Autore Topic: Reti digitali. Dolori, non solo gioie?  (Letto 2599 volte)

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Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #25 il: 21 Maggio 2017, 07:58:16 »
Citazione da IZ8XOV

Citazione
In un Qso è diverso perché vi è la contemporaneità relativa alle stazioni presenti: più è vasta la rete più sono i corrispondenti e più vi è il rischio che si generi confusione. Già a questo scopo esistono le room e nel caso del Dmr i Tg proprio al fine di meglio diversificare le comunicazioni e non lasciare che agiscano su un unico "canale".

Il sistema può essere complesso fino a livelli esagerati, ma la complessità va gestita. Faccio l'esempio di un'interfaccia cliente delle Poste Italiane, o di una banca. Un'interfaccia cliente può (e deve) gestire anche milioni di chiamate contemporanee e non deve mai andare in crisi. Una volta capitava di andare in banca e sentirsi dire che i computer erano bloccati, oggi non succede più. Se migliaia di radioamatore partecipano ad un QSO, la cosa si risolve parzializzando questo QSO. Comunque quello dei troppi client è un falso problema, io, essendo un programmatore, tendo a non prenderlo nemmeno in considerazione. L'ARI, il C.I.S.A.R. o qualcuno che ha studiato dovrebbe occuparsi della rete digitale, ma come al solito noi Italiani siamo sempre indietro come la coda del maiale.

Il D-star è in calo, ma in realtà è un sistema estremamente interessante, dato che, oltre che nascente su ICOM, può essere implementato su qualunque radio che abbia un ingresso dati 9600. Grandissimo progetto, il D-star, con grosse potenzialità, nato in Giappone, lo stiamo abbandonando perché siamo Italiani. Non funziona così, o almeno non dovrebbe funzionare così. L'unico sistema sperimentale sul serio, ed open-source tranne che per un chip, va in obsolescenza, mentre altri sistemi "blindati" raggiungono sempre maggior diffusione.
In realtà il fatto del QRM mi spiega che l'radioamatore moderno, spesso di provenienza CB, senza infamia, o PMR, avendo il cervello "telefonizzato", prediliga sistemi portatili, con antennini minimali. Io, per parlare con la Sicilia in analogico, devo avere una radio in SSB, un'antenna direttiva da 11 elementi col rotore, mentre un mio collega lo fa tranquillamente seduto sulla tazza del water. Questa è la grande forza dei sistemi digitali, cioè la comprensibilità totale, l'indirizzamento attraverso altri sistemi per cui posso fare QSO con Chattanooga - Tennessee, il limite sono i frazionamenti, cioè l'incompatibilità tra sistemi, non la loro complessità. Perciò io ci vedo poco di sperimentale e di sperimentabile. Magari domani mi viene la voglia e me ne prendo uno anch'io, lavoro, guadagno (poco) e me li spendo come mi pare, Signora permettendo, ma la Signora è quasi sempre condiscendente.
Il tutto mi sembra un sistema zoppo, il cui scopo è proprio quello di "ciacolare" sul Canate o su altri ponti senza i vari malati di mente che entrano ad insultare, ruttare e bestemmiare.

Carlo
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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #26 il: 21 Maggio 2017, 17:59:07 »
Carlo ni ma l'ho detto miliardi di volte.
Il primo problema e' che quando a chi non ha uno dei sistemi digitale si parla di digitale automaticamente intende rete, interconnessione, voip, etc. E' anche questo ma non solo.
Il C4FM (io cerco di parlare di cio' che conosco e che ho provato) è una modalità di emissione. Modo/modalità come lo è rrty,psk,tty,am,fm,ssb ergo lo si puo' usare in diretta in V/U/HF (c'e' una yeasu che lo implementa anche in HF) quindi lascia aperte le sperimentazioni alle quali anche i vecchi radioamatore sono abituati e consoni ed il resto e' fuffffffffaaaa perchè tutte le vostre/mie/loro belle radio analogiche delle quali tutti si riempiono la bocca sono cosi' pieni ad oggi di DSP A/D e D/A che di analogico hanno quanto il mio Yaesu digitale....con la diferenza che in chiato invece di rumori incomprensibili si sentono modulazioni umane e non semi-extraterrestri.

Solo questo dovrebbe far riflettere sulla deviata idea che si ha o meglio delle generalizzazioni sul digitale.
Ripeto si possono fare le dirette, le onde viaggiano e subiscono gli stessi fenomeni propagitivi etc. ne più ne meno che come quelle analogiche. Non è vietato farsi anche i DX se ci si riesce.

Poi se si vuole si và "anche" in rete.
Non a caso le nostre FF.OO utilizzano DMR con ponti locali ne più ne meno come utilizzavano i ponti analogici..come si usava l'etacs soppiantato poi dal gsm e successivi.

Se la cosa si guarda sotto quest'ottica si capisce che si parla di altro che il semplice echolink digitalizzato.

Il resto sono punti di vista molto opinabili. E' già difficile un qso in analogico su ponti locali quando ci sono X partecipanti, figuriamoci su echolink ed i cugini digitali...se poi facciamo convergere tutti e 3 i sistemi in un'unica grande rete sia chiama CAOS e non porta a nulla.

Anche tutte ste menate da open source...stop potrei scrivere tomi ma non lo faccio. Le cose vanno analizzate a 360 gradi e non con i paraocchi. Ogni medaglia ha SEMPRE il suo rovescio. L'open source non e' affatto la panagea...e' solo per geek o per chi non vuol sganciare un'euro e si nasconde dietro la bandiera del tutto libero.

il 99.99% degli utenti open source non ha mai contribuito x 1 solo centesimo o con una sola riga di codice eppure elogia....per favore.

I mondi devono restare separati ed ognuno deve fare le proprie scelte con cognizione di causa. Io ho studiato e mi sono documentato sui 3 sistemi digitali ed ho scelto c4fm/wires X ...per X motivi, altri hanno fatto altre scelte.

E' giusto che ognuno goda o pianga delle proprie scelte.

Per me una cosa deve funzionare, funzionare bene, essere complicata al punto giusto, sicura ed affidabile. Se questo costa in soldini per me e' ok.

Ho abbandonato Winzozz da 10 anni e sono uno strafelice utente Mac OSX e IOS. Come per il c4fm li ho scelti perhè fanno quello che cerco da un OS e nel modo che voglio.
Che poi ci siano incompatibilità verso gli altri mondi mi stà più che bene....cosi' come aver speso i 1800 euro per l'imac ma vederlo ancora funzionare bene dopo 9 anni e non starmene con la carta igienica in mano per il "wannacry" o per il bug del secolo.

Scelte semplici scelte e possibilmente fatte con criterio.

metalliserg

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #27 il: 21 Maggio 2017, 21:00:30 »
Aggiungo quanto detto da zampro che: se pensi ti possa piacere e divertirti fai la spesa, in base a quanto vorresti, altrimenti non prendere nulla e nessuno potrà dire niente. I sistemi digitali non faranno altro che introdurre si nuove funzionalità, ma anche invecchiamenti precoci dell'hardware, perché uscirà sempre qualcosa di nuovo che poi non sarà più compatibile con i precedenti. Chi sarà il vincitore del momento lo deciderà poi il marketing dei produttori e il portafoglio dei radioamatori. È sempre stato così: vhs contro betamax, come giustamente dicevi, ma anche cd contro minidisk, dvd contro laserdisk, hd dvd contro blueray, e via discorrendo. La cosa bella del radiantismo è che data la natura stessa del radioamatore, le stazioni analogiche non si spegneranno mai.


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Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #28 il: 22 Maggio 2017, 07:48:27 »
Insomma, ripeto, son contento per voi. Non sono d'accordo sul mode, in quanto C4FM è banalmente una modulazione di fase che trasmette voce+dati, ma non porta nulla di novità assoluta come mode.
Sul resto, OK, sono filosofie. Io sono supercerto che, se mi comprassi una radio digitale, farebbe la carriera del cassetto, la fase "QSO" l'ho abbandonata quando avevo 15 anni, ho la mia personalità, sicuramente sbagliata, ma non amo 'conversare'. Amo i collegamenti hallo here Italy Uniform Four Fox-trot Mike Sierra, you are 59, etc..., amo l'autocostruzione anche impegnativa, amo il recupero di vecchie radio ed amo l'autocostruzione e l'adattamento di antenne. Non mi serve il "baracchino". Diverso sarebbe il caso in cui, qualunque fosse il sistema che scelgo di usare, questo potesse diventare un sistema "aperto", allora, usando le vaste possibilità di un mondo in cui la condivisione è la base di ogni attività, potrei comunicare con radioamatore di tutto il mondo, ma anche mandare foto, file, testi, eccetera.
Faccio un esempio esplicativo: alcuni anni fa c'era il 'packet radio'. Oggi è praticamente scomparso dall'Italia. Ma solo dall'Italia, all'estero, pur avendo Internet anche là, lo mantengono in efficienza, almeno in molti Paesi, come risorsa estrema. Ed anche come base dati tra gruppi più o meno locali oppure no. Questo intendo. Avevamo una rete mondiale utilissima come il packet, l'abbiamo smantellata, perché non più alla moda, abbiamo una selva di ponti ripetitori analogici che non so nemmeno se siano censiti, metà spenti, metà in cui i dati dichiarati (subtoni, ecc.) non corrispondono assolutamente, visto da fuori il mondo ham sembra un mezzo bailamme totale, e il digitale non mi sembra troppo ben avviato, oltretutto a quelli come me non da valore aggiunto. Non è che io sia uno che difende il CW, che fa solo collegamenti col tasto, o che monta antenne a telaio sul tetto. Però, se devo dire la verità, per me quello è ham. Non so cosa dire. Auguro anni di gioia e felicità ai digitalisti, ma la cosa non mi attrae soprattutto per come è fatta. Il fare un collegamento in diretta digitale dal monte Cucco al monte Capra senza disturbi ci può stare, ma io mi collego la Russia (sempre parlando di VHF) via E sporadico in SSB, e garantisco che i disturbi sono pressoché inesistenti. Ma, torno a dire, questo è solo il mio parere, e non voglio convincere nessuno, ma la sola idea di entrare in un mondo che ha enormi possibilità che non vengono sfruttate per paura del troppo casino (ripeto che la complessità va gestita, cioè è il software che deve risolvere il casino, non l'incompatibilità), addirittura mi fa ritrarre. Spesso mi metevo in ascolto su Echolink. Ho fatto 3 QSO in due anni. Forse non ci azzecco come orari, ma più che troppo casino, mi sembra che i nodi siano vuoti come un fischietto. Almeno Echolink è Gratis et Amore Dei...

Carlo
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Offline Sanco

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #29 il: 22 Maggio 2017, 09:26:43 »
Un'altra cosa che posso dire è che il Dmr, per il suo sistema di trasmissione, dovrebbe teoricamente consumare meno le batterie.
Quindi in situazioni estreme porta già due vantaggi: prende meglio e dura di più.
OT
Riguardo all'ecolink mi fa strano che non senti mai nessuno. Forse mancano ponti in zona tua? In questo momento ad esempio c'è un qso sull'RU9 del Terminillo. Ma è già il secondo che sento da questa mattina

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Offline IZ8XOV

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #30 il: 22 Maggio 2017, 16:30:10 »
Amo i collegamenti hallo here Italy Uniform Four Fox-trot Mike Sierra, you are 59, etc..., amo l'autocostruzione anche impegnativa, amo il recupero di vecchie radio ed amo l'autocostruzione e l'adattamento di antenne.
Allora sicuramente i sistemi digitali non fanno per te. In verità anch'io amo alcune delle cose che hai descritto tuttavia qualche Qso in digitale lo faccio con piacere giusto per sfruttare una possibilità in più. Per me la radio è come il cibo, non sei obbligato a mangiare tutto ma se hai una tavola più imbandita assaggi più cose che non è detto che finiscano nella tua dieta ma almeno se le assaggi puoi giudicarle direttamente.
Il fare un collegamento in diretta digitale dal monte Cucco al monte Capra senza disturbi ci può stare, ma io mi collego la Russia (sempre parlando di VHF) via E sporadico in SSB, e garantisco che i disturbi sono pressoché inesistenti.
E' bellissimo sperimentare i collegamenti Ssb in 2 metri tuttavia è un concetto diverso perché in Ssb non fai "Qso Nazionali" come avviene sulle reti digitali.
Ma, torno a dire, questo è solo il mio parere, e non voglio convincere nessuno, ma la sola idea di entrare in un mondo che ha enormi possibilità che non vengono sfruttate per paura del troppo casino (ripeto che la complessità va gestita, cioè è il software che deve risolvere il casino, non l'incompatibilità), addirittura mi fa ritrarre.
Questi sistemi sono tutto sommato ancora giovani o meglio nei tempi a venire sicuramente verranno perfezionati e implementati anzi c'è gente che ci lavora dalla mattina alla sera ed è principalmente per merito loro che certi sistemi oggi sono usati dai radioamatori.
Spesso mi metevo in ascolto su Echolink. Ho fatto 3 QSO in due anni. Forse non ci azzecco come orari, ma più che troppo casino, mi sembra che i nodi siano vuoti come un fischietto. Almeno Echolink è Gratis et Amore Dei...

Echolink è un po l'antesignano dei sistemi digitali, intendo come concetto dei nodi connessi alla rete ma di base funziona in analogico. E' stato meno accettato (almeno in Italia) perché si può far Qso anche tramite pc e smartphone scaricando l'App. per tale motivo molti lo giudicano male, in realtà è un ottimo sistema gratuito e molto elastico. L'unico limite è che se c'è un disturbo su un Link viene escluso il Link (muting) per cui vengono esclusi anche gli radioamatore corretti che vi transitano. Viceversa nei sistemi digitali si mette in black list solo la radio autrice del disturbo. Prima lo usavo parecchio Echolink, ora purtroppo sto avendo dei problemi a casa comunque se visiti il sito di Ik2Ane li trovi tutta la lista dei Nodi italiani connessi su Echolink o meglio alle varie conferenze facenti parte di Echolink.

Comunque magari non comprerai mai una radio digitale ma almeno è servito a documentarti e a leggere le esperienze degli altri, poi chissà magari un domani cambierai idea. Io da quando esiste il Dstar sono stati la e la per prenderlo svariate volte ma alla fine ho sempre evitato, ho fatto il passo solo dopo aver provato il C4fm.

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Il radioamatore è una persona affascinata dal comportamento delle onde radio e da tutto ciò che serve ad esplorarle. E' uno sperimentatore che opera nel rispetto delle leggi e che ama condividere con gli altri le proprie conoscenze, Michele IZ8XOV

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Offline IZ8XOV

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #31 il: 22 Maggio 2017, 16:39:31 »
Citazione
Solo questo dovrebbe far riflettere sulla deviata idea che si ha o meglio delle generalizzazioni sul digitale.
Ripeto si possono fare le dirette, le onde viaggiano e subiscono gli stessi fenomeni propagitivi etc. ne più ne meno che come quelle analogiche. Non è vietato farsi anche i DX se ci si riesce.
Confermo, io in C4fm la scorsa estate ho fatto un Qso in diretta a segnale S-1 a 380 km di distanza con 5 watt e ne ho sperimentati anche altri entrando sulla Room Italy dal ripetitore del Circeo, alla fine cambia poco le cose ma è sempre appagante fare più km via radio rispetto a entrare dal link più vicino o dentro casa, ma in linea generale questi sistemi digitali sono più ambiti per le reti tanto è che sono sempre più diffusi i nodi con le Dv4mini. Oltretutto collegandosi con altri utenti sparpagliati in mezza Italia il concetto di distanza torna relativo perché ciò che conta è entrare nella rete. Comunque ne conosco parecchi di radioamatore che fanno collegamenti e prove in diretta sia in C4fm che in Dmr ma credo che per buona parte dei radioamatori la valenza maggiore di questi sistemi siano room e sotto-room.

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Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #32 il: 24 Maggio 2017, 18:50:32 »
Vi consiglio di consultare questo sito:

https://www.grupporadiofirenze.net/

L¡ si riferisce delle esperienze di un gruppo di radioamatori che si sono prefissi il compito di unificare D-star, DMR Brendmeister, C4FM e tutto quanto fa spettacolo.
Gli amanti del QSO di quartiere sappiano che saranno invasi da migliaia di milioni di miliardi di utenti, ci saranno QSO con ruote che gireranno per giorni e giorni prima che ci ripassino il mike... Poi tocchera' gestire il bailamme!...

Andra' a finire che mi prendero' una scheda D-star da attaccare ad un bibanda VHF-UHF!

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #33 il: 24 Maggio 2017, 19:52:31 »
Ciao Carlo ti ringrazio per la "citazione" noi come Gruppo Radio Firenze insieme a altri sysop di XLX abbiamo tirato su una rete dstar data per morta da qualche tempo fa, devo dire che in toscana questo non è mai avvenuto abbiamo da sempre una copertura di ponti/nodi molto efficienti, noi abbiamo sempre creduto nel dstar sviluppando una rete aperta a chiunque volesse smanettare e affacciarsi a questo mondo digitale aiutando chiunque.

Non mi dilungo su quale sistema è migliore tra c4fm dstar e dmr ognuno ha caratteriste differenti e molti colleghi parlano per sentito dire.
Oltre hai ponti dstar abbiamo attivi anche sistemi dmr con ponti originali hytera e mmdvm e intimamente stiamo prendevo in considerazione il c4fm.

I modi digitali come tutti i sistemi devono piacere, sento spesso dire del costo proibitivo delle radio digitali a mio avviso è una scusante, ho visto colleghi spendere le stesse cifre per un microfono da tavolo ecc...., secondo me la parte che frena le persone è la poca informazione di come funziona un sistema digitale e la scarsa lettura sulla programmazione delle radio.

Saluti Roberto iz5ilh

 


Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #34 il: 24 Maggio 2017, 20:39:29 »
Beh, ti garantisco che io vado con un autocostruito sui sei metri e che i miei microfoni da tavolo sono uno Zetagi MB+4 e due autrocostruiti, quindi non è che io spenda grandissime cifre, e l'acquisto di un digitale non è una bazzecola, anche se vedo che vanno un po' ridimensionandosi.
Preferirei una scheda D-star ad una radio intera, ci trovo più "ham spirit" nell'autocostruzione.

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IZ1PNY

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #35 il: 25 Maggio 2017, 06:49:39 »
Da anni ho tutti e 3 i sistemi, DSTAR, DMR, C4FM, del C4FM sono finanziatore  e co proprietario di un ripetitore collegato in rete, gestore proprietario di un nodo adesso spento per defaiance tecniche date dallo stesso, di causa progettuale della casa fabbricante.
Mal di RF per le HF.

Tutti i sistemi sono buoni e fallati allo stesso momento.
Non c'è il meglio e meno meglio in assoluto.

Una cosa è meglio, ogni sistema DEVE viaggiare per conto suo, l'interconnessione ha necessità di efficienza e aggiornamento e settaggio giornaliero potente e capace, dall'informatizzazione alla saldatura e connettore, una DV4, una Shark, un DMR connesso, in rete digitale, male del meglio male in quanto non controllato con ID vero ed univoco, quindi arma di buon temponi, in toto, basta una adsl poco efficiente, un simbolo settato male e patatrack.
Tutto o qualcosa cade.

Ora se parliamo di esperimenti nel bonus malus ci possiamo stare, con vera realtà ed onestà tecnica, se adduciamo a buono, stabile e ben funzionante, non ci sto io, non prendo per i fondelli gli altri che ne sanno di meno e mi credono chissà che grande tecnico, no, sono un disonesto millantatore non un buon e vero tecnico.

E' corretto Radioamatore.
« Ultima modifica: 25 Maggio 2017, 06:53:07 da IZ1PNY »


Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #36 il: 25 Maggio 2017, 21:00:48 »
Ascolta, IZ1PNY, visto che tu hai tutto di tutto di più, e sei quindi sfacciatamente ricco, inoltre sei finanziatore, finanzia pure me e regalami una bella aradio digitale... Io sono assolutamente povero!..

Carlo
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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #37 il: 25 Maggio 2017, 21:49:56 »
Carlo scusami pero' veramente a questo punto non capisco.
Hai aperto il thread e tutti abbiamo detto la nostra cercando in modo il più imparziale possibile di riportare le nostre esperienze per quello che sappiamo e abbiamo sperimentato con mano. Vale per tutti da me a PNY.
Ora sappiamo benissimo, o meglio, abbiamo capito che del digitale non te ne frega molto o che vorresti un digitale disegnato per te (perdonami ma questo traspare). Bene quel tipo di digitale ne esiste ne probabilmente esisterà mai, mi spiace.

Ora nessuno vuole convincerti anche solo a provare o a spendere ma non e' da ricchi dire quello che ha detto IZ1PNY e che condivido in toto. Se si vuole provare il digitale, uno qualsiasi , oggi bastano 100 euro per il nuovo (DMR), un paio di centinaia per gli altri sistemi.

Ora si parla in generale ma non penso che si parli di cifre stratosferiche. Quasi la totalità degli radioamatore spendono molto di più in radio, antenne, accessori ...e ci metto l'autocostruzione perche' non sempre basta buttare un filo elettrico dalla finestra per essere onair e lo sai benissimo. Autocostruire costa meno ma costa se le cose si fanno bene...e questo si sà.

Quello che manca, ma penso che non ci sia bisogno che lo ripeta ad ogni risposta, e' il tuo interesse per il digitale non credo sia una questione di soldi perche' non si parla di cifre assurde.

Ogni cosa "vale" per il valore che noi ci diamo. E' logico che se manca l'interesse a prescindere dal costo il valore per noi e' ZERO quindi anche i 100 euro sarebbero cifre spropositate. Di contro quando la cosa ci interessa di botto 500 o 1000 euro diventano cifre abbordabili.

Non penso sia una questione di ricchi o poveri ma semplicemente una questione di interessi.



Offline zampro79

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #38 il: 25 Maggio 2017, 22:12:45 »
... Io sono supercerto che, se mi comprassi una radio digitale, farebbe la carriera del cassetto, la fase "QSO" l'ho abbandonata quando avevo 15 anni, ho la mia personalità, sicuramente sbagliata, ma non amo 'conversare'. Amo i collegamenti hallo here Italy Uniform Four Fox-trot Mike Sierra, you are 59, etc..., amo l'autocostruzione anche impegnativa, amo il recupero di vecchie radio ed amo l'autocostruzione e l'adattamento di antenne...
Carlo

Per come la vedo io tutte le perplessità di Carlo si riassumono in questo breve passaggio.
L'attività radioamatoriale di Carlo è ben differente da quello che può proporre una rete digitale, dove la sperimentazione è inesistente per "l'utente" finale... discorso diverso per sysop e sviluppatori...
Probabilmente, e posso comprendere, lo stesso discorso vale anche per l'analogico su ponte radio...


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Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #39 il: 26 Maggio 2017, 01:09:16 »
Intanto la frase rivolta a IZ1PNY è chiaramente (se non lo è mi scuso) da intendersi in HI. Poi ripeto, nel sistema digitale che forse sarà obsoleto domani o dopodomani non ho intenzione di investirci troppo, soprattutto per sentire sul Canate digitale che la mia modulazione spacchetta un po', o qualcosa del genere. Mi attizzerebbe molto di più avere un sistema radicalmente nuovo, cioè una specie di VPN che se ne sbatta di quale sia il sistema scelto e metta in comunicazione le varie utenze della rete, lasciando tutto lo spazio possibile anche a sottoreti locali, QSO di vecchi amici, eccetera, ma possa consentire a me che voglio contattare un amico nel Kansas come un sistema VOIP, diciamo parafrasando non un Voice Over Internet Protocol, ma un VOHrP, cioè Voice Over Ham-radio Protocol, di poterlo fare. Anzi, sarei pure disposto a collaborare con gruppi che abbiano intenzione di farlo. Ecco quindi che il sistema digitale uscito dalla mia porta a causa dello scarso interesse, potrebbe rientrare dalla finestra per interesse sperimentale e/o professionale.
Poi, una volta trovata la quadra per gestire una mole di utenti anche enorme, uno ne farebbe l'uso che ne vuole fare.
L'idea che un sistema potenzialmente rivoluzionario e a basso se non bassissimo costo venga 'castrato' perché il solo impiego che se ne vuol vedere sia la fuga di fronte al "portantaro" o al "porcello" a me non basta, senza offesa di chi vuole sfuggire al portantaro, anche a me onestamente darebbe fastidio il non poter nemmeno parlare perché salta fuori un semideficiente che mi perseguita. Ritengo anche che i portantari perseguitino chi è predestinato a farsi perseguitare, e aggiungo, a rischio di essere crocifisso in sala radio, che, a volte, sul Canate analogico mi facevo delle crasse risate perché qualche portantaro era anche spiritoso (pochi, purtroppo...).
Comunque, vedremo come andrà. La tecnologia digitale ha troppe volte deluso alcuni e fatto godere altri, quasi mai quelli che se lo aspettavano. Ricordo una sera, al bar, dove alcuni facenti facoltosi avventori, era il 1992 o 1993, parlavano dei nuovi telefoni portatili, ancora grossi e pesanti, e un tipo, soprannominato "testa da bue", saltò su con una frase storica: "Beh, io ritengo comunque che questi telefoni rimarranno appannaggio di individui con determinati fatturati, non certo oggetti di grande diffusione!" Saltò su un altro, un certo Louis, che aumentò la dose: "Sì, anzi, io penso che in futuro quelli che possono avvalersi di questo sistema saranno pochi e molto selezionati, uomini politici, imprenditori, professionisti con un giro d'affari consistente, eccetera!" Uno che si chiama Carlo come me, ma non ero io, disse: " Ma vi siete bevuti il cervello tutto in un sorso o a poco a poco? Ma sapete che sta sorgendo una nuova compagnia telefonica che si chiamerà Omnitel, e stanno progettando di darlo veramente a chiunque, anche alle serve e ai bambini dell'asilo, ai vecchietti rimbambiti e alle casalinghe?!?" Gli altri scoppiarono in una risata che sono ancora lì dietro a ridere, io onestamente rimasi abbastanza perplesso, in effetti Carlo aveva un mare di ragioni. Il business non è darlo a pochi, anche che paghino molto, il business è darlo anche ai cani.

Vedremo!...

Carlo
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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #40 il: 26 Maggio 2017, 01:32:35 »
Condivido Carlo,
Yaesu con l'ultimo portatile dual band praticamente dà il c4fm quasi a gratis. Ora e' l'una e mi scoccia cercare il post...comunque e' un'onesto bibanda senza fronzoli sui 150 euro ...ma e' Yaesu e digitale a parte si paga anche marca e qualità (o solo marca per chi la pensa diversamente). Ovvio che quando, come te, si parte già attrezzati a livello V/U come fisso e/o portatile sono soldi in più in quanto, credo, lo compreresti solo x il digitale.

Chi come me cercava qualcosa in più del Baofeng ha preso l'FT1 come radio analogica ed in pratica, comparato ai vari VX, ha speso quei 50 euro in più per ritrovarsi c4fm e non solo (gps,aprs).

Lungi da me criticarti e non condividere le tue perplessità infatti , malgrado la curiosità, avendo già una radio digitale non comprero' radio compatibili con gli altri 2 sistemi.

Sarà la vecchiaia mia (hi ne ho solo 45) ma mi ripeto: non condivido la tua idea di digitale quando parli di "parlare con l'amico in Kansas". Mi spiace ma sono pragmatico. Per quale perverso motivo dovrei arrivare ad un ponte che mi veicola via internet ad un'altro ponte in Kansas? Solo per il piacere di parlare con una radio e premere il PTT? Apriamoci gli occhi...lo smartphone (e su questo non ci piove) lo hanno tutti. Ormai i piani dati a livello di Gb sono accettabili cosi' come i costi...lo usiamo cosi' spesso che ci scordiamo che un cellulare/smartphone e' un RTX....alla fine agganci un ponte ed arrivi in Kansas usando Skype, Viber,Whatsapp, etc. con voce, dati, immagini, clip, etc. ed in full duplex e ripeto, a costo zero, visto che comunque lo smartphone ed il piano lo abbiamo....

Più utile, anche se snobbi il tutto, usare il digitale in locale proprio per migliore qualità e bypassare portantari e molestatori vari seriali...vero che alcuni se li attirano e che probabilmente approderanno sul digitale ma come mille volte detto ci pensi 2 volte a spendere anche i 100 euro per disturbare esclusivamente.

Insomma io qualche volta l'ho fatto qualche qso con europei ed americani sulle room del c4fm...sinceramente e condividerai, entusiasmo zero visto che di ham aveva poco ...alla fine ripeto e' come usare un cellulare ma con funzionalità ridotte.

In locale ed organizzato bene e senza casino ed anche per le diretti invece ha un senso la radiolina digitale.

Logico pero' che come trasuda da tutti i nostri post quanto sopra deve essere guidato almeno dalla curiosità perche' sarebbe idiota spendere soldi solo x evitare portantari o parlare col Kansas...si fà prima a fare QSY o spegnere la radio che alla fine e' e resta un hobby e non lo strumento principale di comunicazione.

Io, per quanto sopra, ho comprato partendo da zero quindi conciliando l'utile (buon bibanda analogico) al dilettevole. Ovviamente questa, penso, sia la base di partenza migliore per chi, giustamente, con dubbi e perplessità , dovrebbe investire esclusivamente x provare il digitale.

P.S è OT: ho passato gli ultimi 15 giorni a PA e su 2 ponti analogici avro' sentito 2 amici mettersi d'accordo x incontrarsi solo 2/3 volte ....quando andai 3 mesi fà con il digitale..solo 2 prove tipo "mi senti, si ti sento" e stop....insomma digitale a parte se non parla nessuno neanche in analogico inutile fare salti pindarici..restano solo sperimentazioni di un paio di settimane e poi x la noia metti le radio in qrt...meno male che stavolta mi ero portato solo il baofeng che neanche occupa spazio in valigia.

Offline carlo_forever

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #41 il: 26 Maggio 2017, 11:46:45 »
Ma infatti, il classico QSO è in via di estinzione. La sperimentazione non la sarà mai!...

Carlo
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Offline Pieschy

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #42 il: 26 Maggio 2017, 12:18:39 »
Sperimentare? Ok siamo totalmente OT ma oggi il 99.99999% sperimenta l'acqua calda...cioe' riproduce a casa propria quello che esiste da 100 anni.
Capisco la soddisfazione nell'autocostruzione ma alla fine è come l'uncinetto o i ferri..cosa fai ti costruisci l'antenna? Bello si...ma nulla da sperimentare..ci sono misure, configurazioni note da decenni ed alle quali quel 99 e passa per cento si basa....questa e' la sperimentazione di noi puri mortali e sotto quest'ottica anche i sistemi digitali sono "sperimentali".

Saro' disfattista ma gratificante x quanto possa essere farsi la yagi, il dipolo, o il mic amplificato con lo schemino da nuova elettronica e' divertirsi ma non sperimentare.

Sperimentare e' quando negli anni 80 mi son fatto un convertitore A/D per il C64 progettandolo ex novo dallo stampato al singolo transistor, integrato, resistenza, condensatore, interfaccia ...quando internet non dava tutto pronto come oggi e dovevo sperimentare solo seguendo formule matematiche..insomma quello era sperimentare.

Si sono drastico vedo solo bianco e nero ma le sperimentazioni che leggo mi fanno ridere o piangere e non mi soddisfano ne più ne meno quanto potrebbe sotto la stessa ottica non soddisfarmi il digitale...

Si il QSO e' morto? E' morta la gente ed e' un dato di fatto. E' morta la voglia di comunicare perche' fare radio senza parlare e' semplicemente allenarsi in elettronica e radiotecnica...

Il radioamatore e' tecnico ma e' anche umano , costruire per poi stare zitti o fare il pappagallo che ripete 9/5 e manda qsl...no grazie...meglio QRT .,..se muore la voglia di comunicare muore la radio.

Vista da questa ottica altro che digitale. Se muore lo spirito per il quale la radio tutta e' nata..cioe' comunicare..allora inutile anche spendere 1 euro...meglio un buon caffè o un drink che ti mette di buon umore.


IZ1PNY

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #43 il: 26 Maggio 2017, 12:23:28 »
Ciao Carlo, avevo capito, siamo uomini di mondo.
Come già Prof. di elettronica poi, mi inginocchio, posso solo imparare,  :41: :allah:
 :up:

 :-[ :miiii:


Offline IZ8XOV

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Re:Reti digitali. Dolori, non solo gioie?
« Risposta #44 il: 26 Maggio 2017, 14:01:40 »
Benché sia insito in ogni radioamatore il desiderio di sperimentare qualcosa e benché i sistemi digitali rappresentino in tal senso una buona palestra formativa, mi dispiace che non si sia sviluppato nulla nel campo dei 1200 Mhz (23 cm). Li c'è una buona larghezza di banda e si va anche in analogico senza disturbi poiché è una banda poco diffusa. Si sarebbe potuto smanettare alla grande rimanendo in analogico realizzando una rete di nodi ed utilizzando apparati degli anni 90 o eventuali transverter.
Il radioamatore è una persona affascinata dal comportamento delle onde radio e da tutto ciò che serve ad esplorarle. E' uno sperimentatore che opera nel rispetto delle leggi e che ama condividere con gli altri le proprie conoscenze, Michele IZ8XOV

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