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SOCCORSO MONTANO-GPS CELLULARE FALLISCE FIGURIAMOCI altro...

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IT9ACJ ROBERTO:
dico la mia che sicuramente è sbagliata... telefonino, power bank (2), radio bibanda sui ripetitori locali e dico sempre dove vado!!!
anche se vado a fare pipi lo dico! non per esagerare ma ho una malattia metabolica (diabete mellito tipo 1) che se uno non se ne accorge che ha una crisi ipoglicemica grave,,, ce il viale coi pioppi che ti aspetta e il numeretto.

HAWK:
@IT9ACJ.
Roberto, mi dispiace del tuo prolema, gravoso, non è vita normale, ora comincio a capire meglio il tuo carattere...ti sono onestamente solidale.

Quindi avrai il tesserino rosso regionale sempre dietro, per cui un soccorritore se non sei cosciente vede...il problema, dei farmaci d'urgenza sono a volte incmpatibili con il DB1.

Fai bene a dire e lasciare traccia, quando sei solo, non sentendoti super bravo, ne super capace ad oltranza...ma semplice persona e ti tuteli.

Bravo il mio amico, se mi permetti di dirlo.

IT9ACJ ROBERTO:
hawak diverse volte sono finito ko, specie di notte per una crisi ipoglicemica. capita nella vita dei diabetici è una vita sacrificata... al mare non si può andare come una volta, devi stare attento ai vasi sanguigni che spesso e volentieri creano problemi (giorno 14 agosto 11 ore di pronto soccorso ad acireale, entrato in codice giallo alle 21,30 sono uscito alle 10 del mattino dopo),,, da sbellicarsi dalle risate...inkia!!!!!
ma the show must go on

yeti:
73 a tutti,
a prescindere dalle considerazioni fatalistiche cioè che poteva succedere anche in città con,purtroppo, lo stesso risultato ( in caso di infarto, ictus o evento acuto non preso in tempo o fatale nell' arco di pochi secondi), iniziamo a renderci conto che qualsiasi cosa facciamo ha una quota di rischio più o meno importante.
Una buona attrezzatura ed una altrettanto buona pianificazione e preparazione contribuiscono a ridurre il rischio che però non può essere posto a zero. Un'escursione su sentiero battuto e segnalato è sicuramente meno pericolosa di un'ascensione con ritorno in parapendio ma su quest' ultima la carica adrenalinica e la consapevolezza contribuiscono ad attuare tutte le accortezze possibili per tornare a casa. A proposito di questo, in Francia qualche anno fa si era discusso se soccorrere o meno gli sportivi estremi dal momento che anche i soccorritori venivano esposti a dei rischi molto alti.
Ii rischio deve quindi essere percepito e valutato, non è raro che succedano degli incidenti banali proprio per l'abitudine a fare cose molto più complesse che portano a sottovalutare alcune situazioni.
Dal punto di vista pratico avere in zaino oltre all' attrezzatura minima un PMR446 o una bibanda male non fa, così come sarebbe opportuno lasciare detto il percorso e gli orari anche se si percorre un sentiero "facile" o anche chiedere al collega HAM di restare in ascolto sul rpt che sappiamo coprire la zona di escursione.
Piuttosto che niente è meglio piuttosto, dicono dalle mie parti.
Per il GPS: esso funziona ma il punto debole è la trasmissione della posizione (manuale o automatica) limitata dalla copertura cellulare; so dove sono ma non riesco a farlo sapere agli altri. Può invece essere utilizzato caricando le tracce del percorso in modo da evitare di uscire dal sentiero.
Tutto serve a ridurre il rischio, non sottovalutiamo i piccoli accorgimenti.
Putroppo la situazione di Roberto lo obbliga a fare quotidianamente queste considerazioni, dato che ha un rischio più elevato della media e giustamente ha adottato un metodo per ridurlo. Chi non ha esperienza di ambienti e situazioni ostili spesso non ha questa capacità e quando si trova in vacanza li affronta a cuor leggero... 

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