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Radioamatori: Allegato 25 e poi?

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ik0zcw:
Giuseppe Misuri IW5CGM

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--- Termina citazione ---

1ATR333:
Alberto, quella di Giuseppe è un'esposizione corretta e simpatica.
Ma la domanda giusta, a mio modesto avviso, non è:

"quale istituzione o politico c'è dietro a questa iniziativa"

la vera domanda è:

"quale lobby di operatori delle telecomunicazioni preme sulle istituzioni preposte per acquisire nuove fette di frequenze?"

Non mi sto riferendo al 5G già in essere, ma alla formalizzazione dello standard 6G, prevista per il 2025.

Sebbene le prime applicazioni pratiche 6G sono ancora lontane (sono previste per il 2029), si è già al lavoro per creare le basi tecniche sulle quali si fonderà la futura rete di trasmissione dei dati ad altissima velocità.

Mentre le frequenze operative del 6G sono allocate tra i 155 e 175 GHz, per il network management lo spettro V/U/SHF fa molto gola.

Un caro saluto.

Pieschy:
@1ATR333: mi spieghi meglio la parte network management delle reti radiomobili in vhf/uhf? A quanto son fermo io non mi risulta che la telefonia mobile 2g,3g,4g,5g abbia usato frequenze diverse da quelle allocate per la copertura. Mi risulta di sicuro i collegamenti cella/cella/centro,etc. con ponti ma sempre in microonde o al max (da verificare) laser anche e se generalmente proprio il core e sopratutto per ovvi motivi il management "dovrebbe" usare link fisici oggi in fibra per ovvi motivi di affidabilità superiore alle onde radio. Puoi colmare le mie lacune? 
Tecnica a parte anche e se quanto proposto va' in porto non mi sembra di aver letto di tagliare frequenze in banda v/u ma semplicemente di tassare i ponti ripetitori. 
Ora che questo porterebbe alla sparizione di molti ponti privati per motivi economici mi sembra ovvio ma la loro sparizione non è assolutamente legata ad un riutilizzo che sarebbe di fatto impossibile a meno di riorganizzare drasticamente le frequenze assegnate ma quello è un discorso che nulla ha a che fare col far pagare una tassa per l'utilizzo di una frequenza.

1ATR333:

--- Citazione da: Pieschy - 08 Maggio 2022, 22:05:59 ---@1ATR333: mi spieghi meglio la parte network management delle reti radiomobili in vhf/uhf? ...

--- Termina citazione ---

Per soddisfare i requisiti di varie applicazioni emergenti, la futura rete mobile di sesta generazione (6G) dovrà essere una rete eterogenea intrinsecamente intelligente, altamente dinamica e ultra-densa che si interconnette tutto con una latenza estremamente bassa e una trasmissione dati ad alta velocità.

Si ritiene che l'intelligenza artificiale (AI) sarà la tecnica più innovativa in grado di ottenere operazioni, gestione e manutenzione di rete automatizzate intelligenti in future reti 6G complesse.

Guidata da tecniche di intelligenza artificiale, la comunicazione da dispositivo a dispositivo (D2D) sarà uno dei pezzi del puzzle 6G. Per costruire un'implementazione efficiente del D2D intelligente nel futuro 6G, si delineano una serie di potenziali soluzioni D2D associate al 6G in termini di mobile edge computing, network slicing, e Non-orthogonal multiple access (NOMA) cognitive Networking.

Poiché il segnale per il 6G (155 e 175 GHz) ha caratteristiche direzionali molto forti, il raggio del trasmettitore dovrebbe puntare perfettamente all'antenna del ricevitore per fornire con successo le informazioni, il che rende la gestione della rete (network management) un compito molto impegnativo.

In parole povere, il 6G avrà una fortissima densità sul territorio di "pico-base station", con tratte brevissime ma con un throughput (banda passante) da paura. Fin qui tutto semplice, ma il vero problema è come coordinare questa specie di rete mesh così strutturata, per l'appunto il problema del network management (anzi il termine corretto per il 6G è "Innately Intelligent and Highly Dynamic Network").

Da quanto scrivi vedo che conosci l'argomento, per cui spero di farti cosa gradita nell'allegarti qui un articolo che ritengo chiaro ed esauriente.


--- Citazione da: Pieschy - 08 Maggio 2022, 22:05:59 ---
Tecnica a parte anche e se quanto proposto va' in porto non mi sembra di aver letto di tagliare frequenze in banda v/u ma semplicemente di tassare i ponti ripetitori.  Ora che questo porterebbe alla sparizione di molti ponti privati per motivi economici mi sembra ovvio ma la loro sparizione non è assolutamente legata ad un riutilizzo che sarebbe di fatto impossibile a meno di riorganizzare drasticamente le frequenze assegnate ma quello è un discorso che nulla ha a che fare col far pagare una tassa per l'utilizzo di una frequenza.

--- Termina citazione ---

Comprendo la tua perplessità, ma il problema è che lo scenario che va a delinearsi è assai più pervasivo dei precedenti, basta pensare all'Internet delle cose, ossia al D2D (device-to-device) communications.

Indipendentemente dalle tecniche che essi usano, andranno "coordinati" per l'accesso al mondo 6G. Il primo esempio che mi viene in mente: i nodi che una rete ZigBee per l'Internet delle cose, indipendentemente che lavori a 868MHz o a 2,45GHz (UHF) quando arrivano al nodo coordinatore andranno in qualche modo convogliati verso il mondo 6G; ora, se tieni in conto che tutte le pubblicazioni stimano in 75 miliardi in tutto il mondo gli 'oggetti' connessi entro il 2025, con tassi di incremento del 170 per cento, che fame di banda V/U/SHF ci sarà per instradare il contenuto dei coordinatori zigbee (o una delle molte altre tecnologie D2D)?

Le tabelle e le immagini dell'allegato fanno un bel riassunto del complesso  scenario appena descritto 

Non voglio gufare e tantomeno fare il complottista, ma questi balzelli che, come dici tu, porterebbe alla sparizione di molti ponti privati per motivi economici, non dispiacerebbero a qualcuno ...

E poi, se la memoria non mi inganna, due o tre anni fa ci fu una proposta francese di rivedere il piano di assegnazione delle frequenze in ambito europeo (CEPT) per assegnare in statuto PRIMARIO la gamma 144-146 MHz al servizio mobile aeronautico: certo, è un altro servizio, ma il concetto sotteso non cambia.

Un caro saluto


r5000:

--- Citazione da: 1ATR333 - 09 Maggio 2022, 00:13:32 ---Per soddisfare i requisiti di varie applicazioni emergenti, la futura rete mobile di sesta generazione (6G) dovrà essere una rete eterogenea intrinsecamente intelligente, altamente dinamica e ultra-densa che si interconnette tutto con una latenza estremamente bassa e una trasmissione dati ad alta velocità.

Si ritiene che l'intelligenza artificiale (AI) sarà la tecnica più innovativa in grado di ottenere operazioni, gestione e manutenzione di rete automatizzate intelligenti in future reti 6G complesse.

Guidata da tecniche di intelligenza artificiale, la comunicazione da dispositivo a dispositivo (D2D) sarà uno dei pezzi del puzzle 6G. Per costruire un'implementazione efficiente del D2D intelligente nel futuro 6G, si delineano una serie di potenziali soluzioni D2D associate al 6G in termini di mobile edge computing, network slicing, e Non-orthogonal multiple access (NOMA) cognitive Networking.

Poiché il segnale per il 6G (155 e 175 GHz) ha caratteristiche direzionali molto forti, il raggio del trasmettitore dovrebbe puntare perfettamente all'antenna del ricevitore per fornire con successo le informazioni, il che rende la gestione della rete (network management) un compito molto impegnativo.

In parole povere, il 6G avrà una fortissima densità sul territorio di "pico-base station", con tratte brevissime ma con un throughput (banda passante) da paura. Fin qui tutto semplice, ma il vero problema è come coordinare questa specie di rete mesh così strutturata, per l'appunto il problema del network management (anzi il termine corretto per il 6G è "Innately Intelligent and Highly Dynamic Network").

Da quanto scrivi vedo che conosci l'argomento, per cui spero di farti cosa gradita nell'allegarti qui un articolo che ritengo chiaro ed esauriente.

Comprendo la tua perplessità, ma il problema è che lo scenario che va a delinearsi è assai più pervasivo dei precedenti, basta pensare all'Internet delle cose, ossia al D2D (device-to-device) communications.

Indipendentemente dalle tecniche che essi usano, andranno "coordinati" per l'accesso al mondo 6G. Il primo esempio che mi viene in mente: i nodi che una rete ZigBee per l'Internet delle cose, indipendentemente che lavori a 868MHz o a 2,45GHz (UHF) quando arrivano al nodo coordinatore andranno in qualche modo convogliati verso il mondo 6G; ora, se tieni in conto che tutte le pubblicazioni stimano in 75 miliardi in tutto il mondo gli 'oggetti' connessi entro il 2025, con tassi di incremento del 170 per cento, che fame di banda V/U/SHF ci sarà per instradare il contenuto dei coordinatori zigbee (o una delle molte altre tecnologie D2D)?

Le tabelle e le immagini dell'allegato fanno un bel riassunto del complesso  scenario appena descritto 

Non voglio gufare e tantomeno fare il complottista, ma questi balzelli che, come dici tu, porterebbe alla sparizione di molti ponti privati per motivi economici, non dispiacerebbero a qualcuno ...

E poi, se la memoria non mi inganna, due o tre anni fa ci fu una proposta francese di rivedere il piano di assegnazione delle frequenze in ambito europeo (CEPT) per assegnare in statuto PRIMARIO la gamma 144-146 MHz al servizio mobile aeronautico: certo, è un altro servizio, ma il concetto sotteso non cambia.

Un caro saluto




--- Termina citazione ---
73 a tutti, la memoria non ti inganna, non sò come è andata a finire ma la proposta di assegnare i 144 mhz all'utilizzo aeronautico in statuto primario c'è stata, poi è da vedere se a noi resta lo statuto secondario (come per i 70 cm) o peggio ma la proposta c'è stata...

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