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PATTUME IN CAMPANIA

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Nembo:
ecco bravi .... mi sono appena perso l' altro topic bloccato provvidenzialmente da Marcello.
Ovviamente io ho la mia opinione ma vorrei evitare di essere bannato nel giro di due secondi e quindi me ne friggo, qui e un po' in silenzio....
comunque tengo il pc acceso onde evitare post incresciosi e vi guardo...
Quoto Filippo al 100%, che però ha posto una domanda.
Voi che fareste?
Io rispondo: una intelligente politica di raccolta differenziata + un inceneritore ( chiamiamoli come si deve, evitando il politichese...) sull' esempio di Brescia, dove con il calore generato ci scaldano le case popolari e vari quartieri. E se l' inceneritore inquina un pochino, è sempre meglio del ruddo per strada con i topi che ci ballano sopra ( e questa è per il Pegoraro Scannato! ....)
A voi il mike...

Nico:
Mh..bhe, brutto da dire ma...i locali.Alcuni locali almeno. Sono tantissimi anni che ogni volta che sento parlare di un progetto di discarica o termovalizzatore ci sono proteste, anche molto accese e alla fine non si costruisce niente. Poi sicuramente ci sono altri che mangiano, la camorra etc pero' le migliaia o a volte decine di migliaia che protestano contro inceneritori e discariche non possono essere tutti camorristi...spero non siano tutti camorristi.

Cosa farei se fossi il comissario per l'emergenza ? credo la strada sia obbligata, stoccare i rifiuti TEMPORANEAMENTE in discariche o qualsiasi posto che ci possa lontanamente assomigliare ( sempre meglio che in strada ) e intanto procedere a tutta velocita' a costruire 3-4 inceneritori, perche' la spazzatura non va accumulata in discarica ma distrutta, possibilmente recuperando energia. Andando oltre mi occuperei di un piano di riciclo dei rifiuti, ma questo va oltre l'emergenza quindi non sarebbe nel mio ipotetico ruolo.

Quanto a ribellarsi o meno...la spazzatura occupa uno spazio fisico definito e va incenerita se non la si vuole attorno, a questo non ci si puo' ribellare perche' e' un fatto inalterabile. Il resto bho, sinceramente mi pare poco importante...

Ah...all'inizio parlavo di locali e non di napoletani perche' il problema dei rifiuti non e' solo a napoli ma in molti comuni, anche di province limitrofe

'73 nico

Elefantino:
Lo sapevo che con questo post mi beccavo un voto negativo.....sigh!!!!!!!!

PAPERO ( THE DUCK ):
se fossi il proprietario di un termovalorizzatore o di una discarica tipo malagrotta con sistemi di riciclo prenderei tutto l'immondizia che c'e ...per farla scaricare pagano ( e prendo i soldi )poi una volta riciclata , vetro, plastica, ferro, legno,ecc la rivendo ( e ripagano )ad un'ottimo prezzo alle acciaierie, la cellulosa per la carta il vtro per le bottiglie, ecc...e poi le materie organiche facile, le sotteri tra uno strato di sabbia e l'altro poi ci fai dei pozzi e risucchi il gas per alimentare centrali elettriche o autobus a metano (e ri ripagano ) ecc...
ho lavorato in molti settori di riciclaggio e state tranquilli che i proprietari sono mega ricchi che vanno in giro con l'elicottero....
allora perche fare tante storia portiamo i rifiuti in altre discache dove si puo riciclare.....bhooo il potere della camorra e' forte

PAPERO ( THE DUCK ):
ecco un'altra soluzione valida studiata da una ditta :ASSING che conosco benissimo si trova a monterotondo dove la loro maggior produzione di sistemi va all'estero.....

Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’

Roma. Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.


Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.


Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.


“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.


Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.


L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.


“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.


Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.


Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.


i cervelloni italiani .....

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