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Post - francescovhf

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Ma questo firmware non si può upgradare per le versioni precedenti?

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Lo dici tu che non è essenziale :) chi non sa della magagna rimane come un ebete a fare monitor su due ponti in V, magari in attesa di un QTC, senza sapere che ha una radio che rimane sorda in uno dei due VFO. Una bella ciofega, non c'è che dire..

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Tuscania la robustezza costruttiva dei cinesi nessuno la mette in dubbio. Anzi, il 920 in questione è fin troppo robusto, dichiarato pure con un certo grado di resistenza all'acqua.. quindi, almeno su questo, non ci piove..
Il guaio è nelle caratteristiche di funzionamento, e nella 'finezza costruttiva' a livello proprio di elettronica.
Il fatto di non poter fare il doppio ascolto in banda V la trovo una forte limitazione, ingiustificata anche perché il prodotto viene venduto per una caratteristica che poi scopri di non avere. E non significa che devi per forza sentire due QSO, ma per esempio restare in monitor su due ponti diversi e scoprire che in realtà puoi farlo solo su quello dove imposti la banda principale, credimi, non è bello e ti fa pensare di avere a che fare veramente con una radio che vale quattro soldi

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 23 Settembre 2014, 13:33:46 »
Certo che pesa ammettere, specie a qualcuno, che il compander funziona e fa bene il proprio dovere (come ha ben spiegato Console1969) allorquando entrambi o tutti i partecipanti al qso utilizzano il medesimo sistema.
Diversamente, chi utilizza il compander senza accertarsi che lo utilizzino anche gli altri interlocutori, genererà e riceverà delle distorsioni audio

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 19 Settembre 2014, 14:09:44 »
Per ora ho notato solo qualche problema nel doppio ascolto che devo capire meglio.
Nel complesso funziona bene in ricezione e trasmissione.
[...]
Per quanto riguarda il compressore, io appena sentiti i pessimi effetti in ricezione, l'ho escluso e non l'ho più usato.
Mi piacerebbe fare la prova con qualcuno che lo usa.
[...]

Il doppio ascolto infatti da dei problemini.
Caso tipico: ricezione in banda V in entrambi i VFO, sia a sinistra che a destra in rx con ponti ripetitori alfa (che trasmettono in banda stretta). Ebbene, sul mio Intek 2040, la ricezione è possibile solo sulla banda main, la banda principale per intenderci, mentre la banda secondaria non riceve nulla, oppure in casi di segnale pieno entra in battimento.
Per il discorso compander, possiamo fare una prova su un ponte della dorsale Cisar, se ci sono nel QSO volentieri.
'73

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 19 Settembre 2014, 09:05:53 »
Grazie per i consigli e le letture, ma vedi, parecchi anni fa ho frequentato vari corsi relativi all'argomento in campo Hi Fi, si iniziava a parlare di Dolby,  in tutte le varie tipologie e di DBX. Saccente si o saccente no, credo di saperne qualcosa. E sai come si dice, l'importante è crederci.

Non capisco poi perchè, se sapevi a priori che non è un filtro quello al quale ti riferisci, lo chiami come tale dando delle false ed errate informazioni. Mah! Sarai un giocherellone che si diverte a dare informazioni errate. O anche tu non lo sapevi e ti sei documentato dopo.

Non ti smentisci mai, ma per fortuna uno impara a conoscere presto che sei fatto così e amen.
Se ti faceva piacere lo potevo chiamare COMPENSORE anziché FILTRO, così come a suo tempo (visto che ora è caduto in disuso) avresti dovuto bacchettare tutti coloro che dicevano FILTRO DOLBY anziché utilizzare il termine COMPENSORE DOLBY...
Analogamente a quanto accadeva col sistema Dolby dell'epoca d'oro delle musicassette, la sorgente doveva essere incisa col Dolby e la piastra/lettore doveva riuscire ad interpretare tale sistema avendo attivato il compander Dolby giusto. Se non ricordo male esistevano ben 3 tipi di selezione Dolby I, II, III e andava selezionato quello giusto per non avere, appunto, distorsioni in frequenza solitamente fastidiose. Peggio ancora era attivare il Dolby in lettura, su di un supporto inciso senza questo sistema...
Traslando il discorso alle nostre simpatiche radio cinesi, la musica (è proprio il caso di dire) non cambia. Compander attivato in modulazione, e compander attivato in ricezione. Così funziona.

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 18 Settembre 2014, 16:30:10 »
Ho chiamato per semplicità filtro ciò che in realtà deve essere chiamato per quello che è: compansore o compander, appunto.
Leggi qui, così almeno invece di fare il saccente ti fai un'idea di quello di cui stai discutendo:
it.wikipedia.org/wiki/Compansione
E magari ti ravvedi sul fatto che con tale sistema è necessario che sia il modulante che il ricevente debbano averlo attivato (e che i manuali d'uso non li scrivono solo per sprecare la carta), a fare i pignoli è così.

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 18 Settembre 2014, 16:00:39 »
Torno a dire che la funzione compander funziona da filtro anche in trasmissione, per cui l'ottimo sarebbe che tutti gli interlocutori avessero tale funzione attivata.
In caso contrario, se tu trasmetti con questo filtro, chi ti riceve senza compander ti ascolta lo stesso ma con una modulazione logicamente tagliata e distorta in alcune frequenze sonore.
È l'ultima volta che lo scrivo, poi siete liberi di credere a ciò che volete, e nemmeno davanti all'evidenza dei manuali vi arrendete a questo punto vi dico.. fate come volete.. probabilmente ne sapete più voi di chiunque altro, compreso chi scrive i manuali degli apparati

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 18 Settembre 2014, 15:11:22 »
Visto che qui molti sono come San Tommaso, riporto quanto scritto sul manuale d'uso:

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 18 Settembre 2014, 08:27:39 »
Mettiamoci d'accordo Ugo da Norcia, se vogliamo parlare di radio amatoriali è una cosa, di radio civili un'altra.
Ma indipendentemente da questo, sono sistemi che intervengono anche in modulazione, tagliando certe frequenze sonore e facendo passare solo quelle utilizzate solitamente dalla voce. Logico che tutti i corrispondenti devono dotarsi dello stesso identico sistema, altrimenti il QSO diventa una babele.
Come ho già detto il compander può essere usato quando entrambe le radio lo attivano, diversamente otterrai delle distorsioni audio sia in ricezione che in modulazione abbastanza fastidiose. Provare per credere, del resto trovi questa raccomandazione scritta chiaramente anche sui manuali d'uso.

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 17 Settembre 2014, 19:39:52 »
Facci sapere come va in rx, specie in doppio ascolto.

NB: il compound è una funzione utilissima con scarso segnale, è un passa alto che taglia il rumore bianco e il fruscio, ma ha un senso utilizzarlo quando TUTTI i corrispondenti del QSO lo attivano. Peccato che sia una funzione poco usata, e conosciuta ancora meno tra i radioamatori, anche perché le marche blasonate snobbano il compound, funzione relegata non so come soltanto ad alcuni apparati cinesi.
'73

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 16 Settembre 2014, 07:20:11 »
Fermo restando che posseggo marche blasonate, ho 18 radio tra Kenwood,Yaesu e I com, otre che qualche cinese, ormai ridotte a solo due pezzi, sostituite dall'Alinco, quindi medio basso il prezzo e qualita' migliore, non faccio tuttavia un fascio unico di pregiudizio.

Ci sono le cineserie.....effimere e bassa qualita' ma ci sono i prodotti di qualita' controllata, quelli su verifica e controllo della casa madre che in Cina pone la costruttivita'.

Contrariamente a ciò che molti pensano, non in costruttività o per la robustezza che peccano gli apparati cinesi. Il Wouxun 920 è dichiarato IP55, provato con mano è una radio che puoi prendere a calci tranquillamente per quanto è robusta.
Il problema, torno a ripetere, sono alcune funzionalità come quella del doppio ascolto, che non è affatto garantito che funzioni per entrambe le bande.
Per il cavetto di programmazione, devi vedere lo schema dei pin. Ad es. tra l'Intek 2040 e il Wouxun il plug è lo stesso ma alcuni pin sono invertiti, quindi non sono compatibili

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 15 Settembre 2014, 12:39:21 »
Come ti diceva Console1969, è una scelta di progetto quella di dotare l'apparato di una sola scheda per il DStar, non un difetto.
Anche perché dotare di due schede la radio significa anche aumentare i costi, che già per Icom sono belli alti di suo (per un sistema, quello del DStar, nato già vecchio).
Fine ot da parte mia

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 14 Settembre 2014, 10:01:50 »
E comunque non si parlava di DStar, e quel presunto difetto che dice IZ1PNY non c'entra un fico secco con il difetto del doppio ascolto degli apparati cinesi

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 14 Settembre 2014, 01:10:28 »
Peccato per te, Yaesu in doppio ascolto non fa di questi scherzi. E dubito che Icom tiri fuori pacchi di questo genere

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ricetrasmettitori cinesi / Re:polmar db-50 prime impressioni
« il: 13 Settembre 2014, 16:42:45 »
.. ma se usi le vhf a sinistra e le uhf a destra tutto ok ma qui nella capitale quando la provai su una frequenza a 145 e rotti, sia a destra ceh sinistra sembrerebbe essere sorda come una campana, con lo yaesu ft 8900 r e  i due icom un ic 7400 e un ic 706mkIIg a 145 e rotti tutto ok...... ma come detto accontentantiamoci del rapporto qualità/prezzo..

Finalmente trovo qualcuno che ha capito quale è la vera limitazione di questi apparati cinesi.
Lo stesso difetto lo puoi riscontrare anche negli Intek e nei Wouxun bibanda, dichiarati come apparati 'doppio ascolto', ma con entrambe le bande in ascolto sulle V puoi ascoltare solo la banda main (e la banda secondaria ammutolisce).
Per questo difetto secondo me andrebbero banditi dalle vendite, costano fin troppo per quello che promettono di fare e poi non fanno

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Come immaginavo, tali bibanda veicolari cinesi soffrono tutti della stessa limitazione.
Ad esempio se sul VFO di sx ascolti l'R0, non puoi sentire in doppio ascolto sul VFO di dx un qualsiasi ponte o canale simplex in banda V. Ovvero senti solo la banda main e si ammutolisce la sub.
È una bella limitazione, che sullo Yeasu 8800 non c'è (qui il doppio ascolto è garantito in ogni caso).
Come fanno a pubblicizzare questi apparati dicendo che hanno il doppio ascolto questo ancora non l'ho capito.

Altra cosa per cui i blasonati sono meglio: in TX puoi continuare ad ascoltare la banda opposta, cosa che rende possibile un QSO full duplex ad esempio. Con Yaesu è possibile, con questi apparati no. A voi le conclusioni

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Scusate, faccio una domanda rivolta a qualcuno che già ha il Wouxun 920 p/r
Volevo sapere come si comporta con il doppio ascolto contemporaneo sulla banda V, se come l'Intek 2040 soffre di attenuazione sulla banda secondaria in doppio ascolto sulla V. E poi, se in trasmissione funziona l'ascolto della banda secondaria (ottimo per fare i full duplex a banda incrociata), oppure l'altra banda viene silenziata?

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Senz'altro un ottimo portatilino

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Non volevo sollevare polemiche, vedo con piacere che sono molti i sostenitori del piccolo cinesino, senza dubbio a tutt'oggi il più riuscito della serie Baofeng.
La mia precisazione sullo squelch gestito via software, che non mi piace, vale soprattutto per il Wouxun che perde molto in sensibilità, ma a pensarci bene anche il più costoso Kenwood th-f7 ha lo squelch digitale e le cose non vanno meglio per la ricezione dei segnali molto deboli

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Nessuno ha messo in dubbio che sia preciso, ma che sia utile. I segnali deboli non li riceve comunque, e la gestione dello squelch digitale non è in grado di distinguere un segnale debole a livello di S1 dal QRM. Col risultato che su questi portatili i segnali deboli te li perdi, perché lo squelch al minimo non apre un bel niente. Per questo motivo dico che l's-meter del 3 è inutile.
Non a caso sul 5 l'hanno tolto, e vai di dsp e gestione dello squelch secondo l'intensità della modulazione, non del segnale

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Confermo, ma più che altro perché con il dsp e la gestione dello squelch ha poco senso vedere l's-meter. Può accadere in questi Baofeng che i segnali molto deboli al limite del qrm non aprano nemmeno lo squelch, la vera mancanza secondo me è lo squelch a potenziometro. Cosa che negli apparati blasonati e più costosi non dovrebbe mai mancare

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Progetto molto similare, unica pecca che sul 5 manca lo s-meter, che c'è sul 3 ed è pure preciso.
La Nagoya 701 non è molto diversa dal gommino, da prove molto empiriche che ho fatto rende meglio quando è montata sul 3. Ma di antenne più performanti ce ne sono, la 771 telescopica ad esempio

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Entrambi funzionano col dsp e la gestione dello squelch avviene via software. In ricezione sono abbastanza simili, trovo però che l'accoppiata UV-3R e antenna Nagoya 701 da i migliori risultati in ricezione.
In trasmissione meglio i 4W del 5R, non c'è storia

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Certamente Battilo, il dibattito è anche questo. Non bisogna prendere tutto per oro colato, anche io talvolta posso dire cose inesatte e posso sicuramente averle dette. Ma come ti ho detto, non sono un ingegnere e quindi concedetemi il beneficio del dubbio (anche se a volte sbagliano anche gli ingegneri, e lì son cavoli amari).
Detto questo, rimanendo in tema di protezione delle scariche atmosferiche sulle nostre belle antenne, semmai si possa fare per chi abita in proprio, abbiamo detto che deve prevedere un conduttore adeguatamente calcolato di sezione per arrivare alla puntazza.
Qui però continuiamo a dividerci e a non trovare un punto di accordo, perché secondo me il passaggio di tale conduttore di scarico deve essere diretto al palo di terra, senza toccare in nessun modo il nodo equipotenziale che è progettato per altri scopi.
A dirla breve, palo dell'antenna collegato a un conduttore separato di grande sezione, diretto verso una 'puntazza' diversa e separata rispetto a quella della messa a terra domestica, il più possibile sotterrato a terra e lontano dal transito di persone o animali.
Dove è che non ci troviamo?

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Quando un fulmine cade, o si genera da terra, colpisce un punto principale in cui scarica tutta la corrente. Poi da quel nodo si divide in tante diramazioni (rami) in cui la corrente che circola è tanto maggiore tanto minore è la resistenza che trova. La somma delle correnti di ogni singolo ramo è la corrente originaria con cui si è scaricato.
Per il discorso dei cavi del telefono vale proprio questo principio: il fulmine va a scaricare su di un palo telefonico, e le correnti interessati si dividono per ogni coppia di cavi che quella scarica va ad incontrare. Col risultato che possono essere coinvolte nella scarica centinaia di utenze, ma vengono colpite da correnti relativamente basse rispetto alla scarica, ma sufficientemente alte per correre lungo il doppino e bruciare telefoni, modem, filtri adsl e fusibili di protezione (che non hanno purtroppo un tempo di intervento sufficiente a proteggere tutto).
Se il fulmine fosse invece caduto su un'antenna, le derivazioni che incontra sono minori e le correnti in gioco molto più alte. Il cavo di sezione 16mm^2 che è la dorsale principale di un impianto di messa a terra domestico, se il fulmine si scaricasse lì con la forza di decine di kA, si aprirebbe come una buccia di banana e la scarica si trasferirebbe su di un altro conduttore andando a far danni praticamente ovunque

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La prima legge di Kirchhof, se la scarica va dal dispersore alla punta dell'antenna, passando per l'impianto dell'equipotenziale come vorresti tu, quello diventa un nodo per cui ogni derivazione da cui partono i cavi passa una corrente che è inversamente proporzionale alla resistenza che trova.
Sul discorso della gabbia di Faraday documentati meglio perché hai detto molte cose poco esatte. Non vuoi capire che quella è una situazione in cui il fulmine non può creare alcun pericolo?

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Battilo, mi spiace ma l'esempio dell'aereo che prende la scarica in volo e non crea nessun danno non è da prendere in considerazione, perché la scocca dell'aereo funge da gabbia di Faraday e la scarica si protrae lungo la superficie.
Come un limone sotto l'acqua corrente, la buccia fa passare l'acqua ma non lo da bagnare all'interno, così la superficie metallica della scocca fa la stessa cosa.
La tensione di passo, purtroppo è una realtà che va presa in seria considerazione quando si tratta di progettare dei dispersori di terra. Non sono un ingegnere, ma dispersori di terra che scaricano MVolts prevedono dei grandi spazi intorno per poter essere installati.
Per il discorso del partitore, se una scarica ascensionale dovesse risalire dal dispersore verso l'alto, intendo che vale la legge di Kirkhoof ad ogni maglia a cui è attaccato il dispersore.. e parliamo di tensioni a molti zeri.
In conclusione, io non sono convinto di nessuna teoria, dichiaro solo i miei dubbi e la mia contrarietà più totale nello sfruttare l'impianto di terra domestico per mettere a terra il palo, per le ragioni che ho detto sopra.

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Probabilmente non ci si riesce a capire tra me e Francesco perché non abbiamo fatto dei distinguo all'inizio di questa discussione allora ci ritroviamo , forse, a dire delle cose che intrinsecamente diamo per scontato ma che in realtà non lo sono!
Decisamente :birra:

Che un impianto di terra nato per i 3Kw non possa sopportare le correnti dirette di un fulmine è un dato di fatto (ecco perché ho fatto la domanda a Francesco sulla sezione dei 4mm quadrati!) infatti l'eventuale terra per i fulmini deve essere a parte e di sezione adeguata a seconda dei rischi della CEI 81-1/10  ma in ogni caso collegata alla stessa terra dell'edificio per la equipotenzialità.

Però qui c'è un problema.
Ammettiamo che tu abbia calcolato la giusta sezione del cavo di messa a terra, che alla fine a conti fatti dovrai acquistare una bella trecciuola di rame non isolata (che costa un casino al metro), prevedere la messa in opera fuori dalla facciata, con distanziatori, lontano da infissi e porte, eccetera eccetera...
Quello che non mi trova d'accordo è l'utilizzo dello stesso punto di terra dell'impianto elettrico domestico. Per due motivi.
Primo: la tensione di passo. La scarica atmosferica crea nel terreno una tensione di passo di gran lunga più estesa di quella calcolata per la comune dispersione domestica. Vale a dire che, a decine di metri dal pozzetto, una scarica in quel punto sarebbe potenzialmente in grado di uccidere un uomo che si troverebbe a passare sul marciapiede del tuo giardino. Nel raggio di decine di metri morirebbe folgorato qualsiasi animale presente in giardino.
Secondo problema sono i fulmini ascensionali, di cui se ne è parlato qualche post fa. Se disgrazia vuole che si crei il fulmine proprio nel pozzetto di terra, per la legge del partitore di tensione (e ti ricordo che qui le tensioni in gioco sono elevatissime) avresti praticamente TUTTO l'impianto elettrico di casa a rischio di tensioni elevate. Si, è vero che la corrente prenderebbe il ramo con meno impedenza, ma calcolando che le tensioni in gioco sono nell'ordine dei MegaVolts capisci che tutti gli altri rami della messa a terra prendono lo stesso una bella briscola di tensione.

Tutto questo per dire che va bene dimensionare il cavo di messa a terra per l'antenna, va bene farlo viaggiare separatamente, ma occorre prevedere anche un pozzetto di terra dedicato che non sia vicino a marciapiedi, strade, o posti dove possono esserci persone o animali

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La CEI prevede di mettere a terra, l'impianto di antenna, se non si utilizzano prese antenna isolate, questo solo per il fatto che negli impianti tv, l'antenna passa attraverso dispositivi collegati alla 220v, e quindi un malfunzionamento di uno degli apparati, potrebbe portare il cavo antenna a tensione pericolosa.

E qui bisogna capirsi bene cosa si intende per mettere a terra l'impianto di antenna.
Mettere a terra la calza del cavo, a protezione delle sole scariche elettrostatiche , oppure anche il paletto di sostegno?
Perché collegare il paletto a terra, per principio di renderlo equipotenziale rispetto alle altre masse metalliche della casa, significa a tutti gli effetti andare a realizzare un parafulmine che grava sul tetto, i cui cavi che vanno a terra sono progettati per sopportate al massimo le correnti di dispersione dell'impianto domestico. Non centinaia di migliaia di ampere.
Capiamoci bene, perché se cade un fulmine sull'antenna occorre sperare solo che vada a finire sul tondino del cemento armato e che si scarichi a terra sulle fondamenta della casa. Andare a creare una strada che possa fare in modo che si scarichi sull'equipotenziale significa veramente rischiare di far saltare tutto. A patto di non andare a creare un impianto di messa a terra separato e con tanto di trecce di rame e pozzetto a parte

Non ci incastra nulla con i fulmini, un impianto di terra sicuramente non è in grado di fermare un fulmine, per quello è previsto di adottare un apposito impianto parafulmine,  ad oggi obbligatorio solo negli edifici pubblici.

Quindi messa a terra contro i fulmini non esiste.

Volendo tirar fuori parecchi soldi, la messa a terra specifica per le scariche atmosferiche può essere fatta anche per le antenne. Cosa fattibile per una classica villa a due piani con ampio giardino, molto meno per un antenna montata sul terrazzo di un condominio a 9 piani...
Ma anche qui bisogna che ci capiamo bene, è un impianto di messa a terra a protezione delle scariche atmosferiche, che nulla ha a che fare con l'obbligatorietà della messa a terra dell'antenna come hai scritto sopra. E soprattutto nessun collegamento con l'impianto di terra domestico, con passaggi di cavi e pozzetti completamente separati e distanti.

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Battilo, sei inutilmente polemico e non mi piacciono i tuoi toni. La parola 'deve' non l'ho scritta da nessuna parte, per cui mi riferisco alla sezione che mi risulta essere utilizzata per collegare gli elementi domestici a terra, o più semplicemente la sezione che solitamente si trova al collegamento di terra della presa domestica.
Che poi la dorsale che scende al paletto di dispersione abbia una sezione di 16mm^2 nulla toglie al discorso, in una linea va presa in considerazione la sezione più piccola, ma anche il 16mm è un cavo che non regge lo stesso la portata di 200kA di scarica

Ripeto, non mi piace il tuo atteggiamento e il tuo modo arrogante di scrivere. È ora che ci dai un taglio e che abbassi un tantinello i toni

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L'ultima frase nei casi in cui non lo sia ai fini della protezione contro i fulmini significa che dopo l'applicazione della norma CEI 81-1/10 se c'è il rischio, anche il sostegno andrà collegato al nodo equipotenziale.
La 81-1/10 è stata modificata nel 2007 se non sbaglio!

Collegare il sostegno/palo/supporto, o come lo vogliamo chiamare, al nodo equipotenziale è una aberrazione di questa norma.
Torno a ripetere, come possono dei cavi di 4mm^2 di sezione, solitamente utilizzati per la messa a terra domestica progettata e dimensionata per scaricare a terra eventuali guasti e dispersioni della rete a 220V , sopportare correnti dell'ordine di decine o centinaia di kA nel malaugurato caso di scarica atmosferica sull'antenna?
Non oso immaginare che percorso farebbe la scarica, avrebbe solo l'imbarazzo della scelta nel fare danni enormi all'interno dell'abitazione

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Caro Alberto, mi sono battuto per rendere chiaro il concetto che la messa in terra del palo non può essere fatta se non con un impianto dedicato, con tanto di treccia di rame di grande sezione, distanziatori dalla facciata dell'edificio, e uno scarico a terra.. recintato e col disegno del teschio per quanto è pericoloso per chi dovesse avvicinarvisi.
I cavi della messa a terra domestica sono buoni per le scariche elettrostatiche, ma mi meraviglio di chi realizza impianti e pensa di sfruttarli per proteggersi da tali scariche!

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Infine se la fulminazione diretta e' di per se un evento davvero molto raro il fatto che una struttura metallica si carichi staticamente a potenziali anche molto elevati e' un fenomeno enormemente piu probabile, anzi direi che sia praticamente certo; non solo -chiaramente- durante i temporali ma anche solo a causa del vento..

La protezione contro le scariche elettrostatiche, rappresentata dal mettere a terra la calza, evita all'antenna di caricarsi elettrostaticamente. Questo potrebbe fungere da deterrente per non attirare le scariche atmosferiche, secondo te?
Una protezione molto indiretta, sicuramente, ma sarei curioso di capire quanto efficace.



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Risparmia il tempo Alberto, non esistono norme che impongono la messa a terra dell'antenna, inteso come protezione dalle 'scariche atmosferiche' (termine tecnico di fulmine), ma solo per le 'scariche elettrostatiche' che sono ben altra cosa.
Il tutto si traduce nella raccomandazione di mettere a terra la calza, ma spero che non vi venga in mente che tale sistema sia una protezione contro le scariche dei fulmini sull'antenna!

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Allora Rommel estendo la domanda anche a te.
Quale è l'esatta normativa CEI che prevede di collegare il PALO dell'antenna al collettore equipotenziale di terra?

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Alcune imprecisioni di Francesco:
i fulmini hanno un potenziale elettrico molto alto (rispetto a terra ovviamente) ma una corrente di poche centinaia di mA, le normative, dicono che il filo và collegato direttamente al nodo equipotenziale o collettore di terra detto in gergo,

Prima di gettare fango sugli altri, guarda le tue di imprecisioni.
Potenziale elettrico alto e corrente di poche centinaia di mA????
Prima fammi capire in che scuola hai studiato la legge di Ohm, secondo poi citami precisamente (visto che ne parli) qual'è l'esatta normativa CEI che prevede di collegare il palo dell'antenna al nodo equipotenziale dell'impianto elettrico.
Perché qui tu non hai letto bene: ho sempre parlato del palo/sostegno dell'antenna e della sua messa a terra. Probabilmente tu ti riferisci alla calza del cavo (quella che chiami "filo"), che va messa a terra ma NON a protezione delle scariche temporalesche, ma per la protezione contro le scariche elettrostatiche!

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Ok Rommel, assodato che gli isolatori ceramici conosciuti al fulmine gli fanno letteralmente un baffo.. passiamo oltre a vagliare altre ipotesi :)
Io non vorrei essere frainteso, ma per principio non sono contrario ad un buon impianto di messa a terra del palo, ma a patto che vengano rispettati certi requisiti:
1) Prima di tutto il pozzetto di messa a terra, col relativo palo, non deve essere lo stesso dell'impianto elettrico.
Data la pericolosità della tensione di passo che inevitabilmente andrebbe a crearsi in caso di scarica, il pozzetto andrebbe posto il più lontano possibile da passi carrabili o zone in cui possono transitare persone e animali.
2) Il buon cavo di terra, come dici tu, dovrebbe essere dimensionato per amperaggi elevatissimi, e deve passare lontano come la peste dalle altre condutture elettriche, nonché infissi, porte, tubazioni, parti metalliche, ecc
Un impianto di questo genere, non certo economico, potrebbe andar bene per una villetta a due piani. Ma in un condominio ad X piani e a Y metri da terra, dove lo fai passare un cavo simile? Immagino poi che dovrai metterlo in posa con dei distanziatori se deve passare lungo la facciata dello stabile, che equivale a lavorare prevedendo delle impalcature.
Ma alla fine quanto verrebbe a costare?

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Ottima disamina Antonio.
Se ci riflettiamo un attimo, in caso di temporale il posto più sicuro è.. all'interno della nostra auto. Primo perché la struttura della carrozzeria superiore crea (senza volerlo) una gabbia di Faraday, e secondo perché siamo discretamente isolati verso terra considerato il materiale isolante con cui sono fatti i pneumatici.
Se, per assurdo, anche se girassimo in auto con un parafulmine sul tetto collegato alla scocca, la scarica si disperderebbe lungo la superficie esterna metallica dell'auto, e verrebbe molto attutita dalla carica ohmica delle quattro ruote. Altro discorso è se giriamo con l'antenna sul tetto.. la scarica passerebbe lungo il cavo RF.. ma questo è un altro problema.
Ritornando al discorso dell'antenna messa sul tetto, se per ipotesi provvedessimo a:
1) isolare il paletto dal cemento con degli isolatori ceramici tipo quelli dei tralicci
2) mettere in corto i poli del bocchettone con opportuni scaricatori a pannello
Forse non sarebbe una soluzione ancora più efficace della messa a terra dedicata?

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Il problema e' che nell'immaginario collettivo: Antenna + palo messo a terra = Parafulmine = Attira fulmini (difficile da sradicare questa cosa qui)
Le antenne vanno messe a terra altrimenti il coassiale sara un condensatore con morsetti aperti che aspetta solo voi o vostro figlio per scaricarsi ...

Difatti lo è a tutti gli effetti un sistema attira-fulmini, come lo è qualsiasi altro insieme di conduttori che possa scaricarsi a terra, cemento armato delle murature compreso.
Il fatto è che dobbiamo capire come lo si vuole fare questo impianto di messa a terra del paletto, e i miei pareri sul fatto di sfruttare l'impianto di messa a terra elettrico lo ho già espressi sopra più volte

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La mia non è una idea, è l'immaginario collettivo che considera il fulmine solo come una scarica VERSO terra, e non considera la possibilità che il fulmine parti DA terra verso il cielo. Dove trova, guardacaso, proprio l'antenna (nel caso di messa a terra) come eccellente terminale conduttore per scagliarsi verso il cielo.
E poi chiariamo una cosa: l'impianto di terra elettrico obbligatorio, che sia esso TN-S, TI o semplicemente all'americana dove hanno il neutro a terra e basta (TN), ha dei conduttori calcolati per le scariche accidentali dovute a basso isolamento, le sezioni dei conduttori dell'impianto di terra casalingo non sono sufficienti per delle scariche temporalesche e farebbero la stessa fine di quel RG58 sbucciato come una banana come hai detto tu.
Con questo voglio ribadire che il palo dell'antenna è pericoloso metterlo a terra nella scatola di derivazione dell'equipotenziale, non lo farei nemmeno se me lo chiedesse il Cei in persona che mi viene a bussare sotto casa. Piuttosto metterei una trecciola di rame di sezione adeguata, di cui ti lascio immaginare il costo al metro lineare e la messa in opera, ma unita ad un pozzetto di terra adeguato e distante da quello elettrico!
Ed in ogni caso, anche ad impianto fatto, oltre a staccare sempre i bocchettoni dell'antenna al primo accenno di temporale, non mi sentirei più tranquillo di prima visto che ho un sistema attira-fulmini sopra la testa. E resterei con la speranza che la scarica prenda solo e solamente la strada tracciata da quei cavi, e che un ramo di quella scarica non prenda mai un'armatura di cemento armato vanificando tutto questo costoso ambaradam

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Ho espresso le mie idee, e soprattutto i miei dubbi sul fatto che realizzare un impianto di terra in cui il palo dell'antenna ha lo stesso potenziale del termosifone all'interno dell'abitazione è cosa pericolosa, proprio in virtù del fatto che esistono i fulmini ascensionali.
Lasciamo perdere il discorso che il punto di terra in cui si va a scaricare il ramo discensionale, è solitamente lo stesso punto di inizio del ramo ascensionale (rivediti bene il filmato pochi post su). Prendiamo ora in considerazione il solo ramo ascensionale, a prescindere da quello che succede prima.
Se la sfiga vuole che un fulmine ascensionale dovesse originare dal punto di messa a terra, cosa più che plausibile visto che rappresenta una autostrada a tre corsie per le scariche di questo genere, che ricordo si originano da terra, ti ritrovi praticamente scariche da migliaia di volts che viaggiano per i conduttori della messa a terra. Per principio di partizione della tensione, ogni punto collegato a terra della casa avrebbe un potenziale pericoloso per chiunque lo toccasse (termosifoni, ringhiere e maniglie). Ma non è tutto, nel caso l'antenna fosse messa a terra risulterebbe la parte più esposta al fulmine perché è il terminale conduttore più esterno dell'edificio da cui questo risale!
In definitiva resto dell'idea che il miglior sistema contro i fulmini è quello che si conosce da più tempo, cioè il parafulmine, che sia esso il campanile di una chiesa o un traliccio. E in mancanza di questo, in zone aperte, scollegare i bocchettoni e creare il massimo isolamento possibile

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Capisco la vecchia diatriba tra messa a terra si / messa a terra no, ma tu vorresti negare l'esistenza dei fulmini ascendenti?
Io resto del pensiero che la messa a terra:
1) È inutile e controproducente in caso si abiti in città e si è già coperti da un'antenna o un parafulmine che crea un angolo maggiore di 30°
2) NON deve mai essere fatto attraverso il pozzetto di messa a terra dell'impianto elettrico di casa o del condominio.
L'antenna non può e non deve avere lo stesso scarico a terra delle prese di corrente
3) Il principio di equipotenzialità secondo cui il palo di un antenna che si scaglia in cielo deve essere trattato allo stesso modo di un termosifone, e deve avere lo stesso potenziale, è un principio di per sé assurdo e pericoloso
4) Documentatevi un attimo e leggerete che la maggior parte dei fulmini è come lo si vede in quel video, ovvero con cariche positive o negative discensionali e ascensionali. Ora il fatto di mettere il palo collegato con un qualsivoglia conduttore al pozzetto di terra significa proprio creare le condizioni che vuole il fulmine, ovvero percorrere la migliore strada per scaricarsi a terra e poi risalire verso l'alto.
5) Anche in caso di impianto di messa a terra fatto con tutti i crismi, l'impianto da mila e mila euro non ti esime dal dover staccare comunque i bocchettoni dell'antenna col temporale, discorso interferenze a parte.
Quindi se sei fuori casa e ti sei dimenticato di staccare il cavo, treni lo stesso perché l'impianto di messa a terra non evita eventuali partizioni di tensione attraverso il cavo rf, che sarebbero in ogni caso micidiali sia per l'apparato che per la sicurezza della casa stessa

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Grazie Alberto per aver postato quel video, è interessante perché si vede chiaramente che la scarica avviene in due fasi. La prima verso terra (fase discendente), in una successione di ramificazioni in cui le cariche è come se cercassero la via più logica per trovare un punto di terra. Più o meno lo stesso principio della goccia che cade dal vetro, non è vero che "sceglie" (termine improprio visto che non è un essere pensante) la via più breve, ma la via più facile in cui le molecole riescono a scorrere. Stesso discorso per il fulmine.
Ma è la seconda fase, quella ascendente, la più pericolosa. Contrariamente a quello che si pensa, la vera scarica parte dal punto di terra per arrivare verso l'alto e non il contrario. E il percorso fatto dalla scarica discendente è sempre diverso da quello ascendente, ragione per cui un fulmine in realtà colpisce due volte, e questo spiega come mai una sola scarica abbia potuto far danni in due zone molto distanti tra loro.
Molte cose andrebbero studiate sui fulmini, altre ancora rimangono poco conosciute anche agli stessi scienziati che ad esempio poco sanno o riescono a spiegare dei fulmini globulari o altri fenomeni collegati.
Rapportandoci a ciò che interessa noi radioamatori, ovvero alla sicurezza dell'impianto di antenna, io rimango del parere che la messa a terra è sempre un'arma a doppio taglio. Non sono un esperto, ma la messa a terra del palo attira indiscutibilmente i fulmini, perché crea un punto di collegamento da cui partono le scariche ascendenti.
Se non è fatto con tutti i criteri del caso, treccia di rame o bandella di alluminio che corre lungo la facciata esterna dell'edificio (roba che costa un casino), l'impianto di messa a terra in tutti gli altri casi può essere a dir poco deleterio. E mi riferisco al fatto di collegare il palo a terra, per principio di equipotenzialità, perché va bene per un termosifone ma non per qualcosa che si scaglia in cielo.
Se poi siamo protetti da un parafulmine vicino casa, per principio di gabbia di Faraday, è inutile e controproducente fare collegamenti a terra.

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 22:59:21 »
Non è questo il modo di comportarsi tra amici.
Ina chiacchiera tira l altra e magari si finisce ot... Vabbè che sarà mai???
Trovo il tuo comportamento un tantino offensivo.  Le armi non sono niente di male...a parte si essere ot.
Quindi non tacciare nessuno.
Armi radio motori. .tutto legato alla tecnica alla meccanica. .
Spero che tu rifletta su quanto hai detto. Da parte mia ti auguro buona serata.
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Ma tu sei fuori di melone. Vieni in un forum di radiamatori, in un thread in cui un minore di 14 anni viene a dire che il suo sogno è possedere un arma da fuoco, dopo tutte le polemiche che ci sono state e gli inviti a non proseguire oltre nelle provocazioni e negli ot, e tu che fai? Continui a scrivere imperterrito?
Dico che qui alcuni di voi hanno perso il senso della misura, oltre che del senso civico (semmai lo aveste mai avuto). Ma di molto, e di molto dico eh!

Ora, di grazia, avete finito con questa roba o ne avete ancora?
Permette ai radioamatori perbene di continuare a parlare di radio, oppure che cosa avete intenzione di fare?

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 22:32:51 »
Continuate, continuate pure imperterriti nel vostro OT. Se volete far diventare questo forum una bacheca di corrispondenza tra privati, perché non vi scrivete sui cessi degli autogrill invece di venire ad inzozzare il forum di questa roba?
Quando avete finito avvisate, e tirate la catena. Magari dopo le vostre minchiate OT ci sarà qualcuno che dopo di voi vorrà parlare di radio

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 16:47:37 »
Non odio le armi, ma il cattivo esempio che si sta dando ad un ragazzo di 14 anni. La cosa è paradossale.
Il ragazzo "antonino 99" inizialmente ha chiesto se poteva acquistare una radio cinese prima dei 16 anni. E giù di bacchettate alle mani, tutti a dire che è illegale, taluni solertemente hanno risposto "Uso illegittimo di apparato radioelettrico ove vige una patente abilitativa e licenza, in estrema ratio e' configurabile con l'art.54 del Codice Penale." "La detenzione non autorizza l'uso. Gli scanner sarebbero illegali se portati in itinere ma solo uso fisso."

Poi cosa succede? Che lo stesso ragazzo minorenne, ottenute risposte poco incoraggianti e una sfilza di reati penali per il semplice utilizzo in ascolto di un Baofeng da 40 euro, legge svariati post sulle armi da fuoco e interviene dicendo che il suo sogno è una "calibro 9".

Ma scusate tanto, se al ragazzo siete stati così solerti nel dirgli che è vietato l'utilizzo delle radio senza autorizzazione, elencando perfino gli articoli e i reati penali, perché a maggior ragione non lo avete redarguito e spiegato che detenere armi da fuoco a 14 anni è una cosa fuori dal mondo, e che a una certa età magari sarebbe meglio sognare qualcos'altro piuttosto che le armi da fuoco?

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 15:50:20 »
4) Sei sicuro che il Minorenne sia Minorenne...?? Lo conosci...??

Uno che si fa chiamare "antonino 99" è da ritenersi un minorenne di 15 anni, presumendo che 99 faccia riferimento alla data di nascita del 1999.
Per principio di precauzione è da ritenersi minorenne, non voglio andare a spulciare altri post di questo ragazzo perché non serve. Ripeto, per principio di precauzione parlare in questo modo di armi da fuoco con un minorenne è qualcosa che davvero sconfina nel borderline della legalità.
Il fatto che poi gli argomenti trattati siano OT, oltre che fuori totalmente dall'HAM spirit che dovrebbe avere un radioamatore, risulta una cosa quasi secondaria, anche se non meno importante.

...se mi fossi iscritto come Vladimir52..chi ero Putin Presidente Russo...??
...Mod finite le ferie e cancellate...!!! CHIUSO OT...!!!

Visto caro Tuscania che fai tanto lo spiritoso, ti faccio leggere direttamente un suo post dove è lui stesso a scrivere che ha 14 anni.

salve, visto che non ho la patente, ho 14 anni! :sfiga:
ho sempre avuto lo sfizio di comprarmi una cinese e mettermi ad ascoltare i vhf/hf...
dite che se mi beccano con una radio del genere nello zaino la passo bruta?
per ora sono solo pmr446 e cb....
meglio aspettare i 16 anni?

Come volevasi dimostrare, appunto.
E fine dei VOSTRI OT, se volete parlare di armi fatelo per telefono o in un altro forum

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 14:04:53 »
4) Sei sicuro che il Minorenne sia Minorenne...?? Lo conosci...??

Uno che si fa chiamare "antonino 99" è da ritenersi un minorenne di 15 anni, presumendo che 99 faccia riferimento alla data di nascita del 1999.
Per principio di precauzione è da ritenersi minorenne, non voglio andare a spulciare altri post di questo ragazzo perché non serve. Ripeto, per principio di precauzione parlare in questo modo di armi da fuoco con un minorenne è qualcosa che davvero sconfina nel borderline della legalità.
Il fatto che poi gli argomenti trattati siano OT, oltre che fuori totalmente dall'HAM spirit che dovrebbe avere un radioamatore, risulta una cosa quasi secondaria, anche se non meno importante.

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 13:59:37 »
Caro francescovhf, non so poi se sei proprio caro o meno, sinceramente, visto il modo di esprimerti.

Mi sono espresso in maniera del tutto civile e pacifica fino a prova contraria. I miei interventi sopra ne sono una testimonianza, rileggili.

Citazione da: Ugo da Norcia

Non dubitare, non disturberò più la tua fragile psiche con degli OT. Se

Fragile psiche lo vai a dire a te stesso guardandoti nello specchio, non a persone che non conosci solo per il gusto di offendere perché stai diventando nervoso e reagisci in maniera piccata.
E il bello è che mi vieni a parlare di modi di esprimersi, ma guarda il TUO modo di esprimerti

Citazione da: Ugo da Norcia

voglio parlare in privato con l'amico Tuscania conosco tutti i modi/canali disponibili.

E allora perchè non vi fate una telefonata e ne parlate in privato? Perchè abusare in questo modo dello spazio concessovi in un forum di argomenti radioamatoriali?

Citazione da: Ugo da Norcia

Proponiti per fare il moderatore di parte.

E dove sta scritto? Io chiedo piuttosto che i moderatori intervengano, perchè il thread ha preso (e sta prendendo ancora anche a causa tua) una brutta piega. Che nulla ha a che fare con lo spirito radioamatoriale, mania delle armi da fuoco compresa.

Citazione da: Ugo da Norcia

Ciao, buone ferie, e sopra tutto rilassati, perché ti auguro che la tua vita sia lunga.

Devo interpretare questa frase come una pubblica minaccia nei miei confronti? Cos'è, vuoi farmi fuori?
Ma roba da matti

Citazione da: Ugo da Norcia

PS. sbaglio, ho sei uno di quei tanti prevenuti ed ignoranti, nel senso proprio del vocabolo, che ha qualcosa contro le armi? Così per sapere. Perché io invece, le adoro in ogni loro eccezione, e non posso farne a meno di possederne, comprarne, venderne ed usarne, nei limiti di legge, ovviamente. Come con le radio.

Allora se hai tanta voglia di discutere di armi da fuoco vallo a fare nei forum adeguati a tali argomenti, non in un forum di radioamatori e per di più in presenza di minorenni. Ma un minimo di ritegno no, eh?

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 13 Agosto 2014, 12:41:06 »
Noto che i moderatori in questo forum sono molto blandi nel sanzionare certi interventi palesemente OT, cioè dagli apparati cinesi si è passati a parlare di pistole e di armi. Come se nulla fosse.
Perdipiù sapendo che in questo thread ci sono dei minorenni!
E le provocazioni continuano, se voialtri avete qualcosa da dirvi in privato, ditevela per mp o per altri canali di comunicazione

53
ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 12 Agosto 2014, 22:38:26 »
Sbaglio o la discussione è finita esageratamente OT?
Qualcuno, moderatore compreso, mi spiega come si è finiti a parlare di armi in un thread del genere?

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 06 Agosto 2014, 18:21:38 »
Va detto che non è reato il possesso di questi apparati, ma l'utilizzo che se ne fa. E fare ascolto non è reato, ma per stare tranquillo e dimostrare la tua buona fede puoi comunque richiedere una licenza SWL, anche a 14 anni.
Futuri radioamatori crescono, e ben vengano!

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Apparati cinesi
« il: 05 Agosto 2014, 22:34:00 »


solo 150 dollari che rispetto il leixen èp ancor piu competitivo ma bisogna vedere come sicomporta!!!!!!!!il sto valutando un ft8800.....affidabilità e altro che cerco ma questi stuzzicano un bel po...
Beh ft 8800 è una signora radio ..frontale remotizzabile doppio ascolto e funzione trasponder...ma ci vogliono 250 euro usata. ..

mandato da telefono a gettoni SIP

Visto che siamo in tema di apparati cinesi, le stesse caratteristiche che hai descritto sopra ce le ha l'Intek HR 2040 che si ispira (anche esteticamente) al glorioso Yaesu 8800, che cmq è difficile trovare usato a quel prezzo

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Intek KT-980HP
« il: 05 Agosto 2014, 14:27:23 »



Nei portatili, l'uso di antenne che superano i 10 cm. sono danno dei problemi ai finali, surriscaldano la radio e i finali scoppiano.


Cioè fammi capire, hai contattato l'assistenza della Intek e ti hanno risposto dandoti una tale motivazione?
Senza parole

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Intek KT-980HP
« il: 04 Luglio 2014, 13:10:53 »
Ugo concordo con te, non a caso si dice che ogni radioamatore nasce in QRP e, alla fine delle varie sperimentazioni in potenza, torna sempre al punto di partenza riscoprendo il fascino del QRP.
Ma il discorso è anche un altro, parlando di portatili pochi radioamatori si ravvedono del fatto (o se ne dimenticano) che uscendo con più watt a pochi cm dal loro organismo assorbono livelli molto più alti in Sar rispetto ai normali portatili da 1 fino a 4W.
I produttori, in questo caso Intek, non dichiarano i livelli di emissione in Sar di questo portatile alla max potenza, ma credo che a 7W i livelli siano belli alti, forse centinaia di volte più di quello che emette un comune telefono cellulare

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Intek KT-980HP
« il: 04 Luglio 2014, 12:01:55 »
Fidati che se non esci con 4W non esci nemmeno con 7W, specialmente in banda U.
Per la sostituzione del gommino mi trovi d'accordo, ma non sempre un'antenna più lunga fa miracoli

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ricetrasmettitori cinesi / Re:Intek KT-980HP
« il: 04 Luglio 2014, 10:40:36 »
È una bella radio nel complesso, migliorata in ricezione (e senza il fastidioso effetto fading) rispetto al modello Baofeng da cui deriva.
L'unica cosa che non mi convince è la potenza: se ti fai sentire a 5W in V e 4W in U, allora quei 2/3 watt in più non servono a niente se non a ridurre l'autonomia della batteria in tx.

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Ma poi diciamocelo chiaramente, la Cina ha tutto l'interesse ad investire nelle radio. Per ovvie ragioni. Prima di tutto perché riforniscono di radio gli eserciti di gran parte degli stati guerrafondai dell'oriente, molto spesso in embargo con i paesi nato. E secondo motivo, in ambito civile, mentre il resto del mondo pensa a sviluppare reti e internet (lasciando in secondo piano le comunicazioni via radio) la Cina per vastità geografica ha invece tutto l'interesse a promuovere le comunicazioni via portatile tra civili, e a limitare per ragioni politiche e di regime lo sviluppo di internet e social network.
Morale: ho come l'impressione che a fare da traino nello sviluppo di questo settore sia proprio la Cina, e che Giappone e Usa (vedi Yaesu e Icom) non investano più come una volta per fare prodotti innovativi

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