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Autopsia di una Sigma Mantova Turbo

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1vr005:
Qualche settimana fa mi sono deciso a smontare la mia Mantova Turbo, istallata sul tetto dal 1992.
Poiché in passato mi è successo che cadessero dal tetto pezzi di un'altra antenna (una direttiva 4 elementi Sigma) a causa dell'ossidazione di alcune parti, ho voluto controllare che la Mantova, grande e pesante, non potesse essere fonte di pericolo per cose o, peggio, persone.

Dunque vediamo qualche fotografia di questa antenna, che non era mai stata smontata completamente prima d'ora e dunque si è fatta quasi 20 anni di onorato servizio in condizioni climatiche negative.
Il clima della zona è freddo e umido d'inverno, mite e relativamente piovoso d'estate, fresco e molto piovoso nelle stagioni di mezzo, privo di salsedine, caratterizzato da bassi livelli medi e massimi di radiazione solare a causa della frequente copertura nuvolosa del cielo e della elevata latitudine. L'ubicazione è in collina/campagna, quindi poco o niente smog; la ciminiera più vicina a me dista una ventina di km in linea d'aria.

In primo luogo, le parti di radiale che vanno infilate e fissate nella base si presentano ossidate, malgrado le avessi siliconate ben bene per evitare infiltrazioni d'acqua piovana. Avevo anche coperto di silicone i bulloncini da sopra, sempre per evitare che entrasse acqua.

La spiegazione che propongo per questo fenomeno è che magari non ci entra l'acqua piovana, ma anche al chiuso condensa l'umidità per effetto delle variazioni di temperatura, per cui la rugiada fa sì che l'alluminio si ossidi lo stesso. Con il mio clima, quella parte di antenna può coprirsi internamente di ghiaccio e restare ghiacciata per giorni e giorni. Le tracce di ruggine che vediamo non dipendono né dal radiale né dal dado o dal bullone con i quali i radiali si fissano, che contro la mia aspettativa si sono rivelati in materiale inox.

Qui vediamo che l'acqua non può essere entrata neanche dal giunto tra primo tubo in alluminio e vetroresina, perché avevo chiuso tutto ben bene con il silicone.

Come si osserva in questa foto, in alcune parti della base si sono formate alghe (o licheni, non saprei), a causa di ristagni d'acqua. A mio avviso questo dovrebbe essere evitato tramite accorgimenti costruttivi e dunque progettuali.
Altro dettaglio sgradevole che si osserva in quella foto è che il capo del bullone che esce dal blocco di plastica (con sotto vetroresina) da cui parte la molla di taratura è ossidato - mentre il dado che ci va fissato è in ottone e presenta solo ossidazione superficiale. Lo possiamo vedere anche in quest'altra prospettiva:

e da questa...

...e da questa

Sgradevole. Se lo avessi saputo prima, ci avrei applicato una spruzzatina di zinco spray, e ho sbagliato a non farlo. Certo io ho sbagliato a non metterci lo zinco spray, ma la Sigma ha sbagliato a metterci un bulloncino cromato o zincato e non qualcosa di non facilmente ossidabile tipo acciaio inox o ottone o altro. Forse c'erano problemi di conduttività a sconsigliare il ricorso all'inox, ma per un pezzo così corto e di così buona sezione non credo che un bullone inox avrebbe provocato problemi.

LP_65:
73 a tutti
Innanzitutto grazie per la testimonianza molto interessante a valutare la longevita di un prodotto . Se capisco bene, dopo una 20ina di anni di servizio mi pare che con un buon prodotto per l'alluminio (..un bel bagnetto..), della carta abrasiva fine, qualche pezzo di ferramenta ad-hoc e una "cremina conduttiva" l'antenna possa tornare come nuova e tirare i prossimi 20 anni. Niente male direi visto che spesso si elogiano prodotti ben piu costosi ed esotici che non danno poi tanto di piu (sia come performances che come affidabilità nel tempo).

Domandina: L'antenna prima che la smontassi era perfettamente funzionante?
Grazie, 73

1vr005:
Ora vediamo da che cosa dipende la ruggine che abbiamo trovato sull'attacco di un radiale. Guardiamo bene questo disco metallico.

Si vedono tracce di ruggine colata fuori dai bordi, proveniente dall'interno, e si vede ruggine anche in alcuni dei fori dai quali fuoriescono i bulloni che fissano i radiali. Allora togliamo le due viti che fissano il disco alla base di plastica nera, ed ecco in che condizioni sono le viti.

Marci. Altri due pezzi non-inox.

Ora, non sono riuscito a staccare quel disco, perché al connettore SO-239 è saldato un conduttore corto, dunque non si riesce a infilarci un attrezzo per svitare o sbullonare il connettore e rimuovere il pezzo. Bisogna fare un po' di contorsioni per vederci dentro. Diamo un'occhiata.
Qui si scorge un po' di ruggine.

E qui oltre alla ruggine si vede che sul lato interno del disco metallico (al quale le calamite si attaccano, dunque non è alluminio) si è anche depositato del calcare, come in un ferro da stiro  ???


Il calcare si vede meglio in quest'altra immagine


Domanda: come fa a depositarsi calcare in quella superficie? La mia risposta è la seguente. Acqua da sopra non ne entrava, l'acqua da sotto non entrava perché di solito la pioggia non va in salita, ma le escursioni termiche producono facilmente rugiade. I metalli nelle notti con cielo sereno diventano molto freddi perché disperdono calore verso lo spazio per irraggiamento in infrarosso. L'aria, che di notte con sereno è più calda di questi metalli e contiene umidità, a contatto con i metalli freddi si raffredda e rilascia l'umidità, che condensa sulle superfici. E' lo stesso fenomeno per effetto del quale nelle mattine invernali troviamo l'auto parcheggiata all'aperto coperta di brina....
Dunque si condensa l'acqua, magari nella notte gela pure, e rimane lì dentro perché c'è scarsa ventilazione a portarsela via. Se poi c'è alternanza di sole e gelo, l'acqua continua ad alternare la condizione liquida e quella solida, ma se ne resta sempre lì anche per mesi. Consideriamo poi che qui è capace di piovere anche per tre settimane consecutive oppure possono esserci mesi nei quali piove almeno una volta tutti i giorni, dunque l'acqua che c'è lì non se ne va  mai.
Alla fine però l'acqua riesce ad andarsene perché prima o poi arriva una settimana di sole con un po' di vento, e lascia lì il calcare che contiene, cosa che spiegherebbe la patina di calcare che c'è su quel disco.

1vr005:

--- Citazione da: LP_65 - 22 Agosto 2012, 18:41:58 ---73 a tutti
Innanzitutto grazie per la testimonianza molto interessante a valutare la longevita di un prodotto . Se capisco bene, dopo una 20ina di anni di servizio mi pare che con un buon prodotto per l'alluminio (..un bel bagnetto..), della carta abrasiva fine, qualche pezzo di ferramenta ad-hoc e una "cremina conduttiva" l'antenna possa tornare come nuova e tirare i prossimi 20 anni. Niente male direi visto che spesso si elogiano prodotti ben piu costosi ed esotici che non danno poi tanto di piu (sia come performances che come affidabilità nel tempo).

Domandina: L'antenna prima che la smontassi era perfettamente funzionante?
Grazie, 73

--- Termina citazione ---

Se riesco a sistemare quel disco metallico arrugginito la rimonto, ma se non trovo soluzione per quel problema, penso che la regalerò a un amico radioamatore che ci si farà qualcosa per le bande che frequenta lui.

Sì, l'antenna funzionava. Non so dire quanto perfettamente perché non ho termine di paragone. Diciamo che la Sirio GPS 27 1/2 onda che ho istallato al posto suo sullo stesso palo con lo stesso cavo coassiale dà segnali più bassi a tutte le stazioni locali qui nel circondario e ha banda più larga. Secondo me, comunque, quell'antenna era in perfette condizioni di funzionamento, ma non ho prove per sostenerlo. Ora mostrerò che con qualche accorgimento (silicone a manetta) i giunti fra i tubi erano tutti assolutamente perfetti dopo 20 anni di tempaccio bellunese. A quell'antenna è mancata solo la "prova dell'85" (con riferimento alla grande gelata di gennaio 1985), cioè da quando è lì non è mai stato tanto freddo da vedere se tiene botta a temperature estreme.

1vr005:
Vediamo qui che i bulloni che fissano l'antenna al palo erano in condizioni assolutamente perfette. Questo era facile da controllare anche senza smontare l'antenna, ma rassicura accertare che sia così. Una raffica di vento a 90 km/h (da me rara ma può capitare) se i bulloni sono andati ci mette poco a portarsi via una Mantova e a buttarla in testa a qualcuno o a gettarla sul tetto della casa accanto o su un'auto parcheggiata sotto, facendo bei danni. E' essenziale che questo non possa succedere.

E brava la Sigma che ha fatto in modo che questo non possa succedere.  :birra:
Se il sistema cede è perché ha ceduto il palo sotto l'antenna, ma l'antenna dal palo non si schioda.

A dire il vero più che per i bulloni della base ero preoccupato per le condizioni di conservazione del vetroresina sul quale si innesta il primo tubo di alluminio, ma a causa di quella protezione di plastica non riesco a vedere come sia messo. Mi risulta che sulla Mantova 1 quel tratto di vetroresina si sia rivelato problematico in quanto intaccato dalla radiazione solare, e che qualche Mantova 1 si sia spezzata proprio lì. Probabilmente è proprio per questa ragione che è stata introdotta quella protezione di plastica.
Vediamo al volo questo pezzo di plastica cui mi sto riferendo, e si nota anche un altro dettaglio: avevo riempito di silicone i tagli verticali sul primo tubo, probababilmente pensando più all'acqua che alla radiazione solare.

Se qualcuno sa dirmi come si toglie quello scatolotto nero, mi fa un grosso favore. Ho bisogno di vedere com'è messo il vetroresina che c'è sotto. Se è bello solido si può pensare di rimettere su l'antenna, ma se è al lumicino non è il caso di rischiare.

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