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sbroglio delle piste

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r5000:
73 a tutti certamente ha senso per circuiti complessi,per una radio preferisco di gran lunga il montaggi in aria ,la tecnica manhattan è perfetta e minimizzi le capacità e gli errori dovuti alla disposizione dei componenti,i programmi di calcolo spesso "sbagliano" la disposizione di piste in circuiti dove invece è essenziale la disposizione delle bobine per esempio,esistono anche software rf dedicati ma sono molto complicati e hanno senso solo per chi lo fà per lavoro,
comunque non è difficile cimentarsi nella  costruzione di circuiti stampati,ma comincia con circuiti semplici,per esempio la bassa frequenza e l'alimentazione,mentre oscillatori e circuiti rf sono da fare dopo aver capito quanto è importante la disposizione,tornando allo sbroglio partendo dal circuito elettrico e la piedinatura dei componenti riproduci i collegamenti evitando dove è possibile lunghi giri e magari piste parallele tra ingresso e uscita,poi dove ci sono forti amplificazioni si deve anche curare gli anelli di massa, ma parti dalle cose semplici che non sbagli mai...

er colaneri:
in verita io volevo fare lo sbroglio delle piste solamente perche ci sono più piste a sovrapporsi

r5000:
73 a tutti ci sono software che lavorano tranquillamente su più livelli,se pensi che in un cellulare si sono almeno 5 livelli sovrapposti c'è da ridere a pensare di concepirlo a mano,verrebbe un cellulare grande come una valigia... per il problema di sormontare delle piste si usa tranquillamente dei cavi  o resistenze da 0 ohm,certo a scuola guai se facevo un circuito con i cavallotti,ma erano altri tempi e giustamente le dimensioni consentivano l'uso di componenti abbastanza grandi per farci passare le piste tra i piedini,in radiofrequenza poi è molto comune avere un circuito doppia faccia dove un lato è una massa comune che funziona da schermo se per esempio fai la pista del segnale con vicine due piste di massa,è in pratica una linea di trasmissione con un'impedenza caratteristica adatta allo scopo,infatti la dimensione e la distanza tra le piste cambia a seconda se la pista deve per esempio collegare circuiti accordati ad alta impedenza o bassa,sempre in funzione della frequenza di transito,per le hf comunque non ci sono mai grossi problemi se le piste sono fatte  sottili  o grosse,
mentre dai 50mhz in sù si comincia a dover fare i conti con l'impedenza delle piste,e in uhf e oltre è tassativo rispettare queste regole,diversamente non funziona nulla... comunque vale sempre la regola di fare le curve senza spigoli vivi o più lunghe di quanto servono effettivamente,se possibile abbondare con la massa in modo da schermare le piste vicine o parallele,se si tratta di circuiti amplificatori ad alto guadagno o rf,per i circuiti logici o a bassa frequenza sono buone regole ma non necessarie,spesso poi nelle schede digitali si dispongono i componenti in modo ordinato ma poi le piste sono molto tortuose,mentre se piazzi gli integrati in modo misto è più facile fare collegamenti corti o meno ponti,e solitamente non fanno storie di anelli di massa o inneschi...

er colaneri:
quindi per l'inconveniente delle piste utilizzo dei ponticelli

r5000:
73 a tutti se diventa complicato si usano ponticelli o fili,considera che è meglio fare cavallotti con l'alimentazione e poi usare condensatori di filtro aggiuntivi,mentre è da evitare ponticelli di segnali ad alta impedenza,per i segnali a bassa impedenza si usano i cavi schermati,l'rg174 è per esempio molto usato per collegare tra loro moduli a radio frequenza, poi spesso si sfrutta la massa comune delle basette a doppia faccia...

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