:29 »
... omissis.....ma se vuoi sapere cose di prima mano o farti quattro risate è meglio della televisione...

Ormai la televisione è inguardabile ed inascoltabile. Bene per la radio, sempre e comunque.
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Offline roccobarbi

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #34 il: 03 Ottobre 2007, 15:55:27 »
Confermo sulle "cavolate" in frequenza, almeno qui a Genova. Sulle frequenze locali del 118, se uno esce dal canale 5 (registrato, l'unico che usiamo sugli interventi d'emergenza) e passa al 6 o al 12 è uno zoo. Cioè, non sempre, ma a volte c'è da mettersi le mani nei capelli!

Offline mcori

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #35 il: 10 Giugno 2008, 08:48:36 »
le frequenze sono pubbliche !?


Offline Nembo

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« Risposta #36 il: 10 Giugno 2008, 09:02:54 »
le frequenze sono pubbliche !?
sono "pubbliche" nel senso che sono in chiaro. Non le dovresti ascoltare perchè il radioascolto è libero e legale solo sulle frequenze radioamatoriali, ma se "per caso" capiti la' sopra..... ;-)
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Offline mcori

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Re: Mi confermate una volta per tutte che il radioascolto è legale?
« Risposta #37 il: 10 Giugno 2008, 13:30:08 »
frequenze pubbliche perche' sono pubblicate sulla gazzetta ufficiale es. freq protezione civile, sanita etc etc. !!!