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Post - Rommel

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Salve a tutti.

Se fosse vero, da come si sente dire su notiziari, che per qualcuno (percentuali basse) porta alla polmonite (e/o morte), mentre per altri ad una semplice influenza senza complicazioni, allora probabilmente l'inizio del contagio di questo virus potrebbe essere iniziato molto prima di come viene riportato dai notiziari.

Mi sembra che per alcuni casi non ci siano neanche sintomi particolari (da come dicono in TV), quindi non è da escludere che persone infettate si siano spostate in tutto il mondo prima che si avesse conoscenza del problema.

Come al solito si chiude la stalla quando i buoi sono già fuggiti.

Poi il licenziamento dei vari governatori delle zone della Cina colpite dal virus, mi fa pensare che anche questa volta, nonostante sembri il contrario, è stato dato l'allarme con molto ritardo.

Visti tutti i casi di influenza che da qualche mese circolano in tutta italia, non è sa escludere che una parte di questi sia dovuto al corona virus.

I casi conclamati sono quelli che, per le complicanze, hanno portato al ricovero e quindi all'accertamento della causa da imputare a questo virus.

Che dire ... incrociamo le dita, stiamo in campana e speriamo bene.

Saluti a tutti da Alberto.

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discussione libera / Re:Oggi vado sul Monte Conero di Ancona!
« il: 16 Febbraio 2020, 13:49:04 »
Salve a tutti.

Se avessi avuto l'apparato per la 27 MHz avresti sicuramente trovato qualcuno sul canale 18 (zone Macerata, Recanati, Montefano). A volte c'è qualcuno anche sul canale 8 (da Ancona e zone limitrofe), ma in LPD o PMR non saprei che dire.

Io sto a Castelfidardo, ma sul versante sud della collina, quindi in direzione nord non sono certo di arrivare neanche sulla 27. Ho un ostacolo di circa 100 metri di collina!


Saluti a tutti da Alberto

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Radio Ascolto / Re:Tecsun PL660 vs Sangean ATS 909X
« il: 08 Febbraio 2020, 00:10:45 »

E' una vita di tempo che non passo da Poggibonsi....


In un primo momento non capivo cosa centrava Poggibonsi con l'argomento.

Poi guardando il cartellino adesivo nella parte alta dello strumento ho capito.

Diciamo che Poggibonsi è stato il punto di partenza dello strumento prima che arrivasse nell'attuale posizione, cioè Osimo (AN) ed in particolare in località Campocavallo, cioè dove lavoro io.
Mi sembra che lo abbiamo acquistato (usato) circa un anno e mezzo fa per testare delle sonde che devono misurare la conduttività dell'acqua.

Saluti a tutti da Alberto

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Radio Ascolto / Re:Tecsun PL660 vs Sangean ATS 909X
« il: 07 Febbraio 2020, 12:04:47 »
... I piu diffusi sono i modelli SPM-11/SPM-15/SPM-19 ...

Salve a tutti

Io ne ho uno nel laboratorio dove lavoro (non quello di casa).

Lo si usa saltuariamente per testare il disaccoppiamento di 2 sonde che deve essere superiore ad un dato valore.

Dà l'idea di uno strumento d'altri tempi.

Per chi soffre di mal di schiena è meglio non spostarlo da dove si trova, sembra pieno di piombo.

Saluti a tutti da Alberto

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Elettronica & Radiotecnica / Re:Come ricaricare le pile ni - mh
« il: 03 Febbraio 2020, 15:02:31 »
Salve a tutti.

Da esperienze fatte in passato con le pile ricaricabili (sia Ni-Cd che Ni-Mn) una scarica simultanea ed identica di tutti gli elementi messi in serie e collegati all'apparecchiatura oppure un carico qualsiasi è impossibile.

Ci sarà sempre un elemento che si azzera prima degli altri e, se lasciato collegato, riceverà una corrente che entra dal suo polo negativo ed esce dal positivo, come se venisse caricato a polarità invertita.

L'unico modo per limitare il problema, anche se parecchio scomodo da utilizzare, è costruirsi uno "scaricabatterie" con tanti posti quanti sono gli elementi che servono per il pacco.

Ogni elemento deve avere collegato tra il + ed il - un diodo ed una resistenza in modo che la resistenza provveda a scaricare l'elemento, mentre il diodo ferma la scarica quando la tensione scende sotto la soglia di conduzione cioè 0,6 - 0,7 V.

In questo modo ogni elemento si scaricherà più o meno velocemente (a seconda della carica residua) fino ad arrivare a 0,6 V (quasi) uguale per tutti.

Dopo di questo si può passare alla ricarica a corrente costante, mettendo tutti gli elementi in serie in modo che ricevano tutti la stessa corrente di ricarica.

Il tempo di ricarica sarà: corrente (ampere/ora) di ogni elemento diviso la corrente di ricarica ed al risultato bisognerà aggiungere circa un 40% di tempo in più.

Se la corrente sarà impostata ad 1/10 degli ampere/ora di ogni elemento, si potrà aggiungere solo il 30 o 35% in più (e non 40%), mentre se la corrente sarà più alta, per velocizzare la carica allora si userà il 40% in più.

Nei casi in cui si voglia ancora aumentare la corrente di ricarica, per diminuire i tempi, si può arrivare anche al 50% in più, ma in questo caso bisogna fare attenzione alla temperatura che raggiungono i vari elementi, perché potrebbero danneggiarsi se non "scoppiare".

In ogni caso una carica troppo rapida accorcia la vita (già breve) degli elementi.

Il n° delle ricariche riportate su alcuni elementi (mi sembra che adesso non sia più riportato) non ha niente a che fare con la realtà, è un numero casuale tanto per convincere l'acquirente (tipo la potenza doppia in SSB di certi lineari x CB).

Saluti a tutti da Alberto

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discussione libera / Re:Galaxy Saturn...L20 e L21 info
« il: 27 Gennaio 2020, 23:20:43 »

... Credo che uno dei più esperti di queste board sia Alberto Rommel, magari attendo il suo parere a riguardo ...


Salve a tutti

In verità non è che sia proprio così esperto, quello che so l'ho ricavato dai miei esemplari più o meno disastrati di apparati con PCMA001S.

In particolare il mio Tristar 848 ha avuto tanti problemi (alcuni risolti adottando "licenze poetiche" alle istruzioni del manuale di servizio), ma mi sembra che non abbia mai avuto quello dello slittamento della frequenza tra RX e TX.

La Cybernet, probabilmente nelle sue ultime produzioni della PCMA001S, aveva adottato varie modifiche tra cui una probabilmente per risolvere anche questo problema. Infatti nel mio caso è presente di fabbrica uno stabilizzatore a 8V al posto del transistor Q36 + zener.
Non si tratta di un 7808, che mi sembra abbia bisogno di almeno 3 volt in più in ingresso per poter stabilizzare, ma ha un'altra sigla (che ora non ricordo ma potrei ricavare aprendolo) in grado di sabilizzare con un dislivello in/out minore (mi sembra 1,5V).

Gli esemplari vecchio tipo, cioè con transistor + zener, nel mio caso sono degli Alan 88S che, visto l'esiguo numero di canali (non hanno neanche i 40 regolamentari) difficilmente li utilizzo al posto del Tristar ed anche in quei rari casi difficilmente in SSB.

Purtroppo in internet non si trova lo schema aggiornato, ma solo quello vecchio e il manuale di servizio fa riferimento alla versione vecchia, infatti alcune delle tensioni di riferimento del circuito sono differenti, oltre naturalmente alle altre modifiche circuitali presenti.

Saluti a tutti da Alberto.

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Autocostruzione / Re:Canna da pesca
« il: 20 Gennaio 2020, 11:39:55 »
Salve a tutti.

Il motivo principale per cui un wattmetro segna valori fasulli quando il carico non è perfettamente resistivo è perché viene spacciato per wattmetro uno strumento che in realtà è un voltmetro, quindi solo se la corrente è in fase con la tensione, perché il carico resistivo è noto (50 ohm) allora ad un valore di tensione si può far corrisponde un valore di potenza da mettere sulla scala graduata di uno strumento a lancetta.

Un vero wattmetro deve poter misurare la tensione, la corrente e l'angolo di sfasamento fra tensione e corrente.
Poi oltre questo si potrebbe disquisire sulla capacità dello strumento di misurare effettivamente il valore efficace della tensione e della corrente quando la forma d'onda non è esattamente una sinusoide, però si entrerebbe in un altro tipo di problematica più complessa che è meglio tralasciare.

Saluti a tutti da Alberto

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Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 19 Gennaio 2020, 14:09:52 »
Salve a tutti.

Vi aggiorno (solo per chi interessa l’argomento) la situazione riguardante l’attenuatore.

Dopo gli ultimi post in cui mi era stato evidenziato che l’S-meter di un RTX CB non è adeguato per stabilire se l’attenuatore fa realmente il suo dovere, mi sono messo a fare varie prove con il generatore, l’oscilloscopio e l’attenuatore, per vedere se si riusciva ad ottenere qualche misura “decente” che potesse dare un’idea sul reale funzionamento.

Per prima cosa non è necessario applicare in ingresso 1Vrms per vedere in uscita 100µV (cosa alquanto difficile con l’oscilloscopio), infatti ho potuto applicare 20Vpp (10 su carico da 50 ohm) fino ad una frequenza massima di 25 MHz, mentre oltre i 25 MHz 10Vpp (5 su carico da 50 ohm), perché questi sono i limiti massimi permessi dal mio generatore.

Con questi segnali in uscita si vede qualcosa anche se difficile da misurare.

Purtroppo l’oscilloscopio (recentemente acquistato) lo conosco ancora poco perché nel corso degli anni sono passato da assiduo lettore di articoli sulle riviste di elettronica a pigro nella lettura (mi addormento), quindi il manuale dell’oscilloscopio non ho avuto ancora voglia neanche di guardarlo.

Comunque, cercando nei vari menù ho trovato uno spettacolare filtro digitale da applicare al segnale misurato.

In pratica si può scegliare tra “passa alto”, “passa basso”, “passa banda” ed “elimina banda” e per ognuno si può, entro certi limiti, impostare le  frequenze d’intervento.

Impostando un passa banda centrando i limiti rispetto alla frequenza del segnale da misurare, si ottiene una pulizia prodigiosa del segnale misurato.

Con questo sistema ho finalmente potuto fare delle misure decenti ed ho cosi potuto constatare nella pratica quanto detto su precedenti post da r5000 e IK4MDZ-Franco.

In pratica è vero che l’attenuatore nella banda 25 - 30 MHz si comportava più o meno in modo uniforme, ma l’attenuazione era molto inferiore a quella che ci si poteva attendere in base alle resistenze impiegate, inoltre scendendo di frequenza l’attenuazione si avvicinava effettivamente a -80dB (diciamo sotto i 10 MHz), mentre aumentando l’attenuazione diminuiva fino a valori inferiori a -60 dB.

Dopo vari esperimenti e variazioni sui valori del pi greco, mi sono anche accorto che lo schermo centrale, così come l’avevo messo cioè saldato solo dal lato inferiore, non aveva alcun effetto se non addirittura peggiorava la situazione.

Il fine settimana scorsa ho lavorato per creare 3 “scompartimeni” schermati e, con il poco spazio disponibile, quello che ho potuto fare è già un miracolo.

Poi mi sono messo a pensare come fare i 3 possibili pi greco considerando soprattutto che le resistenze necessarie per farli attenuare 20 o 40 dB sono difficili da avere se non con paralleli di resistenze che non sarebbero mai entrate nel mio attenuatore.

Da appassionato del “fai da te” su tutti gli argomenti, mi sono “fatto da me” un foglio di calcolo per vedere se riuscivo ad ottenere un’attenuazione finale di 80 dB usando solo resistenze di valori standard al 5% di tolleranza.

Il risultato è stato positivo secondo lo schema che allego.
L’attenuazione da calcolo non è esattamente -80 dB e l’impedenza d’ingresso e d’uscita non è esattamente 50 ohm, ma per quello che devo fare io penso che sia più che sufficiente.

Ho potuto provare l’attenuatore tra 10 e 60 MHz e da quanto si vede sull’oscilloscopio, l’attenuazione è costante.

Nella foto dell’oscilloscopio (a 60 MHz) si vede il segnale superiore di uscita dell’attenuatore che per farlo emergere dalla nebbia ho dovuto smanettare molto con il trigger ed è un segnale pietoso, mentre lo stesso segnale dopo il filtro di banda assume una fisionomia più simile ad una sinusoide.

In pratica su carico da 50 ohm esce 0,5 mVpp con un segnale d’ingresso di 5 Vpp sempre su carico da 50 ohm.

Aggiungo due foto dell’attenuatore non molto bello esteticamente, ma considerando le dimensioni e le difficoltà di saldare in piccoli spazi parecchie resistenze, diciamo che il risultato finale è quello che conta.

Aggiungo un applauso a tutti quelli che, con la loro esperienza, hanno contribuito alla riuscita dell’attenuatore.

Saluti a tutti da Alberto.

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Autocostruzione / Re:Canna da pesca
« il: 16 Gennaio 2020, 14:55:33 »
... Forse si potrebbe rendere una canna da pesca "trasportabile" e di facile montaggio e rendere così l'antenna per un uso "outdoor"...

Salve a tutti.

Non so se l'uso della canna da pesca per le frequenze radioamatoriali ha delle problematiche in più rispetto alla sola 27 MHz, ma posso garantire che la mia mezz'onda su canna da pesca, realizzata ormai da qualche anno (per la 27), che utilizza come radiatore uno spezzone di conduttore flessibile unipolare isolato da elettricisti (mi sembra che sia da 1,5 mm quadri ma si possono usare anche sezioni maggiori), si apre ed installa in 5 minuti scarsi e si disinstalla in meno di 3 minuti. Basta un po di fantasia (io ne ho molta forse troppa) e si trova la soluzione.

Io la monto prima di andare in trasmissione e la smonto quando smetto. Vento temporali e fulmini non sono un problema, perché in quei casi l'antenna è chiusa in casa e non corre nessun pericolo.

Per mostrarla ad alcuni CB di zona, me la sono portata dietro in auto ed entra benissimo nel bagagliaio.

Predisponendo un'opportuno palo portatile da bloccare in posizione sotto una gomma dell'auto, potrebbe essere facilmente usata in postazione mobile con l'auto in sosta.

Saluti a tutti da Alberto

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DX su banda cittadina / Re:CB per trasmissioni a lungo raggio (DX?)
« il: 16 Gennaio 2020, 11:01:00 »

... sono entrato nel forum vedendo la sezione "DX su banda cittadina" ...
... se una persona leggesse gli ultimi post capirebbe che la 27mhz non permette il DX...e io mi chiedo perché c'è una sezione nel forum!?


Salve a tutti.

Dopo tante chiacchiere effettivamente la domanda di Egnos87 è più che mai sensata.

Aggiungo che nella sezione "ricetrasmettitori banda cittadina" c'è una sotto sezione intitolata "Modifiche apparati CB".

Anche questa potrebbe sembrare una istigazione a diventare "fuori legge".

Sapendo comunque com'è la realtà dei fatti, diciamo che a mio parere, sapendo cosa dice la legge al riguardo, uno può anche decidere sotto la propria responsabilità come comportarsi.

Saluti a tutti da Alberto

11
discussione libera / Re:ANL per apparato che non lo ha...
« il: 13 Gennaio 2020, 22:46:39 »
Salve a tutti.

Non so se ha subito nel tempo delle evoluzioni di funzionamento, ma all'epoca (anni '80) mi ricordo di aver letto qualcosa riguardo le due diverse funzioni che hanno l'ANL e l'NB.

Mi sembra che l'NB sia maggiormente studiato per attenuare disturbi fissi, come ronzii continui captati dall'antenna oppure quelli provenienti dal motore dell'auto (di quel tempo).

Su alcuni apparati mi ricordo di aver notato che funzionava bene anche per il crepitio captato dall'antenna quando passavano i motorini sotto casa.

Comunque il solo NB è un po' poco.

Si è parlato dell'argomento anche in un vecchio post al seguente link:
https://www.rogerk.net/forum/index.php?topic=5533.0

Non so se può essere d'aiuto.

Saluti a tutti da Alberto.

12
Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 07 Gennaio 2020, 16:31:57 »
Salve a tutti.

Nei miei PC di casa uso linux quindi i programmi eseguibili di windows non funzionano.

Domanda:
a) con quei programmi di calcolo è possibile calcolare un'unica cella a pi greco con attenuazione -80 dB?
b) nel caso sia possibile che valori escono fuori?

Mi piaceva far entrare tutto sul piccolo contenitore che ho già. Per fare più celle mi dovrei procurare un contenitore metallico più grande che in questo momento non ho e quindi dovrei procuramelo.

Saluti a tutti da Alberto

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Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 07 Gennaio 2020, 09:04:59 »
Salve a tutti.

@IK4MDZ-Franco

Tu come faresti un attenuatore che attenui un segnale da 1 V fino a 100 µV?

Se non mi sono sbagliato nei calcoli, l'attenuazione necessaria dovrebbe essere -80 dB.

Considera che il mio intento è quello di utilizzare il mio generatore di funzioni anche come se fosse un generatore RF almeno per la 27 MHz (il mio arriva a 60 Mhz), ma con la necessità di attenuare fortemente il livello del segnale di uscita visto che è impossibile impostare valori bassi come servirebbero per verificare un RTX CB.

Nei manuali di servizio degli apparati CB si parla di applicare segnali molto bassi per non fare entrare in funzione l'AGC, quindi immagino pochi microvolt, fino ad un massimo di 100 µV quando si deve tarare l'S-meter in ricezione.

Da prove fatte (non so quanto precise) sembrerebbe che l'impedenza d'ingresso degli apparati CB, quando sono in ricezione, non sia esattamente 50 ohm come si dice genericamente (vedi precedenti post), quindi un attenuatore con impedenza di uscita 50 ohm non garantirebbe il segnale voluto sul carico.

Se hai soluzioni migliori fammi sapere, casomai quando avrò tempo potrei provare un eventuale alternativa a quello che ho realizzato ora.
Più sarà affidabile l'attenuatore e più lo sarà anche l'allineamento dell'apparato.

Saluti da Alberto.

14
Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 06 Gennaio 2020, 16:56:06 »
Salve a tutti.

“Habemus Papam” ... fumata bianca!
Niente paura ... non si è bruciato l’attenuatore è solo che ho trovato un po’ di tempo per finirlo.

La prima considerazione è che l’immagine messa da R5000 nell’ultimo post, in particolare l’ultima cella da -40 dB del pi greco, mi ha confermato che ero sulla strada giusta, infatti il mio primo schema in pratica è equivalente, ma con i valori riportati (25 Kohm) avrebbe un’attenuazione di -60 dB, mentre con 250 Kohm (correzione del mio secondo post) risulterebbe -80 dB proprio come serve a me per attenuare il mio generatore.

Naturalmente le resistenze da 25K o 250K non influenzano quasi per niente l’impedenza di ingresso ed uscita dell’attenuatore per cui in ingresso ed in uscita si possono mettere senza problemi 2 resistenze da 50 ohm.

La seconda considerazione è che nel mio caso l’attenuazione non serve per un carico effettivo da 50 ohm, ma per applicare il segnale all’ingresso dell’antenna degli apparati RTX CB, quindi ho optato per la versione con ingresso a 50 ohm, uscita ad 1 ohm e 10 Kohm tra ingresso ed uscita.

Nella mia realizzazione non ho effettuato i collegamenti più brevi, perché il supporto metallico dove ho fissato i BNC è parzialmente flessibile quindi qualche piccolo movimento, in fase di inserimento e disinserimento dei BNC, è molto probabile ed in questi caso se i reofori delle resistenze fossero perfettamente allineati rispetto ai punti di saldatura, si giungerebbe in breve tempo alla rottura per interruzione delle resistenze, quindi ho realizzato delle curve per aumentare l’elasticità e permettere un minimo di mobilità delle stesse resistenze.
Questo naturalmente “rema contro” la frequenza massima di utilizzo del dispositivo, ma penso che per la 27 MHz non sia un problema.

Ho anche aggiunto, per precauzione, uno schermo tra ingresso ed uscita con un foro passante per far passare la 10Kohm.

Dove è stato possibile ho messo resistenze ad “impasto” che sono tipicamente anti induttive.

Tra le mie resistenze da 1 ohm non ne ho trovata nessuna centrata come valore, quindi essendo in possesso di un sacchetto di resistenze fuori standard da 2 ohm, ho pututo utilizzarne 2 in parallelo per fare il valore di 1 ohm abbastanza preciso.

Testare l’attenuatore con l’oscilloscopio è difficile, perché il segnale di uscita è troppo basso, infatti la forma d’onda che si poteva visualizzare era effettivamente attenuata 10000 volte rispetto a quello di ingresso, ma presentava anche parecchi disturbi che rendevano la sinusoide molto sfocata e scarsamente definita.

La prova effettiva l’ho fatta con il mio President Herbert che dovrebbe essere tarato per S 9 = 100 µV, infatti generando 2V rms a vuoto, cioè 1 Vrms su carico da 50 ohm, ho ottenuto in uscita un segnale che l’apparato ha mostrato essere effettivamene come S 9.

Sapendo che l’attenuatore funziona, potrei generare tutti i segnali indicati nella tabella di Arnaldo per verificare anche i ricevitori HF.

Volevo solo la conferma di Arnaldo che i segnegnali indicati in tabella sono valori RMS e non di picco o altro.

Aggiungo qualche foto.

Saluti a tutti da Alberto

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Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 02 Gennaio 2020, 20:53:41 »
Salve a tutti.

Quindi se l’impedenza d’ingresso varia al variare del livello di AGC è inutile fare calcoli per il pigreco con resistenze all’ 1% e calcolate in modo che l’ingresso dell’attenuatore abbia 50 ohm quando sulla sua uscita è applicato un carico sempre di 50 ohm (l’RTX in ricezione) visto che in realtà potrebbe superare i 150 ohm.

Comunque l’attenuatore lo volevo utilizzare non solo per tarare l’S-meter, ma anche per allineare tutta la catena di ricezione applicando all’apparato i segnali previsti dai manuali di servizio (quando disponibili).

Avendo a disposizione, sul nuovo generatore, anche la modulazione in frequenza (in realtà non ho ancora visto come si imposta), potrei anche tarare la parte FM che fin’ora mi sono sempre astenuto da regolare (non avendo mai avuto un generatore adeguato).

Comunque ho già pensato ad una possibile soluzione all’impedenza variabile del RTX in ricezione.

In riferimento allo schema iniziale del primo post, se mettessi in parallelo all’uscita una resistenza da 1 ohm (invece che 50) e tra ingresso ed uscita 10 Kohm al posto di 250 Kohm, l’attenuazione (da calcolo) sarebbe sempre -80 dB, ma la V out varierebbe pochissimo se il carico varia tra 50 e 150 ohm (o più), infatti il parallelo di 1 ohm con una 50 ohm porterebbe ad un diminuzione del valore totale di solo il 2%, mentre se l’ingresso dell’RTX fosse più alto di 50 ohm, la diminuzione sarebbe anche inferiore.

L’unico problema è che avrei preferito fare tutto l’attenuatore con resistenze ad “impasto” antiinduttive, ma da 1 ohm ne ho solo del tipo a “strato”, diciamo che per la 27 MHz andrà bene ugualmente.

@microonda

Il mio vecchio generatore (ha sicuramente più di 10 anni) è un semplice oscillatore al quarzo (al momento non ho lo schema sotto mano) sicuramente simile a quelli che hai già realizzato e sperimentato tu, anzi quelli che hai sperimentato avranno sicuramente prestazioni superiori al mio.

Il problema di quel generatore non è tanto l’oscillazione, ma quanto la sua attenuazione d’uscita per portarlo ai valori necessari alla verifica degli RTX.

Comunque ti metto alcune foto per evidenziare ciò che ho dovuto fare per evitare “spifferi” indesiderati di radiofrequenza in uscita.
Guarda caso anche su questo (mi sono accorto dopo che l’ho aperto) avevo messo una resistenza da 1 ohm in parallelo all’uscita.

Il segnale RF proveniente dal generatore l’ho applicato direttamente al potenziometro per variarne l’ampiezza ed ho realizzato una schermatura “home made” per il conduttore che porta il segnale attenuato in uscita.

Ho persino schermato la parte posteriore del connettore d’uscita (forse un’accortezza inutile).

I livelli di segnale (da S1 a S9) riportati sull’indice della manopola, li avevo ricavati per confronto con il President Herbert.

La modulazione di ampiezza l’ho realizzata con un trasformatorino 600/600 preso da un vecchio modem per PC andato in fumo (non il trasformatore naturalmente) con un avvolgimento in serie all’alimentazone dell’oscillatore e l’altro all’ingresso del BNC per collegare un generatore BF.

Appena possibile sperimenterò l'attenuatore con le resistenze modificate per vedere cosa esce fuori.

Saluti a tutti da Alberto.

16
Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 31 Dicembre 2019, 19:45:58 »
Salve a tutti.

Proseguo con le prove mettendo al posto del carico fittizio 2 RTX in ricezione di cui:

IMP05) un President Herbert che ho da molti anni ma è un apparato (caso rarissimo) che non ho mai aperto per modificarne le regolazioni, per cui a parte le variazioni dovute all’invecchiamento tutto quanto è regolato come all’origine.

IMP06) con questo apparato collegato al posto del carico fittizio si ottiene un valore di circa 76 mVpp, quindi come se avesse un’impedenza d’ingresso di 158 ohm.

IMP07) un Alan 88S acquistato da pochi anni come fondo di magazzino invenduto, quindi nuovo, mai usato neanche da me (solo acceso per vedere se funzionava)

IMP08) con questo apparato collegato al posto del carico fittizio si ottiene un valore di circa 72 mVpp, quindi come se avesse un’impedenza d’ingresso di 128 ohm.

A questo punto tutte le misurazioni fatte sulle resistenze per fare in modo che l’attenuazione fosse più precisa possibile sono andate a “pallino”.

Quindi un attenuatore che permetta di avere in uscita un valore preciso quando connesso con un apparato CB non è fattibile, a meno che lo stesso attenuatore non abbia una impedenza d’uscita talmente bassa che la variazione del “carico” (l’ingresso dell’apparato) influisca poco sul valore effettivo applicato.

Immagino che il problema derivi dal fatto che gli apparati CB sono costruiti in modo economico e spero che lo stesso problema non si presenti sugli apparati professionali per radioamatori.

Saluti a tutti da Alberto.

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Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 31 Dicembre 2019, 19:16:34 »
A tale proposito volevo porre alcune domande ...

L'impedenza di uscita degli apparati CB so che in trasmissione è di 50 ohm, ma un dubbio mi viene sull'impedenza che si vede all'uscita dell'antenna quando la uso come ingresso di segnale.

E' sempre 50 ohm?

Faccio questa domanda perché l'ampiezza del segnale applicato all'apparato dipende anche dalla sua effettiva impedenza.


Salve a tutti.

La costruzione dell’attenuatore è a buon punto, ma un dubbio espresso nel mio post è rimasto perché non ho avuto nessuna risposta (vedi citazione soprastante).

In pratica l’impedenza di uscita in trasmissione è sicuramente 50 ohm perché la taratura dei circuiti di adattamento d’uscita prevedono che siano regolati per la massima potenza su un carico fittizio da 50 ohm e la cosa si ottiene quando le 2 impedenze sono uguali, ma per quanto riguarda la ricezione non c’è niente che assicuri che l’impedenza di ingresso sia 50 ohm, che è la condizione essenziale per cui un attenuatore possa funzionare adeguatamente.

Per questo motivo ho eseguito una serie di prove per confermare l’impedenza di igresso degli apparati in ricezione.

IMP01) per prima cosa ho regolato il generatore per erogare 100 mVpp a 27.125 MHz (canale 14 CB).

IMP02) misurando il valore con l’oscilloscopio (impedenza di ingresso 1 Mohm) si ottiene un valore di 97,6 mVpp con qualche disturbo che sfoca leggermente la linea del segnale;

IMP03) con impedenza d’ingresso dell’oscilloscopio impostata a 50 ohm si
ottiene un valore di 50,4 mVpp, quindi molto vicino alla metà del segnale applicato.

IMP04) applicando in parallelo al segnale il mio carico fittizio (autocostruito) e riportando l’ingresso dell’oscilloscopio ad 1 Mohm, si ottiene l’esatto ed identico valore della foto IMP03, a dimosrazione che i 50 ohm dell’oscilloscopio sono identici a quelli del carico fittizio.

A questo punto devo proseguire su un successivo post perché non ho più spazio per altre foto.

Saluti a tutti da Alberto.

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Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 24 Dicembre 2019, 19:11:16 »
Salve a tutti

Finalmente ho trovato un po' di tempo per mettere mano all'attenuatore.

La filosofia di quasi tutte le mie ultime autocostruzioni è sempre la stessa, cioè usare per quanto possibile materiali di recupero, diciamo "autocostruzioni da discarica".

In questo caso avevo un pezzo di tubo quadrato in alluminio anodizzato avanzato dall'autocostruzione di un mobiletto per PC.
E' nel mucchio delle cianfrusaglie ormai da qualche anno, in attesa di una destinazione più utile di una semplice discarica, ed ho deciso che il destino più indicato è proprio questo attenuatore.

Vista la difficoltà nell'utilizzarlo (uniche aperture sui 2 lati stretti), ho ricavato da uno scarto di lamiera zincata (pezzo di profilato ad "L" per fissaggio del cartongesso) 2 pezzi ad angolo retto che ho sagomato in base delle misure interne del tubo di alluminio, in modo che, saldandole insieme, possono scorrere all'interno del tubo e fare da supporto ai 2 BNC per l'ingresso ed uscita del segnale.

Ho la fortuna di avere qualche resistenza ad "impasto" che sono notoriamente anti induttive anche se con tolleranze abbastanza ampie.

Come primo tentativo provo a realizzare il pigreco del mio schema iniziale per vedere se funziona nella speranza che non ci siano passaggi di RF su percorsi differenti rispetto alle sole resistenze.

Per l'ingresso ho selezionato 2 resistenze che misurano esattamente 100 ohm da mettere in parallelo, mentre per l'uscita ho trovato una 47 ohm che nella realtà, a causa delle tolleranze, ha un valore di 50 ohm.

Tra ingresso ed uscita ho selezionato una resistenza da 220Kohm che nella realtà ha un valore di 250 Kohm.

Spero che in presenza di RF (27 MHz) i valori rimangano tali.

L'attenuazione per portare 1V rms a 100µV dovrebbe essere (se non ho capito male la formula del dB) - 80dB.

Poi se tutto dovesse funzionare come mi auguro, avrei a disposizione tutti i segnali necessari per tarare gli s-meter variando opportunamente il segnale d'ingresso con il generatore di funzioni.

Approfitto per augurare a tutti un Buon Natale e Buone Feste.

Saluti a tutti da Alberto.

19
Elettronica & Radiotecnica / Re:portafusibile 5x20 portata 25a.
« il: 19 Dicembre 2019, 11:38:55 »
Salve a tutti.

Ci sono quelli di questo tipo:

https://it.rs-online.com/web/p/fusibili-per-auto/8527354

e relativo portafusibile:

https://it.rs-online.com/web/p/portafusibili-in-linea/3375234/

Solo che è adatto solo per basse tensioni, quindi non per la 220V.

In alternativa si potrebbero cercare i fusibili e relativi portafusibili per impianti industriali. In questo caso si sale di prezzo e di ingombro.

Saluti a tutti da Alberto

20
Autocostruzione / Re:Misurare la Percentuale di Modulazione in AM
« il: 19 Dicembre 2019, 09:30:09 »
Salve a tutti.

Le mie esperienze sulla regolazione della modulazione in AM sono limitate a pochi esemplari di RTX CB.

In particolare, visto il numero di apparati che ho con lo stesso circuito di base, la vecchia PCMA001S.

Non ho analizzatori di spettro e la regolazione l'ho sempre fatta con l'oscilloscopio collegato sul carico fittizio.

In particolare nella PCMA001S è possibile regolare il livello della portante e la percentuale di modulazione.

Applicando il segnale BF al posto del microfono, previsto sul manuale di servizio, regolo entrambi in modo che la modulazione rimanga appena sotto il limite in cui (da oscilloscopio), si inizia a vedere l'appiattimento della cresta.
Naturalmente il livello della portante lo regolo in modo che l'inizio dell'appiattimento sia identico (o quasi) sia sopra che sotto, e questo non avvieme mai con la portante massima dichiarata dall'apparato 7W, ma quasi sempre intorno ai 3 - 4W.

Fino a qui sembra tutto OK e tutto perfetto, ma in realtà, trattandosi di apparati economici (perlomeno costruttivamente) e semplificati al massimo nella circuiteria, i nodi vengono al pettine quando interrompe e si riprende la modulazione della BF e quindi si deve confidare nel funzionamento dell'ALC.
Naturalmente, come ci si può attendere, l'ALC ha un certo tempo di risposta, quindi l'attacco della BF inizia sempre con un appiattimento marcato del segnale modulato, per poi tornare rapidamente alla modulazione "apparentemente" perfetta.

A questo punto ci si potrebbe domandare: come funziona con il parlato reale sul microfono magnetico (non preamplificato)?... Uno schifo!!!

Ogni parola è in pratica un attacco della BF e, a meno che non si fischia per più di qualche secondo, c'è sempre l'appiattimento dovuto al ritardo dell'ALC.
In pratica il segnale BF previsto nel manuale non serve a niente (o quasi) o solo per una regolazione di massima, ma che in realtà vuole dire poco dal punto di vista della modulazione reale.

Naturalmente ad una prova di ascolto da parte di qualcun'altro che ti riceve, si ottiene una risposta "modulazione perfetta", quindi che fare?
Si lascia così com'è pur avendo visto qual'è la realtà dei fatti.
Poi ci si lamenta che questo tipo di apparati modula in negativo ... direi che modula in distorsione permanente.

Per fortuna nel mio caso non ci sono lamentele dei vicini, forse per la bassa potenza e per merito della mezz'onda su canna da pesca con RF Choke per evitare l'irradiazione della calza.

Qualcuno potrebbe domandarsi: perché non ne comperi uno nuovo che funziona meglio?
Perchè mi piace il "vintage" e si tratta di apparati più o meno del periodo in cui ho iniziato a parlare sulla CB e, visto "l'andazzo" della 27 MHz, non so se conviene spendere altri soldi.
Molto meglio "giocare" con quello che si ha.

Saluti a tutti da Alberto.

21
discussione libera / Re:Massima propagazione
« il: 18 Dicembre 2019, 18:15:09 »
Salve a tutti.

... Che dire ...

I detersivi moderni fanno miracoli!!! [emoji1]  [emoji295]


Saluti a tutti da Alberto.

22
Salve a tutti.

Se vuoi avere un'idea dello spunto che potresti avere (naturalmente non un valore preciso ma indicativo), dovresti staccare i fili del trasformatore che vanno al ponte raddrizzatore e:
a) devi misurare la tensione a vuoto del trasformatore (in alternata);
b) devi applicare un carico resistivo all'uscita del trasformatore;

Sarebbe meglio che il carico applicato assorba la corrente nominale di uscita del trasformatore (in alternata), per una maggiore precisione della misura, ma anche un'altro valore potrebbe andare bene.

Devi sapere esattamente il valore ommico del carico oppure devi misurare la corrente che passa quando applicato il carico.

c) devi misurare la tensione di uscita a carico del trasformatore.

A questo punto puoi calcolare la resistenza totale di perdita del trasformatore cioè V a vuoto meno V a carico diviso la corrente di carico.

Non si tratta di un calcolo preciso ma abbastanza indicativo.

Quando sai la resistenza del trasformatore puoi considerare come corrente di cortocircuito V a vuoto diviso la resistenza interna.

Quindi lo spunto sarà sicuramente inferiore a questo valore perché intervengono anche altri parametri ed altri componenti che limiteranno la corrente massima.

Inoltre se invece di un condensatore unico di un dato valore, ne metti più di uno di valori inferiori fino al raggiungimento dello stesso valore per somma (tipo 5 condensatori da 2000µF al posto di uno da 10000µF) la corrente di spunto sarà più alta rispetto al caso di un solo condensatore, quindi con tutti i vantaggi e svantaggi che  questa configurazione comporta.

Saluti a tutti da Alberto

23
discussione libera / Re:la 27 è sempre la 27
« il: 17 Dicembre 2019, 00:01:34 »
Salve a tutti.

Anche dalle mie parti (province di Ancona e Macerata) rispetto ai periodi più bui qualcosa si è risvegliato.

Purtroppo i più anziani e più tenaci nel mantenere in vita la 27 MHz sono andati su una banda che non si riceve con nessun tipo di RTX.

I rarissimi casi di nuove leve, dopo alcuni mesi sono scomparsi quindi qualcosa ancora si muove ma la prospettiva è negativa.

L'unica speranza è che quelli che ancora saltuariamente si presentano in frequenza, una volta andati in pensione e con più tempo a disposizione, possano ripopolare in modo permanente la 27 e questo possa in qualche modo attirare qualche nuova leva interessata all'argomento ricetrasmissione.

Chi vivrà vedrà ...

Saluti a tutti da Alberto

24
Salve a tutti.

Anche io confermo che da un po' di tempo ci sono problemi con i caratteri, ma nel mio caso mi trovo in una situazione completamente opposta a quella di Pieschy.

Per prima cosa uso molti computer differenti con sistemi operativi differenti (W10, W7, WXP, Puppy Linux) ed anche da sedi differenti, ma il problema è uguale per tutti.

Nel mio caso quando scrivo i caratteri sono grandi, poco più di quelli che appaioni da questo post di Pieschy, ma quando invio il risultato è che i caratteri ritornano normali.

Un altro problema, anche se di poco conto, è che se visualizzo l'anteprima prima di inviare il post, mi mostra le dimensioni effettive con cui sarà pubblicato, ma sono totalmente assenti gli "accapo" e gli spazi di una riga che si fanno per dividere il testo.
Poi per fortuna dopo inviato torna tutto normale, quindi l'anteprima non mostra realmente come sarà il post dopo pubblicato.

Saluti a tutti da Alberto

25
Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 09 Dicembre 2019, 22:20:34 »
Salve a tutti.

Grazie a tutti per le informazioni. Appena possibile mi metto all'opera perché ho 2 apparati da verificare/riparare ed è l'occasione giusta (con l'attenuatore) per verificare se il mio generatore lo posso utilizzare anche in questo modo e mettere in pensione il mio vecchio generatore quarzato autocostruito (monocanale) che ho utilizzato fin'ora per tarare la ricezione.

Saluti a tutti da Alberto

26
Autocostruzione / Re:Attenuatore RF autocostruito
« il: 09 Dicembre 2019, 17:43:11 »
Salve a tutti.

Mi sa che nei calcoli mi sono perso uno zero, la resistenza serie dovrebbe essere 250 Kohm.

Saluti a tutti da Alberto

27
Autocostruzione / Attenuatore RF autocostruito
« il: 09 Dicembre 2019, 15:56:28 »
Salve a tutti.

Vorrei adattare il mio generatore di funzioni per l'utilizzo, fra le altre cose, come generatore Rf per la 27 MHz da applicare all'ingresso d'antenna per tarare la parte ricevente degli apparati CB.

Quindi oltre che generatore BF semplice, oppure doppio (ha 2 uscite separate) visto che arriva facilmente sulla banda CB ed è possibile modulare il segnale sia in ampiezza che in frequenza (impostando anche la percentuale di modulazione), potrebbe essere adatto allo scopo (presumo).

L'unico accorgimento riguarda il livello di segnale d'uscita che deve essere fortemente attenuato per avere 100µV da applicare all'apparato, per tarare l'S meter al valore di S9 (informazione presa da un manuale di servizio).

Quindi pensavo di autocostruirmi un attenuatore RF proprio por ottenere questo segnale.

On line si trova di tutto, ma siccome volevo fare qualcosa di piccolo (come dimensione del contenitore) intendevo scartare tutti gli attenuatori settabili e farne uno fisso.

In particolare pensavo di poter trasformare un segnale di 1V rms su carico da 50 ohm, nel segnale da 100 µV che mi serve (sempre su carico da 50 ohm) e sulla base di questo mi sono calcolato un attenuatore fatto con 3 resistenze (poi con gli eventuali paralleli di valore anche di più).

Lo schema che avevo in mente è quello che ho messo in allegato.

In pratica il generatore dovrebbe essere impostato per Vg = 2V rms che con la resistenza di ingresso a 50 ohm dell'attenuatore, si porterebbe ad un valore Vin = 1V rms.

Con la resistenza serie 25 Kohm dovrei ottenere una Vout di 200µV a vuoto che si dimezza a 100 µV con carico di 50 ohm.

A tale proposito volevo porre alcune domande a chi ha già avuto a che fare con attenuatori e/o li ha anche autocostruiti.

Adottando le opportune tecniche di montaggio e schermatura, potrebbe andare bene un attenuatore di questo tipo?

L'impedenza di uscita degli apparati CB so che in trasmissione è di 50 ohm, ma un dubbio mi viene sull'impedenza che si vede all'uscita dell'antenna quando la uso come ingresso di segnale.

E' sempre 50 ohm?

Faccio questa domanda perché l'ampiezza del segnale applicato all'apparato dipende anche dalla sua effettiva impedenza.

Saluti a tutti da Alberto

28
Salve a tutti.

Tektronix è sinonimo di qualità ed affidabilità in fatto di oscilloscopi. E' anche vero che gli oscilloscopi digitale (quasi tutti di tutte le marche) sembrano dei giocattoli ed anche se li acquisti nuovi a prezzo pieno sembrano sempre giocattoli.

Non conosco le prestazioni del TDS 210, ma mi è capitato di usare per lavoro il modello TDS1002 che esteticamente sembra quasi un clone. Di sicuro, a parità di caratteristiche con altri modelli, dovrebbe essere più affidabile, poi naturalmente ci potrebbe essere il caso isolato che ha problemi.

Prima di acquistarlo informati se fa parte di quelli soggetti a richiamo come indicato su questo link:
https://www.tek.com/service/safety/tds210-tds220

L'acquisto dell'usato ha sempre una dose di rischio che comunque dovrebbe essere compensato dal prezzo ribassato rispetto al nuovo. La decisione se correre o meno il rischio in funzione della convenienza, spetta a te.

Saluti a tutti da Alberto

29
Autocostruzione / Re:Circuito LC per filari mezza onda
« il: 28 Novembre 2019, 16:29:57 »
Salve a tutti.

In ogni caso anche se fosse difficile se non impossibile fare una misura attendibile del Q, il solo fatto di aver riacceso l'argomento, che stava pian piano cadendo nel dimenticatoio, è sempre qualcosa di positivo.

Il poter costruire con una canna da pesca da poche decine di euro e pochi altri componenti sempre a basso costo, un'antenna che non avrà sicuramente le prestazioni di una 5/8, ma che non sfigura nel confronto, mi sembra una cosa interessante e stimolante.

Piccolo OT x Davide, ho visto nel link del tuo sito che hai un oscilloscopio della stessa marca che ho acquistato io. Ero curioso di sapere il modello.

Saluti a tutti da Alberto.

30
Autocostruzione / Re:Circuito LC per filari mezza onda
« il: 28 Novembre 2019, 00:19:46 »
Salve a tutti.

Vi ringrazio entrambi (sassa "ottone" e IZ2UUF davj2500) per le anticipazione dei problemi che troverò se tentassi di fare le misure come avevo pensato di fare ed eventualmente costruire, a titolo di esperimento, una mezz'onda con un alto Q.

Pensavo di creare la tabella Excel a fine settimana proprio per vedere quali valori sarebbero potuti venir fuori al variare del Q della bobina, solo che con la tua risposta, Davide, mi hai acceso maggiormente l'interesse su questo argomento, per cui questa sera dopo cena mi sono messo a preparare il foglio di calcolo.
Non ero deltutto lucido (dopo 9 ore di lavoro) comunque ho tirato fuori qualcosa anche io.

Naturalmente a mente riposata (fine settimana) e riprendendo in mano alle varie formule, dovrò controllare la correttezza di quelle che ho messo nella tabella, potrei aver scritto idiozie.

Effettivamente tra Q 1000 e Q 100, l'angolo varia poco, comunque volevo anche modificare il valore di R (in serie alla bobina) per vedere se è possibile aumentare la visibilità del Q.

Nel mio caso avevo ipotizzato lo schema di collegamento A.

A fine settima (tempo e 50 permettendo) rivedo i calcoli poi verificherò se a titolo di esperimento la cosa è fattibile oppure è solo tempo perso.

Comunque grazie per le informazioni.

Saluti a tutti da Alberto

31
Autocostruzione / Re:Circuito LC per filari mezza onda
« il: 26 Novembre 2019, 23:28:43 »
Salve a tutti.

In seguito alla mia prima esperienza positiva nella costruzione di una mezz'onda su canna da pesca e dopo aver letto su altri post che per migliorare il rendimento è necessario aumentare il "Q" della bobina usata come trasformatore risonante, anche se a scapito della banda passante, mi era venuto in mente, a titolo di esperimento, di costruire un trasformatore risonante con un "Q" molto elevato e centrare la frequenza nella ristretta banda ancora in parte trafficata dalle mie parti.

Oltre agli interessantissimi argomenti trattatati nel libro PDF e i calcoli per l'induttanza, mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più "spinto" di una semplice bobina con un conduttore a sezione circolare, per aumentare ulteriormente il "Q".

So che per minimizzare l'effetto pelle dei conduttori, quindi per diminuire la Rs, si può utilizzare il filo litz oppure, in certi casi, la piattina (banda) di rame nella quale la "pelle" dell'effetto pelle è quasi coincidente con la sezione effettiva del conduttore.

In seguito al passaggio a "miglio vita" del mio vecchio generatore di funzioni e a 6 mesi di distanza anche del mio oscilloscopio (tutta roba acquistata usata in passato), ho deciso di dotarmi di 2 strumenti nuovi di zecca (allego foto).

In particolare il generatore di funzioni che ho acquistato può arrivare a 60 MHz, quindi mi era venuto in mente che potrei anche misurare l'effettivo "Q" della bobina che andrò a costruire, anche per poter verificare realmente come varia al variare delle dimensioni e delle spaziature delle spire.

Pensavo che se metto in serie alla bobina da testare una resistenza (anti induttiva) di valore "R" ed alimento l'insieme a 27 MHz, potrei misurare con le 2 sonde dell'oscilloscopio sia la tensione ai capi del gruppo L + R (che chiameremo per esempio "Vg") sia quella ai capi della sola R (Vr), quindi potrei per prima cosa calcolare la corrente in circolo (I) come:
" Vr : R"
poi l'impedenta totale (Z) del gruppo L + R  che sarebbe:
"Vg : I"
Potrei misurare con l'oscilloscopio il ritardo della corrente rispetto alla tensione misurando il ritardo di Vr rispetto a Vg e calcolarlo in gradi considerando che una semionda ha una lunghezza di 180 gradi.

A questo punto se moltiplico Z per il coseno dell'angolo dovrei avere tutta la componente resistiva del circuito, cioè la R + la resistenza di perdita della bobina (Rs), mentre se moltiplico Z per il seno dell'angolo dovrei avere il valore della sola parte induttiva della Z cioè "XL".
Poi basterà dividere XL : Rs per avere il Q della bobina.

Mettere tutte le formule all'interno di una tabella Excel è un gioco da ragazzi, quindi basterà scrivere i valori per avere calcolato automaticamene il Q delle bobine sotto esame.

Potrebbe essere un metodo valido?

Saluti a tutti da Alberto.

32
Salve a tutti.

Io conosco, perché uso per lavoro, il PicoScope 4224.
L'utilizzo con il suo software permette di fare cose interessanti, specialmente per il salvataggio delle impostazioni e delle forme d'onda.
Mi sembra che sia comunque un po' costoso per la frequenza che può raggiungere (20 MHz).

Invece per uso personale (quindi non perseguibile penalmente) mi è arrivato proprio la scorsa settimana il Rigol DS2102A.
Anche questo non è proprio a buon mercato se acquistato nuovo, comunque ha almeno, usando una singola traccia, un campionamento di 2GS/s, che pur essendo sempre scarso per la 100 MHz è pur sempre il doppio di 1GS/s.

In realtà fin'ora, avendo utilizzato solo oscilloscopi analogici, non mi sono mai posto il problema del campionamento, ma ora mi sembra di aver capito che una sinusoide a 100 MHz campionata a 1 GS/s, significa che per riprodurre un periodo completo fa solo 10 letture, quindi 5 per ogni semionda (mi sembra un po' scarso). Quello che ho preso usato a singola traccia ne fa il doppio, quindi sempre scarso ma un po' meglio.

Esprimere un giudizio sul Rigol è ancora troppo presto, l'ho solo posizionato in laboratorio, acceso e fatte alcune semplici prove ... un po' poco per dire qualcosa.

Saluti a tutti da Alberto

33
Sezione Amministrativa / Re:E' omologato? president jackson
« il: 25 Novembre 2019, 00:14:22 »
Riapro il topic solo perché sono interessato al President Jackson prima serie da tenere in casa come CB omologato, e da ricerche effettuate in rete pare che anche la prima versione, quella del 2001, sia omologata in Italia.

Lo dice la ditta President, come da comunicazione inviata al Ministero nel 2001, qui allegata in pdf, nonché il MISE, visto che ha inserito l'apparato nel suo elenco.
Salve a tutti.

Domanda:
Il tuo ha solo 40 canali e 4W AM / FM (la SSB lasciamola perdere per il momento)?

Ha il cartellino posteriore che indica che è omologato (o cartelli simili di ultimo tipo)?

Se la risposta è SI per entrambe le domande allora è regolare (salvo manomissioni che farebbero perdere l'omologazione).

Saluti a tutti da Alberto.

34
Radio Ascolto / Re:* ONDE MEDIE dalla Puglia centrale
« il: 25 Novembre 2019, 00:04:10 »
p.s. arriva, da qualche tempo, un segnale RAI1 (al mattino) @ 1062 KHz.
E', per caso, da Ancona?  Sapete se hanno potenziato ultimamente?

Salve a tutti.

Forse il segnale del monte Conero arriva meglio a te che stai in Puglia che a me che sto a pochi chilometri di distanza.
Che ti devo dire ... il ripetitire del Conero è un catorcio, un rottame, una ciofeca (e chi più ne ha più ne metta).

A volte funziona (sempre con una percentuale di modulazione che fa schifo) altre volte arriva solo la portante ma non c'è nessuna modulazione.

C'è stato un periodo che ogni tanto andava in distorsione l'audio della modulazione poi tornava normale dopo alcuni giorni di silenzio completo.

Basta una ventata di troppo o una goccia di pioggia di troppo per scomparire per alcuni giorni (a volte settimane) l'audio. Rimane solo una inutile e dispendiosa portante muta.

Forse è un ripetitore preso da una discarica ... non so che dire.

Saluti a tutti da Alberto

35
discussione libera / Re:Midlan Alan 88 S
« il: 23 Novembre 2019, 00:09:55 »
E l'altro quarzo solitario più sotto?
Salve a tutti.

E' quello da 10.695 MHz che commutando i 2 compensatori, quello rosso e quello verde, genera le 2 portanti poi mixate con il segnale audio (degli spropositi detti al microfono) ed in seguito "affettate" dal filtro quarzato a banda stretta per far uscire solo una delle bande laterali.

Saluti a tutti da Alberto

36
discussione libera / Re:Midlan Alan 88 S
« il: 22 Novembre 2019, 23:59:37 »
...ma hai dimenticato la presa di alimentazione e i fili che da questa vanno al circuito stampato....
Salve a tutti.

Si, è vero, sembra che la presa e relativi cavi non siano originali.

Comunque tutti i miei Alan 88s hanno il transistor (forse Darlington) + zener come sabilizzatore.
Invece il Tristar 848 (probabilmente di produzione più recente) oltre ad essere fissato al dissipatore come in questo caso, ha un vero e proprio integrato stabilizzatore, cioè non un transistor, infatti ha un pin collegato a massa ed un ingresso + un'uscita.

Non ricordo la sigla ma l'avevo cercato su internet e dovrebbe essere uno stabilizzatore che ha bisogno di poco dislivello tra ingresso ed uscita per poter stabilizzare. Diciamo un dislivello inferiore a quelli normali che di solito è di circa 3 Volt.

Saluti a tutti da Alberto

37
discussione libera / Re:Midlan Alan 88 S
« il: 22 Novembre 2019, 22:38:39 »
Posseggo un 88S tenuto molto bene…
Se utile metto delle foto di come è l'interno…
Salve a tutti.

Non è poi che sia proprio in buonissimo stato.
Hai la resistenza R47 "tostata" (vicino al finale).

Poi noto che probabilmente è una delle ultime versioni, perché ha la prima conversione della catena ricevente fatta con un mosfet invece del transistor.
Un altro particolare che lo identifica è lo stabilizzatore fissato al dissipatore collegato con fili volanti, sulle precedenti versioni mi sembra ci fosse un circuito stabilizzatore a transistor e zener.

Altre 2 anomalie, rispetto a quelli che conosco io, sono i 2 quarzi subito dietro all'S-meter. Dovrebbe essere solo uno.
Manca anche il filtro anti TVI fissato all'interno subito dietro il bocchettone dell'antenna, ma non so se per le ultime versioni è giusto che sia così oppure no.

Saluti a tutti da Alberto

38
discussione libera / Re:Midlan Alan 88 S
« il: 22 Novembre 2019, 14:36:19 »
Salve a tutti.

Purtroppo non conosco riparatori, comunque se fosse difettoso il VCO (che è solo uno fra i tanti possibili motivi di malfunzionamento), temo che sia difficile se non impossibile trovarne uno di ricambio.

In ricezione funziona bene?
Ti chiedo questo perché se funzionasse almeno in ricezione, dove per "bene" intendo che si ricevono i segnali correttamente sui canali giusti, allora non si tratterebbe di VCO  ma di qualcos'altro.

Il fatto che dici che scatta il relé, dimostra già che si tratta di apparato smanettato, perché perlomeno i miei esemplari non hanno nessun relé.

In ogni caso, dalla mia esperienza d'uso di questo apparato posso dire che la versione normale con i soli 34 canali originali ci si fa ben poco.

Quindi se avesse modifiche per l'aumento di canali conviene dire all'eventuale riparatore di lasciarle, anche se questo rende nulla l'omologazione.

In ogni caso considero questo tipo di apparato di scarsa qualità, quindi solo per gli amanti di apparati vintage che non pretendono prestazioni particolari, ma che godono solo nel vederli funzionare.

Saluti a tutti da Alberto.

39
antenne per CB / Re:Antenna President Himalaya WB Vs Imax 2000
« il: 19 Novembre 2019, 18:29:13 »
Salve a tutti.

Come più volte ho ripetuto, sono appassionato di elettronica in generale ma non molto esperto riguardo le antenne.

Il discorso del "Q" dell'autotrasformatore risonante per le antenne a 1/2 onda, mi interessa, anche perché tra le poche antenne sperimentate nel tempo, c'è proprio una mezz'onda autocostruita (su progetto di Skipperman), con prestazioni largamente superiori rispetto ad una precedente e vecchia boomerang, ma con una banda passante ampia quindi con "Q" sicuramente basso.

La domanda che pongo è questa:
Per aumentare il "Q" dell'autotrasformatore, che materiali devo impiegare?

Avevo pensato di fare le 10 spire con una bandella (piattina) di rame spiralate in lunghezza, poi naturalmente il variabile di tipo ad aria.

Poi il conduttore per realizzare lo stilo verticale influisce sul rendimento ed in che modo?

E' meglio un conduttore con la sezione massima possibile oppure minima?

Per rimanere sempre nell'ambito dell'elettronica in generale, ma anche avere un minimo di disponibilità per la RF (almeno per la 27MHz), mi sono da poco comperato un oscilloscopio da 100 MHz ed un generatore di funzioni che può raggiungere 60 MHz.

Con questi strumenti potrei fare delle prove per testare le caratteristiche dell'antenna, quindi vedere se eventuali modifiche vanno nella giusta direzione oppure no.

Non sono strumenti specificatamente pensati per fare questo, ma penso che qualcosa si possa fare.

Saluti a tutti da Alberto.

40
discussione libera / Re:Alimentatore ZG HP mod 1250-S
« il: 11 Novembre 2019, 16:49:35 »
Salve a tutti.

Dalle foto sembra preso da una discarica che ha anche subito un allagamento.

Direi che la mancanza di isolamento tra il collettore del finali ed il dissipatore, sia il minimo dei problemi presenti su quell'alimentatore.

Se i fili collegati alle lampadine dei 2 strumenti sono, come sembra dallo schema, collegati al primario del trasformatore (quindi alla 220V), diciamo che i collegamenti volanti fatti in quel modo sono molto pericolosi.

Sembra un alimentatore messo in circolo dall'ISIS per cercare di fare qualche vittima a caso.

Saluti a tutti da Alberto.

41
discussione libera / Re:Alimentatore ZG HP mod 1250-S
« il: 08 Novembre 2019, 16:54:37 »
Salve a tutti.

Per quanto riguarda l'eventuale contatto accidentale tra l'uscita continua non stabilizzata, dopo il ponte raddrizzatore, con la carcassa esterna dell'alimentatore,in condizioni normali non rappresenta un grosso problema.

A tale scopo metto un piccolo disegno per semplificare la comprensione della cosa (T= Trasformatore; P = Ponte raddrizzatore; S = Stabilizzatore regolabile).



Normalmente gli alimentatori hanno la terra collegata alla carcassa esterna ma completamente isolata dalle due uscite rosso/nero.

Ipotizzando che l'alimentatore sia regolato per erogare tra rosso e nero 12V e nel punto "A" ci sia per esempio 22V rispetto al nero, in assenza di contatti accidentali, tra il giallo / rosso e tra giallo / nero non ci dovrebbe essere alcuna tensione.

Gli alimentatori di questo tipo sono fatti in modo che se si ha la necessità di mettere a terra un polo della continua d'uscita, si può scegliere secondo quello che serve, o il rosso a terra oppure il nero a terra.

Considerando che la terra è convenzionalmente considerata potenziale zero, se metto a terra il nero avrò sul rosso +12, mentre se metto a terra il rosso avrò sul nero - 12V.

In entrambi i casi tra rosso e nero ho sempre una DDP di 12V con il positivo sul rosso ed il negativo sul nero.

Se accidentalmente vanno in contatto il punto "A" con la carcassa esterna, lasciando isolate le due uscite rosso e nero rispetto alla terra non ci sono problemi.

Avrei -22 tra giallo/nero e -10 tra giallo/rosso, ma tra rosso / nero sempre 12V stabilizzati.

Quindi se il carico fosse collegato tra rosso e nero e non avesse a sua volta una connessione di terra collegata con uno dei 2 poli, non si avrebbe nessun tipo di problema.

Normalmente, infatti, un apparato veicolare ha la carcassa esterna isolata (per la continua) rispetto ai 2 poli dell'alimentazione, quindi se oltre al rosso e nero collegassi il giallo alla carcassa esterna dell'apparato, continuerei a non avere nessun problema.

Anche una eventuale antenna esterna con il palo collegato a terra e connesso con la calza del coassiale, non creerebbe nessun tipo di problema, perché il bocchettone di uscita dell'apparato non è collegato alla massa interna dell'apparato, ma alla carcassa esterna.

Le cose cambiano se qualcuno collegasse tra il rosso ed il nero un carico che ha una sua terra collegata, oltre che alla carcassa esterna, anche con uno dei 2 poli dell'alimentazione (solitamente il nero).
In questo caso ci sarebbe il "botto" con tanto di fumo, perché è come se si cortocircuitasse la -22V (nero) oppure la -10 (rosso).

Quindi se qualcuno collegasse un dispositivo autocostruito (o anche acquistato) in cui è collegato il negativo alla carcassa esterna, poi la carcassa andasse a terra con un suo cavo dedicato oppure attraverso la calza del coassiale di un'antenna collegata a terra (anche attraverso il palo), si avrebbe il "botto". Stessa cosa se si appoggia il dispositivo con carcassa collegata al nero, sopra l'alimentatore mettendo a contatto le 2 carcasse ... fumata e botto.

Quindi l'eventuale riparazione dell'alimentatore per scollegare il punto "A" dalla carcassa esterna servirebbe per evitare il "botto" ma solo nelle condizioni che ho descritto.

Saluti a tutti da Alberto

42
discussione libera / Re:Alimentatore ZG HP mod 1250-S
« il: 07 Novembre 2019, 23:21:34 »
Salve a tutti.

Visto che hai avuto lo schema non sarebbe male se lo mettessi come allegato.

Troppo spesso chi ha problemi ed ha anche lo schema, si dimentica di allegarlo, quindi è difficile se non impossibile dare suggerimenti per una possibile soluzione del problema.

Saluti a tutti da Alberto

43
discussione libera / Re:Patente... perché?
« il: 28 Ottobre 2019, 23:30:26 »

Invito tutti gli amici di questo post a cimentarsi nelle prove QUIZ per esame Italiano:


Salve a tutti.

Per curiosità sono andato a fare qualche quiz di radiotecnica. In una della serie è presente questa domanda:

"Il rapporto tra ampiezza del segnale e ampiezza della portante è:"



Non c'è scritto a cosa si riferisce la parola "segnale". Anche la portante è un segnale, quindi la domanda di per se non ha nessun senso.
Ho dedotto che per segnale si intendesse la portante modulata, infatti ho risposto bene, ma chi ha scritto quella domanda non dovrebbe avere la patente.

La domanda che appare come titolo di questo topic me la sono posta circa a metà degli anni '80 e siccome ancora non ho trovato una risposta che mi soddisfi, è rimasta tale fino ad oggi e penso che lo sarà anche per il futuro.

Saluti a tutti da Alberto

44
Salve a tutti.

Io sono contrario alla creazione della sezione principianti, anche perché salvo il caso di qualcuno che non si è mai interessato di ricetrasmissione ed inizia da zero, temo che la sezione principianti si possa trasformare in un deserto.
Fra l'altro neanche io saprei dove collocarmi, perché sono appassionato di tante cose, tra cui l'elettronica in generale di cui la ricetrasmissione è solo una parte. Se volessi fare una domanda a qualcuno più esperto non saprei se andare in quella sezione oppure farla nelle altre sezioni.

Io faccio parte proprio della categoria a) dell'ultimo post di Arnaldo, (1961)e sin da piccolo (diciamo scuole medie) ho iniziato ad interessarmi di elettrotecnica ed elettronica.

Temo che chi ha poco tempo come me di frequentare il forum, potrebbe saltare a piedi pari la sezione principianti anche nel caso avesse la possibilità di rispondere a qualcuno in modo esauriente su qualche argomento.

Un altro problema di questo forum è che le immagini messe in un post (salvo che non siano messe come allegato) hanno la tendenza a scomparire nel tempo, quindi molti argomenti già trattati, anche con l'aiuto di foto o disegni, diventano poco comprensibili e quindi è necessario fare doppioni per riprendere in modo efficace l'argomento.

Saluti a tutti da Alberto

45
discussione libera / Re:ASSISTENZA...... ZERO...
« il: 17 Ottobre 2019, 09:24:37 »
Salve a tutti e ben riletto hafrico.

Purtroppo (o per fortuna) tutti i prodotti elettrici o elettronici che possono essere venduti al pubblico, sono soggetti all'obbligo di conformità rispetto alla relativa norma di riferimento. In pratica esistono norme che determinano le caratteristiche minime di funzionamento e di sicurezza di tutti i prodotti possibili di questa categoria, tipo elettrodomestici, televisori, telefonini ecc...

Prima di immettere sul mercato questi prodotti devono essere testati da istituti (o per i grandi produttori in laboratori interni) appositamente autorizzati ed attrezzati per fare le prove di conformità previste da queste norme.

Solo dopo l’accertamento della conformità è possibile mettereli sul mercato e questi prodotti avranno, fra le altre cose, anche il marchio CE (quello regolare non quello attribuito alla Cina).

Per questo motivo in caso di necessità di riparazione, è necessario rivolgersi all’assistenza tecnica autorizzata, perché si presume (perlomeno lo presumono i produttori dopo averli autorizzati) che siano in grado di riparare il prodotto mantenendo inalterate le caratteristiche di funzionamento e sicurezza obbligatorie per quel prodotto.

E’ responsabilità diretta del produttore garantire che il prodotto venduto mantenga le sue caratteristiche fino alla fine del suo ciclo di vita, dove per ciclo di vita si intende il limite massimo di tempo in cui il produttore garantisce la disponibilità dei pezzi di ricambio e dell’assistenza (non so se esistono tempi minimi obbligatori, probabilmente si).

Terminato il ciclo di vita il prodotto dovrebbe essere rottamato e chi vuole comunque tenerselo ugualmente finché funziona OK, ma quando si rompe non si avrà più l’assistenza autorizzata e chi lo farà riparare da qualcuno non autorizzata o con il “fai da te” con ricambi non originali lo farà a suo rischio e pericolo.

E’ per questo che i pezzi di ricambio non vengono venduti al pubblico.

Io sono il primo (come molti in questo forum) che quando possibile ricorre al “fai da te”, inoltre sono anche scettico, come molti, sulle capacità reali di certi centri di assistenza, però la realtà è questa.

Se si ha la fortuna di conoscere qualcuno in grado di fornirti i ricambi si può procedere, a proprio rischio e pericolo, alla riparazione, ma se poi si fa una "brutta fine" per colpa di una riparazione “fai da te” o per colpa di un ricambio non originale, il produttore non sarà più responsabile (ed è quello che vuole).

Naturalmente per alcuni prodotti è chiaro che il rischio del “fai da te” è minimo o nullo, al massimo il prodotto continuerà a non funzionare, ma per il produttore la conformità del prodotto deve essere garantita finché è sotto la sua responsabilità.

Immaginate tutto questo cosa implica nella vendita dell'usato datato o degli articoli d'epoca.

Saluti a tutti da Alberto

46
riparazione radio CB / Re:ROS Risolto, ma potenza di uscita bassa?
« il: 06 Settembre 2019, 17:10:22 »
Salve a tutti.

Sono d'accordo sul fatto che una batteria "cotta" non permetta di trasmettere tutta la potenza, ma quando arriva al punto di limitare la potenza di un RTX CB, vuol dire che è già morta e sepolta per avviare il motore.
Spesso batterie vecchie non più adatte all'avvio del motore, possono essere ancora utilizzate per alimentare un RTX, a meno che non abbia uno o più elementi interni andati KO.
In pratica le batterie che non sono più in grado di dare lo spunto al motore di avviamento, ma escono comunque ancora con 12 V, possono permettere la trasmissione perlomeno dell'apparato senza lineari.

Penso che per sapere quali problemi hai ti devi procurare (ammesso che non li abbia già) un wattmetro ed un carico fittizio.

Poi devi misurare la potenza con il carico fittizio al posto dell'antenna e rifare la stessa misura con l'antenna.

Se con il carico la potenza è OK mentre con l'antenna no, è chiaro che hai qualche problema con l'antenna.

Tieni comunque conto che anche i Wattmetri sono in realtà dei Voltemtri (salvo che non si tratti di strumento professionale), quindi se l'antenna ha una impedenza vicino ai 50 ohm ma con prevalente componente capacitiva (quindi non in risonanza perfetta), puoi avere le stazionarie basse ma la tensione sul carico (rappresentato dall'antenna) rimane inferiore a quella che si avrebbe su 50 ohm puramente resistivi, quindi anche il wattmetro indicherebbe una misura di watt con un errore maggiore rispetto a quanto ci si aspetta.

Saluti a tutti da Alberto

47
discussione libera / Re:alimentatore stabilizzato
« il: 30 Agosto 2019, 11:59:34 »
Salve a tutti.

Una domanda per gli esperti di questo alimentatore.

Guardando lo schema del PS2025S, ci sono alcune cose che non capisco.

Per prima cosa è evidente il secondario da 16 + 16 raddrizzato con i 2 diodi 1N5401 (configurazione che detesto).
Non capisco il ponte raddrizzatore messo in alto sullo schema ed il modo in cui è collegato (sempre ammesso che si tratti di un ponte a 4 diodi).

Sembra che gli ingressi dell'alternata del ponte siano connessi agli estremi del secondario, poi l'uscita "+" va al gruppo di finali con i relativi elettrolitici, ma l'uscita "-" del ponte sembra non collegata.

Che"razza" di collegamento è? 2 diodi del ponte sono inutilizzati? ... BO?

Un'altra cosa che non capisco è la funzione che ha il circuito a partire dal diodo 1N4148 connesso con l'anodo sull'alternata, che termina con il transistor 9014 (quello più in basso sullo schema). A che serve?

Saluti a tutti da Alberto

48
LPD - PMR - SRD / Re:Onde elettromagnetiche
« il: 28 Agosto 2019, 18:22:55 »
Salve a tutti.

Per gli amanti del "terrore" da inquinamento elettromagnetico, aggiungo anche altri argomenti che li faranno sicuramente contenti.

Si sente spesso parlare dei disturbi generati dalle apparecchiature moderne, tipo lampade a LED, alimentatori switching sempre connessi alla rete, modem WI FI per navigare in internet e chi più ne ha più ne metta, ma la domanda che ci si può porre è: questi disturbi possono generare inquinamento elettromagnetico?.

La risposta è: sicuramente SI.

Si può fare un semplice esperimento con una radiolina che abbia anche la ricezione delle onde medie. Basta accenderla, sintonizzare una zona senza forti segnali ricevuti, avvicinarla al muro dove passano i fili elettrici ed ascoltare ciò che si capta. Molto probabilmente si sentiranno disturbi che non hanno niente a che fare con una semplice sinusoide a 50 Hz.

Si potrebbe pensare che comunque si tratta di segnali che si propagano poco nell'aria, quindi senza nessuna importanza, ma se si propagano per tutto l'impianto elettrico, in pratica sono presenti in tutta la casa ed è quasi come se abitassimo all'interno di una "mega antenna" che irradia tutti questi disturbi.

Non saprei dire se sono pericolosi o no, comunque è certo che sono presenti quasi 24 ore su 24.

Approfitto per segnalare che questo rappresenta il mio "post compleanno" n° 1000. In pratica ho chiacchierato a vanvera troppe volte (1000).

Saluti a tutti da Alberto

49
riparazione radio amatoriali / Re:lafayette 2400fm
« il: 27 Agosto 2019, 21:30:58 »
lafayette 2400fm esce di modulazione un po distorta e spezzettata

Salve a tutti.

Non si capisce se l'apparato ha dei problemi che si vorrebbe siano risolti, oppure si da per scontato che questo apparato abbia questi problemi "di serie" e si vuole sapere in quanti sono d'accordo su questo.

Io ho un Tristar 848 che mi sembra abbia lo stesso circuito del Lafayette e posso dire che non esce assolutamente distorto o spezzettato.
E' anche vero che apparati di questo genere uscivano spesso dalla fabbrica tarati a "ca ...o di cane" in più anche il manuale di servizio contiene alcune prescrizioni di taratura dello stesso tipo e sono presenti anche alcune idiozie progettuali, comunque se lo si porta da qualcuno esperto tutti i problemi si possono risolvere.

Attualmente il mio, dopo un meticoloso e corretto riallineamento, esce con 4W AM ed FM e con 16W in SSB (4 x 4 = 16) e dai rapporti di chi mi ascolta, esce bene in modulazione con un semlice microfono magnetico (non servono preamplificati per questo apparato).

Saluti a tutti da Alberto

50
Autocostruzione / Re:Ricevitore Supereterodina
« il: 24 Agosto 2019, 12:31:02 »
Senti Rommel , ti devo domandare una cosa . Il 1965 costruii una radio che vedi su tecnica pratica marzo 1963 e funzionava bene . E girando le stazioni si  sentivano parecchie lingue straniere . Ma se lo costruisco adesso di nuovo ( chiaramente sostituendo transistor , diodi e polarità) si sentiranno ancora le stazioni straniere ? Il ricevitore era a 4 transistor : 2 in af e 2 in bf . Impiegavo un cilindro di ferrite 8 x 130 mm . Poi lo regalai a un amico . Adesso me ne trovo uno da 8 mm però lungo solo 80 mm . In base a questo cilindro più corto , pensi che funzionerà lo stesso ?. L' antenna era un filo di 2 metri e non c'era bisogno del collegamento a terra

Salve a tutti.

Difficile fare previsioni sul comportamento di un circuito del 1963 (avevo un anno e mezzo) ricostruito con componenti differenti e con l'attuale situazione dei segnali RF disponibili e altrettanti disturbi.

Concordo in tutto con quanto risposto da R5000, quindi a mio parere ricostruire quel circuito potrebbe facilmente non portare a risultati soddisfacenti.

Mi sembra da altri post di aver capito che hai parecchia componentistica di recupero, quindi senza iniziare una nuova costruzione di un circuito ricevitore di cui non c'è certezza del risultato, potresti sperimentare delle antenne alternative tipo quelle proposte in questo sito, oppure anche altre versioni che si trovano in internet.

http://www.iz4bqv.it/ferriteam/ferriteam.html

Con un po' di ferriti (eventualmente acquistabili in qualche fiera di roba vecchia)una bobina ed un variabile, accoppiati ad una radiolina che riceve le onde medie, potresti sondare la situazione dei segnali disponibili e relativi disturbi.

Poi eventualmente decidere se e come procedere con il ricevitore del 1963.

Saluti a tutti da Alberto.

51
Salve a tutti.

Si parla di libero uso di apparati CB e frequenze permesse, ma per entrare nel gruppo AT devi dimostrare, carte alla mano, di aver trasgredito le leggi almeno 30 volte, meglio ancora se 50 o 100 volte.

Chi ci capisce è bravo.

Saluti a tutti da Alberto.


52
Autocostruzione / Re:Ricevitore Supereterodina
« il: 23 Agosto 2019, 12:53:58 »
Pensierino della notte:
Questo Post era morto dalla nascita.
È bastato mettere  uno schemino di una semplice  radio al germanio ed ho  scatenato 3 docenti universitari e 2 autocostruttori(nei due ci sono io)
[emoji4][emoji4][emoji4][emoji4]

inviato ONEPLUS A5000 using rogerKapp mobile

Salve a tutti.

La radio al germanio fa sempre colpo! Peccato che al giorno d'oggi è praticamente inutilizzabile a causa dei vari disturbi radio presenti e delle pochissimi segnali utili disponibili.

Non conosco il "curriculum" professionale dei vari uteni, comunque tra gli autocostruttori, nel mio caso della sotto categoria "svogliati", ci sono anche io.

Saluti a tutti da Alberto.

53
Autocostruzione / Re:Ricevitore Supereterodina
« il: 21 Agosto 2019, 20:42:01 »
ciao a proposito di radio a galena..quali sono i vantaggi della bobina  a nido d'ape rispetto ad una tradizionale avvolta su un cilindro
saluti

Salve a tutti.

Nel caso specifico oltre che essere a nido d'ape (in realtà è a "fondo di paniere") è anche fatta con filo litz.

Il filo litz diminuisce di molto l'effetto "pelle" di un conduttore singolo quando viene percorso da RF.

Sia quella a "fondo di paniere" che quella a "nido d'ape", permettono di diminuire al massimo la capacità tra spira e spira e tra strato e strato.

Entrambe le caratteristiche fanno in modo che il fattore di bontà della bobina "Q" sia più alto di una bobina normale, quindi la "campana" di risposta in frequenza al punto di risonanza, cioè la frequenza sintonizzata per la ricezione, sia più alta e con fianchi più ripidi e larghezza inferiore.

Questo permette una maggiore selettività di ricezione, cosa che in ricevitori di questo genere è alquanto "deficitaria".

Comunque si parla di un ricevitore a diodo per le onde medie che, se prosegue "l'andazzo" di dismissioni di queste frequenze, fra qualche anno si potranno ricevere solo i disturbi delle apparecchiature moderne o al massimo quelli dei temporali in avvicinamento.

Saluti a tutti da Alberto.

54
Autocostruzione / Re:Ricevitore Supereterodina
« il: 21 Agosto 2019, 19:41:40 »
Eccoti accontentato

inviato K6000 Plus using rogerKapp mobile

Diciamo che questa è una risposta OT, anche perché non ho capito niente di quello che vuoi sapere, ma vedendo lo schema di luciano100 mi è venuto in mente che io ho già un esempio pratico dello schema che ha postato, con qualche piccola miglioria per aumentarne le prestazioni.

E' questo:



Di sicuro non ti è di nessun aiuto.

Saluti a tutti da Alberto

55
Salve a tutti.

Comunque l'abbassamento di tensione sotto carico in DC dopo il ponte raddrizzatore, cioè ai capi degli elettrolitici di livellamento, non dipende solamente dalla capacità dei condensatori (di cui consiglio un valore 2000 uF/A per avere un ripple tra il 10 ed il 15% a pieno carico), ma anche e soprattutto dall'abbassamento della tensione alternata tipica di un trasformatore.

Più è bassa la resistenza interna dell'avvolgimento secondario e meno si abbassa la tensione in alternata tra vuoto e carico a parità di carico, quindi la caduta che hai con la configurazione a zero centrale e 2 diodi è doppia rispetto a quella che avresti con i 2 secondari in parallelo (sempre che sia possibile metterli in parallelo).
E' per questo che considero una fregatura gli alimentatori progettati con 2 secondari connessi a zero centrale e 2 soli diodi raddrizzatori.
Molto meglio, nello stesso spazio all'interno del trasformatore, un avvolgimento unico con filo di sezione doppia e ponte a 4 diodi.

L'uscita di un trasformatore non deve essere considerato come un generatore di alternata ad ampiezza fissa, ma variabile a seconda del carico applicato. Si può abbassare dal 10 al 20% e più si abbassa e maggiore è la potenza dissipara all'internmo dell'avvolgimento quindi il suo riscaldamento.

Se lo si sovraccarica riducendo la sua tensione al 50% di quella a vuoto, significa che il trasformatore dissipa in calore la stessa potenza del carico.

Bisogna considerare che i fili smaltati mediamente sono progettati per resistere 20000 ore a 155 (classe F) o 180 gradi (classe H).
Ce ne sono anche tipi da 200 o 220°, ma sono meno utilizzati.
Se lo si fa surriscaldare troppo, oltre la temperatura prevista dalla sua classe, lo smalto si deteriora rapidamente e le spire potrebbero andare in corto.

Saluti a tutti da Alberto.

56
Salve a tutti.

Una domanda.

Perché dici che mettendo in parallelo i 2 secondari avresti solo 20 Vdc a vuoto dopo il ponte?

Tracurando la caduta di un diodo in più avresti a vuoto esattamente la stessa tensione che hai musurato tu cioè 24Vdc che corrisponde sicuramente ad un trasformatore che eroga a vuoto 24 : 1,41 = 17 Vac

In pratica attualmente il trasformatore dovrebbe erogare a vuoto 17 + 17 Vac, mentre mettendoli in parallelo avresti 17 Vac con corrente doppia, anzi diciamo con resistenza interna dimezzata e quindi caduta dimezzata tra vuoto e carico.

In questo caso a carico invece che scendere a 17,5 come hai indicato tu scenderebbe solo fino 20,7, quindi una tensione più che sufficiente per farlo lavorare bene.

Inoltre il resto delle caratteristiche possono rimanere invariate, cioè lasciare sempre 7A d'uscita che in questo caso sarebbero erogate con molti meno problemi, inoltre potresti lasciare il dissipatore come è all'origine.
L'unica sostanziale modifica sarebbe mettere un ponte raddrizzatore al posto dei 2 diodi.

Saluti a tutti da Alberto

57
Salve a tutti.

Non sono un progettista professionista di alimentatori, ma nella mia "autocostruzione" hobbistica, mi sono sempre attenuto ad alcune semplici regole che fin'ora mi hanno permesso di costruire alimentatori perfettamente funzionanti.

Per esempio per quanto riguarda il condensatori elettrolitici, dopo il ponte raddrizzatore, la regola è:

2000uF/A
cioè 2000 uF ogni ampere che serve in uscita quindi per 7A servirebbe almeno 14000 uF, in pratica 3 condensatori da 4700.

I diodi raddrizzatori dovrebbero essere abbastanza sovradimensionati, perché lo spunto di corrente in fase di accensione dell'alimentatore e quindi di massima corrente erogata dai diodi ai condensatori che si devono caricare a partire da 0V, è molto elevato ed anche se è vero che i diodi sopportano comunque spunti di corrente molto superiori al valore massimo, mi sono capitati ponti raddrizzatori da 30A saltati anche su alimentatori da 7 o 10 ampere, naturalmente dopo parecchio tempo di utilizzo.

Per poter erogare 7A in DC, il trasformatore deve poter erogare 7 x 1,41 A in ac, cioè 9,87 A, diciamo 10A.

Gli alimentatori che funzionano con 2 diodi invece che con il classico ponte a 4 diodi, nascondono quasi sempre una "fregatura", e faccio un esempio con gli stessi parametri indicati prima:

Un alimentatore con trasformatore a singolo secondario che deve erogare 7A deve avere un avvolgimento secondario fatto con un filo in grado di reggere 10 A, e questo filo permette di avere una caduta in tensione tra vuoto e carico max in alternata di un determinato valore (per esempio 10%).

Se lo faccio con 2 secondari collegati come nello schema dell'alimentatore HP156S, ogni secondario, per avere la stessa caduta vuoto/carico, dovrebbe avere lo stesso filo del caso precedente, anche se come riscaldamento sarebbe dimezzato, perché su ogni avvolgimento passerebbero 10A ma solo durante una sola semionda, quindi in questo caso il trasformatore avrebbe un secondario di ingombro doppio (e costo quasi doppio) rispetto al caso di un solo secondario.
Per evitare problemi di costo, i 2 secondari sono stati sicuramente calcolati per erogare solo 5A ognuno, in modo da avere lo stesso ingombro della versione a singolo secondario è più o meno lo stesso riscaldamento, perché durante una semionda sono obbligati ad erogare il doppio di 5A (quindi riscaldamento enormemente maggiore) ma poi hanno una pausa di erogazione (altra semionda) dello stesso tempo.

Il risultato finale è che un trasformatore da 10A a singolo avvolgimento che ha una caduta vuoto/carico del 10%, nella versione a 2 secondari avrebbe una caduta molto superiore (ad esempio 20%).

Poi volevo chiederti una informazione, i fili smaltati di uscita dei secondari del trasformatore sono accessibili?

Ti chiedo questo perché se fosse possibile separare i 2 fili presenti nella presa centrale del trasformatore, si potrebbero mettere in parallelo i due avvolgimenti (rispettando naturalmente le fasi per non mandarlo in corto), e sostituendo i 2 diodi con un ponte avresti un trasformatore che può erogare il doppio della corrente, quindi molto meno problemi tra vuoto e carico.

Saluti a tutti da Alberto.

58
Salve a tutti.

Ormai sarà per la seconda metà di Agosto. Adesso che sono in ferie devo fare dei lavori in casa che probabilmente mi impediranno di accedere al RTX in orari "decenti".

Saluti a tutti da Alberto.

59
Salve a tutti.

Da perfetto ignorante di geografia pensavo che Monte Rotondo fosse in qualche modo nei pressi del Gran Sasso.
Effettivamente non è molto lontano ma purtroppo è proprio dalla parte opposta, rispetto al Gran Sasso, di dove mi trovo io.
Praticamente il Gran Sasso mi copre.

Niente ... come non detto ...

Saluti a tutti da Alberto

60
Salve a tutti.

Oggi che ho avuto modo e tempo di collegare tutte le mie "mega" apparecchiature di ricetrsmissione ... non c'è nessuno?

Il Gran Sasso lo vedo dalla finestra (quando non c'è foschia) quindi se qualcuno trasmette da quelle parti, in teoria dovrebbe arrivarmi.

Saluti a tutti da Alberto.

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