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impedenza/tx

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matteo_:
ciao a tutti, non avendo strumenti di nessun tipo, ed sto imparando un po tutto provando, dando le mie teorie e poi studiarci sopra se faccio giusto

ieri sera ho provato fare un semplice tx sui 14 mhz, un tx con un npn da pochi mAh, con un impedenza abbastanza bassa, ovviamente ho notato che più la alzo in vari modi, posso variare la corrente del npn senza romperlo, ma il dubio è questo, la corrente va tutta in trasmissione o e solo la corrente dissipata del circuito e ci sono dei limiti, quale valore determina la miglior trasmissione, perché più e bassa più fatica il transistor ma maggiore corrente    del campo magnetico mi viene da pensare, più e alta, meno resistenza e meno campo magnetico, perché tutti usano 50 ohm?   


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r5000:
73 a tutti, con l'amperometro misuri la corrente che assorbe il circuito, non hai idea se tutta la potenza assorbita dall'alimentatore viene dissipata in calore o irradiata, se il circuito è terminato su un carico fittizio è semplice misurare la tensione applicata al carico e calcolare la potenza rf, è sufficiente una sonda rf fatta con un paio di diodi e un paio di condensatori, come strumento utilizzi un multimetro oppure un galvanometro ecc...  già così quando hai il minimo consumo in corrente con la massima tensione al carico fittizio hai fatto un buon adattamento d'impedenza tra tx e carico fittizio che è bene sia da 50 ohm per poi avere il circuito utilizzabile con antenne esterne e cavo coassiale da 50 ohm, se invece utilizzi il tx con l'antenna collegata direttamente al circuito (cioè senza cavo coassiale) entra in gioco l'impedenza caratteristica dell'antenna che potrebbe essere molto diversa dai 50 ohm, in questo caso  la misura più corretta e affidabile è misurare sempre il minimo consumo con la massima tensione rilevata da un misuratore di campo,  la versione più semplice è dotare di antenna ricevente la sonda rf, esistono innumerevoli circuiti a riguardo, dal più sensibile e complesso al più semplice... https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiErb2SlLPyAhUuhv0HHdrFDEcQFnoECCEQAQ&url=http%3A%2F%2Fwww.k2gq.org%2Finit%2Fstatic%2Ffiles%2FRF_Field_Strength_Meter.pdf&usg=AOvVaw09Y4JVlj4X_b-sdBCEU92r http://www.njqrp.club/sniffer/index.html https://www.esperimentanda.com/come-costruire-un-misuratore-di-campo-rf-di-intensitaa-di-campo-in-radiofrequenza-per-onde-corte/  https://officinahf.jimdofree.com/strumenti-rf/sniffer-rf/

microonda:
Ciao a tutti , in particolare a matteo_ e r5000 . Ho letto le risposte e ho capito quello che vuoi sapere quanta corrente dovrebbe scorrere in un transistor oscillatore . Ebbene dipende da quanto è grande il transistor . Se è un to18 , correggetemi se sbaglio , tanto per intenderci un bsx26 o un 2n709 o uno che più si trova un 2n3904 , un 15 ma può andare bene . Però prelevare un segnale direttamente da un oscillatore , non mi sembra che si può avere 52 ohm . Bisogna farlo seguire da un transistor più grande tipo to39 o anche un bfr96ts e poi metterci un filtro a pi greco . Così mi sembra che si possono avere i 52 ohm di uscita . Per vedere bene questi fatti si possono consultare , secondo me , i nuova elettronica da 1 a 10 o a 12 ( facilmente scaricabili ) . Prima di scaricare fa vedere anche il sommario !

matteo_:
è lo stesso modo più o meno di convertire il campo magnetico raddrizzandolo come per le rectenna quei metodi, grazie per i link, comunque infatti prima cosa ce la base che assorbe corrente ed anche i componenti hanno un certa resistenza, ho fatto caso che aumentando la frequenza varia anche queste capacita di impedenza, ma non proprio impedenza,ma lo sforzo della corrente per la velocità di oscillazione, per dirti, usando un sdr distante in ricezione, con impedenza bassa vedo che assorbo tanti ampere per praticamente trasmettere con tot db, vario impedenza, assorbo praticamente niente prossimo allo 0 ( l’alimentatore misura solo amperee, meno di 0,01 non lo misura) trasmette con più db, comunque provo fare dei test anche con questo circuito cosi ho più controllo di quello che faccio

pero volevo anche capire che rapporto ci sta tra tensione/impedenza e frequenza e corrente

nel senso, facciamo finta di avere determinati valori, e gli vari, col variar di uno si può far un test per capire che aumentando tot diminuisce tot ecc, per arrivare ad una conclusione che, in determinate frequenze lavori bene con determinati valori di corrente/ impedenza e tensione, invece con altre cosi ecc

questo perché fin tanto che uso npn di poche mAh, va bene, ma immagino che se vuoi progettare un lineare o comunque qualcosa di più, credo che ci siano delle considerazioni da fare importanti da fare, anche se in realtà un lineare pilotano due msofet che fanno le due facce dell’alternata dopo la pre amplificazione di un jfet, quindi uno la parte positiva e l’altra quella negativa, sempre che non sbaglio



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r5000:
73 a tutti, questo link https://nt7s.com/files/QRPHomebuilder.pdf  è da scaricare e tenere per bene... se parliamo di amplificatori è sempre valida la regola della massima uscita con il minimo consumo, chiaro che i valori saranno maggiori rispetto all'oscillatore a un transistor ma la regola è la stessa, se aumentano gli Ampere erogati dall'alimentatore e non aumenta la potenza d'uscita è chiaro che lo stadio lavora in compressione \ distorsione e anche senza strumentazione adeguata (analizzatore di spettro e oscilloscopio) capisco che è peggio di quando regolando i compensatori di accoppiamento aumenta la potenza d'uscita riducendo il consumo, ovviamente mi fermo prima del punto dove aumenta il consumo senza aumentare la potenza d'uscita, poi se parliamo di oscillatori quarzati dove il transistor oscillatore è anche il finale di trasmissione l'accoppiamento dell'antenna al transistor sarà sempre da regolare per la massima uscita con il minimo consumo, poi che sia una spira di accoppiamento da spostare sulla bobina dell'oscillatore o una coppia di condensatori alla fine è lo stesso, meno consumo massima uscita...
ps: l'oscillatore quarzato "tollera" meglio un'antenna e tutte le variabili rispetto all'oscillatore libero e per questo è d'obbligo l'uso di stadi separatori propio per minimizzare l'effetto dell'antenna sull'oscillatore, ovviamente dipende dalla frequenza di lavoro e la stabilità che si vuole ottenere, sempre per migliorare la stabilità in frequenza prima del pll ecc... si usava un'oscillatore libero a bassa frequenza molto ben schermato e filtrato seguito da più stadi separatori che moltiplicavano la frequenza d'uscita, in questo modo è meno facile interferire con l'oscillatore libero che lavorando a frequenza bassa è meno perturbato dalle armoniche rispetto alla fondamentale...

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