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Alcune considerazioni sull'uso degli accordatori in stazione

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trodaf_4912:
Queste considerazioni sono generali e valgono per qualsiasi tipo di accordatore CL, LC o T.
Come unica nota posso dire che le perdite di un accordatore si concentrano in massima parte sull'induttore. Un Q=200 per tale componente e' sufficiente per contenerle .
In generale quasi tutti acquistano un accordatore di antenna, lo posizionano in stazione e alimentano l'antenna con cavo coassiale senza pero' tenere conto della Z dell'antenna, tanto ci pensa l'accordatore a risolvere il problema. Questo puo' essere vero, ma dipende da "come lo risolve".
Spesso leggo che si vuole utilizzare antenne per i 10 metri o i 20 metri per lavorare in 80 o perggio in 160 metri. Occorre sottolineare che utilizzare antenne con una lunghezza elettrica < 0.3λ porta ad avere resistenze, lasciatemi per comodita' al momento trascurare la parte reattiva, molto basse. Insomma, piu' l'antenna e' corta per la frequenza in uso piu' la resistenza nel punto di alimentazione e' bassa ed inferiore di molto a 50Ω. Si puo' arrivare a casi in cui questa resistenza e' di soli 9/10Ω o  anche di meno.
Pensiamo ora alla tratta di cavo che utilizziamo per alimentare l'antenna. Se questa e' di lunghezze multiple di λ/2 avremo che, al connettore di antenna presente sul nostro accordatore, si presentera' esattamente la stessa resistenza, a meno delle perdite del cavo. I seguenti grafici ripresi da un articolo apparso su QST del 1995 rendono chiara la situazione.




Questo risulta ovvio in quanto piu' la resistenza e' bassa piu' la corrente e' elevata ed incide sulla quota perdite dell'induttore, che sia roller o a prese intermedie.
Pertanto, in questo caso, e' sconsigliabile utilizzare linee di λ/2 o suoi
multipli.
Supponiamo invece di avere una antenna con una R di circa 1000Ω. Se la linea di alimentazione e' lunga λ/4 o suoi multipli dispari avremo una trasformazione tale per cui ai capi del nostro accordatore la R diventera' 2/3Ω e quindi una situazione critica per le perdite al suo interno, come nel caso precedente.
Pertanto l'inserimento di un accordatore in stazione pensando di poterlo utilizzare con qualsiasi antenna e con qualsiasi linea di alimentazione e' possibile ma le perdite al suo interno saranno conseguenti al tipo di disadattamento. Piu' la R e' bassa maggiori saranno le perdite.
Molti pensano, uso l'antenna dei 10 metri per lavorare in 80 dimenticandosi tale fattore. Poi e' chiaro che piu' l'induttore e' costruito in modo "abbondante" e con il Q di almeno 200 meglio e' ma quando sento " il mio accordatore accorda anche la rete del letto", puo' anche essere vero, ma con quale efficienza ?.

Una considerazione quindi diventa importante : piu' l'antenna e' corta piu' la R e' bassa e quindi conoscere quanto vale la Z dell'antenna alla frequenza su sui si vuole fare operare l'accordatore diventa fondamentale.

HAWK:
Grazie mille per la esposizione, una buona lettura, pro memoria e propedeutico per i novizi.

Una definizione che pongo agli accordatori, sono dei pinocchi patentati...fanno credere alla radio della linea ottimale e queste ci cascano sempre e danno i watt di targa...!!

Beata ingenuità macchinale.


P.S. La tua battuta, accordare la rete del letto...qualcuno ci è riuscito, con medio segnale di RTX tra Cipro e Libano...beata gioventù, ma non si deve chiedere con che efficienza...
Ma di problema si ebbe fatta la virtù.

trodaf_4912:
L'accordatore da palo permette di svincolarci dalle lunghezze critiche del cavo di alimentazione, ma rimane sempre la forca caudina della R dell'antenna. Utilizzare antenne troppo corte per la lunghezza d'onda su cui si vuole operare non e' una brillante idea per il nostro accordatore, anche da palo.
Un esempio : un dipolo orizzontale λ/2 per i 20 metri ha una R=70 Ω . Lo stesso dipolo, utilizzato in 80 metri esibisce una R=3 Ω.
Ho letto in queste settimane di operatori che con l'antenna CB pensano di operare in 40, 80, 160 metri attraverso l'accordatore. Operazione forse fattibile, ma mi domando a quanto ammontano le perdite dell'accordatore. Poi, se non si puo' fare altrimenti per vincoli di spazio o di condominio, va bene. Tuttavia occorre essere consapevoli di quello che si sta facendo e scegliere un accordatore che possa sopportare tensioni e correnti elevate che si sviluppano al suo interno e non farci illusioni sulla sua efficienza.

AZ6108:
Ciao "Trodaf"

Concordo con quanto hai scritto in toto, vorrei solo aggiungere qualche annotazione

Prima di tutto, per l'uso multibanda di un'antenna sarebbe opportuno utilizzare una linea con dielettrico in aria (doppino/scaletta) invece del coassiale, dato che tale tipo di linea permette di ridurre, per quanto possibile, le perdite

In secondo luogo, sebbene usare un'antenna "corta" (diciamo meno di 1/4 lambda) su lunghezze d'onda superiori sia possibile, come hai giustamente scritto, questa NON è una buona idea, di norma una multibanda si usa sulle lunghezze d'onda inferiori, ossia ad esempio un'antenna "tagliata" per i 40 metri potrà essere usata anche sui 20 e sui 10; fare il contrario è possibile (es. usare una 1/2 onda per i 10 metri sui 20 metri, dove sarà 1/4 d'onda), ma pretendere di usare un'antenna per gli 11 metri sugli 80 metri significa che, o si è in una condizione di emergenza oppure non si ha ben chiaro il funzionamento di un sistema radiante

A seguire, ci sarebbero anche da prendere in considerazione le perdite introdotte dalle varie topologie di reti di accordo, perdite che, anche in condizioni NON estreme potrebbero essere tutt'altro che trascurabili; come ho scritto più volte, preferisco la topologia L a ragion veduta, sia perché è la più semplice, sia perché, fatta salva la S (rif. PA0FRI) è quella che offre le perdite minori

Per concludere, oltre alla rete del letto, c'è gente che ha usato recinzioni in filo spinato, lampadine ed altro come antenne (quantomeno in TX), ma in tutti i casi si è sempre trattato di qualcosa fatto "per gioco"

[edit]

Poi ci sarebbe anche da parlare di quelli che, oltre ad usare un'antenna corta (es. una CB sugli 80 metri), siccome non hanno un buon segnale, invece di migliorare l'antenna, mettono su un lineare da qualche KW

IK3OCA:
Salve, a seguito degli apprezzabili post di Trodaf_4912 e dei seguenti, riguardo alle perdite di un accordatore, che sono sicuramente influenzate dalla bassa R dell'antenna, mi pare il caso di precisare quale possa essere la reale importanza di tali perdite, in modo da orientare le nostre scelte a ragion veduta.

Si legge in giro che un accordatore, in generale, può perdere il 5 o 10% della potenza: se fosse così, ciò comporterebbe che le differenze del nostro segnale prodotte da tali perdite, rispetto al medesimo senza perdite, saranno IMPECETTIBILI allo S-Meter e all'orecchio del nostro corrispondente!

E perchè, invece, le perdite diano al nostro corrispondente una differenza di 1 punto S, necessita che l'accordatore disperda META' della potenza, e che, quindi, dei 100 watt in entrata, 50 vadano dispersi in calore, con risultati fisicamente sensibili appoggiando la mano sul case dell'accordatore, e figuriamoci se si trattasse di QRO!
Ma queste cose non capitano praticamente mai.

Con ciò non intendo dire che delle perdite dobbiamo fregarcene, ma che è il caso di valutarne correttamente l'effetto in termini  quantitativi, in modo a non farci terrorizzare dalla parola "perdite" senza che sia accompagnata da una valutazione reale.

Ovviamente il discorso vale anche per le perdite del cavo, eccetera.

73 Rosario



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